venerdì 11 dicembre 2015

MALEDETTO KOVALSKI

maledetto,  kovalski, non c'è altra spiegazione: tu sei maledetto. hai la maledizione del mainstream: tutto quello di poco conosciuto che ti piace, poi diventa mainstream. sempre.
e stavolta tocca a mucha.
chissà chi è il prossimo.
già, chissà.
e maledetta la maledizione. va là.

mercoledì 11 novembre 2015

NOVEMBER (DOESN'T) RAIN

e così dopo settembre finisce anche ottobre. è bastato un attimo ed ecco che ti è finito via anche questo ottobre, già. che nemmeno te ne eri accorto ed è già novembre . già novembre, eggià. che il tempo ti schizza via ormai che nemmeno lo vedi passare quasi (e come passa il tempo quando ci si emoziona eh). e poi c'è questo continuo sole che non aiuta (che mica assomiglia a un novembre una roba così calda, a volerla dire tutta...). il sole di giorno non aiuta no. dovrebbe invece aiutarti il buio che arriva sempre troppo presto e sempre prima ogni sera. dovrebbe, ma non lo fa abbastanza, si vede. tu in novembre. tu che vai, e tu torni. tu che arrivi, e tu che guardi fuori dai vetri dell'ufficio. tu che la sera a guardare le stelle proiettate sotto la cupola a volta. o tu la mattina che in cima al molo a cercare le montagne dietro il mare, tra la foschia bassa a chiudere l'orizzonte, e il suo sguardo perso dietro qualche pensiero. e l'altro sguardo, lo sguardo quello con la noia di chi di mare ne vede troppo, sempre, la noia dello sguardo quando poi lo vede dalla terraferma e non solcandolo, il mare. tu che binari che scorrono veloci, e strade asfaltate. e c'è chi cambia residenza. e ha firme da mettere per chiudere la porta, ché a volte le porte si chiudono non girando chiavi, ma mettendo firme (anche su tu non le avevi mai viste le porte che si chiudono con le firme, ma ora lo sai...). novembre di riunioni e problemi. sempre le solite, e sempre i soliti. novembre biglietti che accumulano. futuri che si dipannano. presenti che si definiscono.
novembre, kovalski, è novembre.

venerdì 16 ottobre 2015

LA PROVA

ora ne hai la prova: certamente NON è l'uomo più alto del mondo.
(però senti come suona!)

mercoledì 14 ottobre 2015

L'OTTOBRATA È LEGGENDA

più veloce della luce, come diceva quel tale. il tale quello vestito di colori primari sgargianti, col buffo mantello e una ridicola S gialla sul petto. più veloce della luce, o quasi, tu, che arrivi Caput Mundi all'una passata, e che ora che l'orologio dice 16:42 sei già seduto sul treno direzione Casa K. più veloce della luce, tu, forse chissà, più veloce del clima di certo, che ti dicono da sempre 'sta cosa delle ottobrate romane e quanto son fighe (anzi, gajarde) e quanto son belle, che sembra estate e voi al nord che ne volete sapere, voi, poracci, e insomma saranno anche belle e saranno anche fighe (ops, gajarde!) 'ste cazzo di ottobrate, ma vista dal vivo è solo una sóla di cieli bassi e plumbei e neri e dio stracazzo speriam che non piova, ché se piovono 'ste nubi nere e plumbee e basse, in gommone poi ci tocca tornare.

bandintown ti manda alert, intanto. di concerti di cui hai già i biglietti.

giovedì 24 settembre 2015

PRIMA O POI ARRIVA

che sembra non arrivare mai. e che poi non si capisce mai. non si capisce se stia arrivando o no. se lo sia o non lo sia.
ma la realtà, come sempre è semplice. semplice e banale.
che accade che all'improvviso arriva. e lo capisci perché quando arriva davvero non puoi non capirlo. no che non puoi. lo capisci al volo. che è proprio da quello che lo riconosci.

giovedì 27 agosto 2015

#MICADATUTTI

perché nulla è impossibile. 
nulla.

nemmeno prendersi l'influenza in agosto.

martedì 25 agosto 2015

DI INIZI

e nel martedì che fuori sembra ottobre e che dentro sono le pareti noiosamente familiari del tuo ufficio, ti dici che il mondo era molto più bello prima. ma prima prima. prima quando l'anno era scolastico,e  ricominciava a metà settembre, non al 25 agosto. e stica.

martedì 4 agosto 2015

MEDIO MEDIO MAN

e ora sei consapevole di essere medioman. e sei assolutamente felice di esserlo. fe.li.ce. ché quando realizzi il sogno erotico del 90&rotti % della popolazione maschile etero (o bisex) mondiale, scopri che sei davvero come tutti anche tu. e scopri che c'è un perché se proprio quello è il sogno erotico che condividevi con il 90&rotti % della popolazione maschile etero (o bisex) mondiale.
e stica, bella lì.

domenica 2 agosto 2015

COMING TOGETHER

e questo è quando i pezzi si rimettono assieme, e quando pian piano le tue vite si ricompongono in un'unica vita. anche la donna e la minidonna.

venerdì 24 luglio 2015

ALL OUT FOR THE ALL IN

e stavolta ce la metti tutta.  tu, ed entrambi. stavolta ce la mettete tutta, sì.
e a sbagliare lo sapete entrambi come si fa, e lo sapete pure bene, già. e siccome a fare sempre le medesime cose poi diventa poco sensato aspettarsi esiti differenti, stavolta allora provate a fare tutto diverso. stavolta è la volta del parlarsi subito e apertamente. del confronto e della trasparenza. è la volta del non tenersi nulla per sé, o dietro un qualche paravento. è la volta del pieno accesso a tutto. senza se, e senza ma.
e non è detto che funzioni, no. ché si può sempre sbagliare lo stesso, malgrado la determinazione. e malgrado il cambio di comportamenti. certo. ovvio. si chiama vita. sai com'è in questo momento, non sai mai cosa accade poi, è vero. e allora anche se al contrario o diversamente, potrete sbagliare ancora, certo.
 
ma se faremo errori, stavolta saranno errori nuovi.  non ripeteremo gli errori vecchi, o i vecchi schemi.
e già qui state vincendo.

mercoledì 15 luglio 2015

DI SUONI E D'ODIO

 
 
e c'è la notte chiara che non vuole annerire, ci sono musica e ritmo e i singoli suoni, ci sono le sue mani, le sue mani ovunque, e c'è contatto costante e ci sono bocche, e si mischiano musica e parole e dialoghi sincopati, e c'è quel corpo giapponese da guardare, e siete radiosi, radiosi e belli, belli da fare schifo, belli di quelli che tutti li guardano e tutti li odiano, ché siete lì dove loro non sanno essere, siete belli da fare schifo e non lo nascondete. ed è magnifico, lasciarsi odiare. 
 

lunedì 13 luglio 2015

OMNIA MUTANTUR

e non sono più tempi incerti, no, all’improvviso non lo sono più. lo erano, lo sono stati. sono stati giorni incerti di settimane incerte, giorni incerti e titubanti, ma ora non più, no, ora no,  ora che all’improvviso accade tutto e tutto accade velocissimo, e il tempo accelera a velocità di curvatura e tu vieni sparato in avanti e tutto intorno a te si allunga come scie luminose e attraversi tutto così veloce (così veloce!) che non capisci cosa e quando sia accaduto o stia accadendo, ché un paio di settimane son dense come mesi e una decina di giorni cambiano tutto ed ogni cosa. cambiano tutto. e cambia ogni cosa.
 
accade tutto, accade ogni cosa. accade l’accelerazione. accade la velocità di curvatura. accade che curvino i giorni e le notti. che curvi la tua vita. tutto accade, accade tutto.
accade il pomeriggio a camminare nel sogno, quando tutto diventa reale. 
accadono i giorni e accadono le notti. accadono i gesti, e le parole. accadono gli sguardi dentro gli sguardi. 
accade la notte di ciò che accade 30 volte.
accade la sera dei metal detector e dell'aereo. e accadono le due notti delle parole scritte o sussurrate da nazioni diverse.
accade aspettarsi, e accade trovarsi.
accadono i dialoghi bilingue.
accadono continui incastri. e guarda qui sono tutti i miei punti deboli, guardami mi lascio dietro degli spazi bianchi.
accadono i colori, e accade l’assoluto qui&ora.
accade programmare ottobre. e programmare dicembre. ed è solo naturale.
accade mettere tutto in discussione.
accade qualcuno a cui tornare.
accade i’m the luckiest. accade i’m the happiest.
accadono vite stravolte, braccia ancora aperte, cose da condividere, da vivere, da perdere, invisibili agli occhi inaccessibili al cuore.
accade questo volo., sapendo che seguirà un atterraggio. chissà dove. chissà quando. lo scopriremo, si scoprirà.

lo scopriremo, si scoprirà. e forse si tratta di fabbricare quello che verrà con materiali fragili e preziosi, senza sapere come si fa. che poi però qualche idea sul come si fa ce l'avete, in verità, voi, qualche idea forse ce l’avete sì, voi e le vostre idee dell’essere solo se stessi e sempre diretti, del mettere tutto in gioco, del non cercare scappatoie e dell’affrontare le cose una ad una, e in due. e ci provate così, e lasciate che sia come verrà.
 
rientrano in casa e appena dentro si sentono benissimo i rumori e le voci degli altri appartamenti, ma è tutto perfetto, è tutto perfetto.
e tutto è perfetto, sì.

"e il kovalski dov'è?”
“il kovalski si è perso.
in una persona.”

e che tu non sia più single è chiaro. così chiaro che non se ne può più dubitare. meno certezze ci sono sul fatto che tu viva ancora da solo.

(e c'erano le ultime farfalle bianche in formazioni compatte intorno a loro a volare)



 
[© le luci della centrale elettrica]
 

mercoledì 8 luglio 2015

SOME EVENINGS ARE LONGER THAN OTHERS

madonna che silenzio che c'è stasera. 
e tu stai diventato sempre meno bravo a fare finta di nulla.

[© le luci della centrale elettrica]

venerdì 3 luglio 2015

DI PAROLE E D'ONDE E DEI TEMPI INCERTI

come sempre sono tempi incerti. e nei tempi incerti sono giorni convulsi e strani, questi. giorni di silenzi e poi improvvise parole scritte. e altri silenzi. giorni di occhi che evitano il contatto, e poi si intrecciano gli sguardi una volta, una volta sola il terzo giorno, e all'improvviso sapete entrambi dove vi trovate. di nuovo. finalmente. sono giorni del movimento contraddittorio dell'onda che si frange sulla spiaggia, e poi si ritira, e poi si frange ancora. e tu non capisci mai se l'onda è il frangersi, o il ritrarsi. sono i giorni del caldo che incolla africa sulla pelle. sono i giorni dei dialoghi in inglese che si mischia all'italiano e nemmeno sai più come dici le cose, e sono le notti dei lunghi discorsi in tedesco, per fortuna questi sottotitolati. sono le notti del whatsapp infinito che sembra dire così tante cose diverse che non sai più cosa volesse realmente dirti. sono i giorni che poi si sciolgono in parole, e non si fermano più, le parole trattenute, quando iniziano a scogliersi, e a uscire. 
e ci sarò io e arriverò, felice da fare schifo e libererò tutti i tuoi pianti trattenuti. tutti i tuoi pianti trattenuti.

"non è tua responsabilità. ma è colpa tua". ok. ci stai.

è che non c'è nulla di semplice, nei giorni incerti.
però ci stai.

[
© le luci della centrale elettrica]

domenica 28 giugno 2015

RUN BABY RUN BABY RUN

come sempre sono tempi incerti, e apri la porta sull'odore di pittura e di smalti. spalanchi i vetri tiri su le tapparelle. la luce inonda le stanze. e l'odore di pittura e di smalti. appendere quadri e fotografie. sulla pelle la tensione del sole e del mare di ieri. guardi tetti bruciare. sotto l'azzurro uniforme del cielo. 

corri ascoltando le luci. madonna che silenzio che c'è stasera. corri per le ore seduto a guidare. per le strade dritte e assolate. corri per l'attesa. corri per questa sospensione. corri le strade sterrate del parco. corri il perimentro in senso orario. incroci ragazze che corrono in senso antiorario, bellissime controluce del sole basso che sta per scendere dietro alberi e palazzi. respiri polvere e sudore. corri che l'amore si muove secondo un meccanismo simile a quello del mare, strana questa cosa che respiriamo e poi smettiamo di respirare. corri per quello che sarà domani. corri per tutto quello che non sai.

corri in senso orario lungo il perimetro sterrato del parco. corri polvere e sudore. corri cose da vivere, da condividere, da perdere. corri strade aperte e strade perse, strade perse e strade aperte. corri la luce bassa del sole che sta per scendere dietro alberi e palazzi, e ragazze bellissime che corrono controluce. corri qui dove tutto sembra indimenticabile. corri per i chilometri di strade dritte guidati per ore e ore, corri l'attesa, corri per questa sospensione. non sai cosa ti aspetta. e come sempre sono tempi incerti. 

corri che già lo sai. corri che ci sarò io e arriverò, felice da fare schifo e libererò tutti i tuoi pianti trattenuti. tutti i tuoi pianti trattenuti.

[© le luci della centrale elettrica]

SELFIE K (con moleskine)

SELFIE SERVICE

ma nell'era dei selfie, sarà l'ora di una foto del K?

SOME WEEKS ARE STILL LONGER THAN OTHERS

da fuori nessuno direbbe che sono cinque  giorni di silenzio. 
sei diventato molto bravo a fare finta di nulla.

venerdì 26 giugno 2015

lunedì 22 giugno 2015

g-LEARNING

la vita ha anche questo di bello: che non si finisce mai di imparare. anche che ragazze meno che ventenni puntano attivamente uomini più che quarantenni.
la vita insegna. e tu, mammifero, impari.

venerdì 12 giugno 2015

910 (SI ALZA IL VENTO)

il buio e le parole. e respirare. la notte e il buio e scrosci di pioggia improvvisi la colonna sonora. e a seguire il silenzio e il buio. e il buio e scrosci, nuovamente. il suono ritmico e liquido attraverso i vetri spalancati. aria scorre sulla pelle. sarà il vento che si alza. o saranno le pale del ventilatore a soffitto. i gesti. le domande e le risposte. sussurrare piano. parolefiatocaldo sulla pelle. i movimenti. contatto. contatti. mischiarsi mischiandosi. mischiandosi mischiarsi. la notte il buio la pioggia la quiete l'affanno gli intrecci gli incastri le parole il timore il senso di colpa proteggere proteggersi proteggere. sciogliere sciogliendosi. sciogliendosi sciogliere.
la notte. il buio. la pioggia. la quiete. l'aurora. la luce. l'affanno. la quiete. duedidue.
gli occhi dentro gli occhi. dentro di lei. gli occhi dentro gli occhi mentre sei dentro di lei.

si alza il vento,
bisogna cercare di vivere
[© paul valery]

domenica 7 giugno 2015

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inizia con l'odore del mare. prima ancora di vederlo, ché è già notte e nel buio il mare è solo il rumore ritmico delle onde che si frangono da qualche parte, e l'odore che riempie l'aria.
e il mattino dopo l'odore del mare e il faro a chiudere il porto e la minuscola moschea più sgraziata del mondo e le vie strette e curve sulle architetture e sulle insegne che (si) ricordano di venezia quando qui era la canea.

(e ogni volta che viaggi il mediterraneo ti rendi conto di cosa sia realmente stata venezia, lungo le sponde e le isole del mediterraneo centrale e orientale come roma e più di roma, la matrice unica di questa enorme fetta di mondo... le architetture che mischiano romanico gotico e oriente, i leoni scolpiti, le scritte in caratteri latini, le curvature delle finestre...
e ogni volta che viaggi il mediterraneo ti rendi conto di come sia e sia sempre stato una grossa e stratificata piazza comune, dove tutti sono passati, si sono incontrati, si sono scontrati...)

(e ha ragione la dottoressa "venezia è il bello di creta". tolta la natura, lo è davvero)

inizia con l'odore del mare, già. ma da qui in poi saranno colori.
falasarna è il giallo della sabbia e il rosa mosso dalla risacca, il nero delle rocce, la trasparenza dell'acqua che si fa carta da zucchero e poi blu polvere e acquamarina che diventa turchese, e in fondo il blu acciaio che trascolora in blu reale e si chiude in cobalto e oltremare.
il rumore della risacca, il rumore di piccole onde, il rumore di una piccola onda.
gramvousa venezia, ancora venezia, il forte che domina e il mare a circondarla, e l'occhio che da quassù scorre mare e terre e mare e cielo e azzurri e blu e cobalti e bianchi e azzurro fiordaliso e celeste e ciano e blu marino e blu di persia e zaffiro.
e nell'acqua trasparente della baia, i tondi neri dei ricci di mare.
balos è il bianco abbacinante della spiaggia, e la trasparenza assoluta della laguna. e il bianco vira in azzurro alice vira in azzurro polvere vira in acquamarina vira in celeste vira in azzurro e i blu, i blu, tutti quei blu il ceruleo il notte il pavone il reale il marino l'elettrico.
balos è immensa piscina naturale tra le rocce e la lingua di sabbia, da questo lato. e vento e mediterraneo, dall'altro. balos è l'icona del paradiso.
poi, dopo i giorni d'azzurri e di blu, esplodono i verdi e deflagrano i marroni, inattesi, non più abituali, attraversare i monti e le gole della propaggine occidentale sono strapiombi e coste, sono salire e scendere, sono terra, terra e ulivi, terra e oleandri, i verdi e i marroni, le alternanze di verde oliva e verde islam, il verde foresta il rosa e il bianco degli oleandri, i fiori gialli, le pareti delle colline, e le cesure delle gole, ed è la terra che si riapproria dello sguardo e lo riempie dei propri colori. 
poi lo sguardo si apre improvviso, sull'orizzonte, e laggiù, in fondo, sotto il cielo fiordaliso, si apre il mare.
elafonissi è il bianco e il nero e il rosa sulla linea della battigia, è la trasparenza prima degli azzurri infiniti prima delle righe verdi, gli azzurri che poi variano nei blu.
è vento, vento ovunque, sempre. è vento costante del cielo che ti scorre addosso, sulla pelle, nei capelli, nella camicia sbottonata, nelle narici.
palaiochora è un colore dimenticato, il giallomarrone della sabbia che finalmente torna a esistere. è un mare ritmico di piccole onde che arrivano e vanno, e arrivano e vanno, è un mare che lungo la linea dell'orizzonte diventa quello di cui parlava omero, il mare colore del vino (allora esiste! esiste davvero!!).

il cerchio si chiude come si chiudono sempre i cerchi, lì dove era iniziato. si chiude seduto al sole lungo le mura del porto che conducono al faro, e al di là della baia la minuscola moschea più sgraziata del mondo e le volte a cuspide dei magazzini, si chiude qui dove venezia si mischia con l'oriente, dove si perde il senso dei confini e delle successioni e resta solo questa visuale familiare in cui bere mentre il sole tramonta ai tavoli di un locale che manda musica downtempo e scorrendo gli schermi degli smartphone scrivendo, leggendo, editano foto o inviando parole. e respirando l'odore del mare.

venerdì 5 giugno 2015

K RULEZ

quando  sarai a capo del mondo, le priorità sono chiare. quasi intuitive. 
proibire:
le calze bianche;
le camicie a mezze maniche;
i mocassini;
i marsupi (tranne che per le cangure);
i borselli;
le calze color carne;
le canottiere da uomo;
gli slip bianchi (da uomo) (e pure i boxer bianchi);
l'intimo femminile color carne;
i risvoltini;
il golf sulle spalle;
il cardigan abbottonato;
le birkenstock (e le hogan) (e pure le crocs);
le spalline;
i chihuahua (e pure i barboncini);
i pinocchietti;
gli occhiali a specchio;
le giacche con le frange.
...e i leggins sopra la 40.

giovedì 4 giugno 2015

A CENA COL K

birra
birra
insalata greca o insalata cretese 
birra
kleftiko o stifado o giros
birra

....vale come dieta mediterranea vero?

sabato 30 maggio 2015

LE SOLITE DOMANDE

ok, genio. stupiscimi! cos'avrai dimenticato di mettere nel bagaglio, stavolta?

DI ARCHI E PANCHINE E TAVOLINI E SOLE

in mezz'ora sarò fuori da queste stanze. bicicletterò lungo le vie strette e storte, e da lì attraverso il parco, e poi bordeggerò l'arco (e passando getterò l'occhio ai tavolini del living, lo so già lo so già, a cercare con lo sguardo la tua figura seduta e ridere e parlare in mezzo a tutti, come l'altra sera, anche se so che non sei lì, ma ti cercherò con gli occhi). farò la curva attorno all'arco e poi bicicletterò lungo vie quiete e alberate, fino al parco, quello piccolo, il parco di mamme e bambini e macchinine di cui parlavamo ieri. cercherò una panchina al sole, e appoggerò lì a fianco la bici, aprirò il libro, e inizierò a leggere al sole.
ci vediamo lì. se arriverai.

martedì 19 maggio 2015

TIME IS ON THE OTHER SIDE

e c'è stato un momento, di certo un momento preciso c'è stato. non sai quale né esattamente quando, ma sai che di certo c'è stato, il momento preciso, perché c'è sempre un momento preciso in cui una cosa accade, anche se non ci fai caso, e poi non sai più bene quando sia capitato, quel momento lì. e quindi c'è stato il momento preciso in cui è accaduto che è cambiata la direzione nella quale vedi scorrere il tuo tempo. prima, il tempo era un segmento dietro di te che partiva dal tuo inizio e ti premeva la schiena spingendoti avanti. il tempo era un "dall'inizio a qui", e davanti era un nulla vuoto e indefinito verso cui andare, senza una fine. ora il tempo continua ad essere un segmento, ma il segmento adesso è davanti a te, parte da te e arriva fin laggiù, e là si ferma, e non va più oltre. il tempo adesso è un "da qui, a là". e alla fine del segmento, lo vedi terminare, il tuo  tempo. e per fortuna, non sai quando.
e ti va bene così.

venerdì 15 maggio 2015

FRIDAY AND THE SKY

è c'è il venerdì sera che sei qui che festeggi la settimana che finisce con una birra e tranquillity bass, seduto sul balcone, guardando il cielo piovere sui tetti.
semplicemente. così.

don't worry. be rretta.

(e c'è che i fiori stanno già sfiorendo.
e c'è che i fiori sfioriscono troppo in fretta. 
e c'è che la primavera è la vera ragion d'essere dell'estate. 
e c'è che poi, è già tutto finito, in estate. e nemmeno ti eri accorto che era accaduto tutto una stagione fa)

lunedì 11 maggio 2015

SAMSARA

ché anche i cliché a volte son veri. tipo, che nella vita non si finisce mai di imparare. ecco, è vero, non si finisce proprio. e tu, impari. e imparando, ora lo sai. che uno può anche decidere di suicidarsi. e che quando lo decide, può anche deciderlo all'improvviso. così, senza preavviso. senza possibili avvisaglie. un attimo prima, c'è. un attimo dopo, non più.
il vuoto. il nulla. il nero. 
all'improvviso. 
bastardo.

bastardo di uno smartphone di merda.



domenica 10 maggio 2015

of SPRING and SNOW and SOUNDS and MR. FADED GLORY

sono i giorni che la primavera nevica i cieli, questi, i giorni che guardi dal balcone questi cieli azzurrissimi e la primavera che danza nell'aria la neve del polline soffiato da un vento lieve, e i cieli azzurri e la luce chiara fino alle nove, ed ora e adesso, in questa luce in questo chiarore in questa neve, ora adesso è primavera, sì, è la primavera dei grattacieli in fiore, e della darsena che sboccia d'azzurro e acqua, e questa città sembra viva come erano anni che non riusciva ad esserlo più.

e c'è che ti sei stufato. già, ti sei stufato. ti sei stufato di quelli sempre contro tanto per. di quelli che non va mai bene nulla. di quelli del più egoistico nimby, quelli che le cose fatele ma altrove. di quelli che è sempre sbagliato. di quelli del benaltrismo come la sola risposta che sanno dare, ché il problema sarebbe sempre ben altro, e mai la questione in sé. quelli che alla fine devi sempre lasciare tutto com'è, qualsiasi cosa, anche la più assurda, la più retrograda, la più insensata. basta non fare lo sforzo mentale di pensare qualcosa di diverso da ciò che c'è. beh, c'è che ti hanno rotto il cazzo, profondamente. basta. basta quelli che parlano, parlano, si lamentano, senza saper mai fare nulla.

e c'è che guardi i grattacieli sotto i cieli azzurri e nei lenti turbini della neve di polline. e va bene così. li guardi nei cieli ancora chiari fin quasi alle nove, e va bene così. guardi le rondini che fanno le loro traiettorie, e hanno già assorbito la presenza di queste nuove masse verticali, e continuano a volare e fare le loro traiettorie, che a loro va bene così.
e hanno ragione loro, le rondini, sì, che davvero va bene così.



(non sai più quanti anni erano che non sentivi quella voce. tanti, tantissimi. quella voce tra le chitarre sferraglianti, o sopra un pianoforte rallentato. era primavera quando è morto, 25 anni fa. e chissà chi l'ha poi mai sentita, la storia di mr. gloria svanita... eggià... you ever heard the story / of mr. faded glory? )

giovedì 7 maggio 2015

detto da D.H.

" - com'è stata la tua vita sentimentale? 
  - transitoria. e la tua?
  - meravigliosa. e completamente solitaria "


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lunedì 27 aprile 2015

(sabato 26 aprile 2014, durbar square, bahktapur)

era la notte di bahktapur, eravate voi cinque ed era la vostra ultima notte ed era la piena consapevolezza di dirvi "è la nostra ultima notte qui in questa piazza di mille anni fa e sotto queste stelle" ed era il nero di black out e del cielo enorme ed erano le costellazioni ed erano i templi ed erano le torri e le pagode millenarie e le cicale ed era la vostra ultima notte a parlare sottovoce sui gradini di monumenti e templi di mille anni fa. 
era la notte di bahktapur. era un anno fa. 
ora qui e ora e per sempre.
era. e non sarà mai più.



era.
ora, solo le macerie. e i tuoi ricordi.


venerdì 24 aprile 2015

ON THE ROAD

non sai se la scorsa fosse la notte dei morti viventi.
ma di certo questa è la mattina dei ritardati guidanti.

giovedì 23 aprile 2015

DELLE TROPPE PRIMAVERE

ed eccoti qui, kovalski, eccoti nella primavera duezerounocinque, ché anche quest'anno è primavera, fuori, nei cieli e nelle strade. ed ecco i cieli azzurri e le sera chiare, ecco l’aria mite che resti fuori a parlare, ecco la primavera che non è una sola primavera, quest’anno, ma la primavera delle diverse primavere che si intrecciano, si sovrappongono, si succedono, si accavallano...
eccoti qui, nella primavera che c’è chi arriva e poi riparte. e tra quando arriva e quando poi riparte è intrecciare corpi e ritrovare incastri.
ed eccoti nell’altra primavera, poi, la primavera quella che come una sorta di maledizione di questo anno dispari brillano anelli agli anulari di donne che vorresti non avessero agli anulari anelli a brillare, e in questa primavera delle donne con gli anelli che brillano in cui ti trovi ad affondare c’è chi i capelli arruffati ed è affondarsi negli occhi lungo un canale, e chi invece è un improvviso affondarsi nelle bocche dentro stanze buie e con il sapore e l’urgenza di lunghe attese da recuperare. ed eccoti qui che la primavera diventa la primavera degli amori che non puoi avere (e fai bene a ripetertelo, questo, kovalski, fai bene a ripetertelo).
ed eccoti nella primavera in bianco e nero, poi, la primavera quella della pelle scura sulla tua pelle chiara, e queste notti che guardarti è come vedere vecchi film, forse francesi.

eccoti qui, kovalski, ecco qui te, ed ecco qui le primavere con cui inizia questa tua primavera.

 
che poi, però, a dire la verità vorresti capire… così, tanto per sapere... ma quante cazzo di primavere ci stanno in un anno dispari, kovalski?!
 

lunedì 13 aprile 2015

120415



e finora non ti era ancora capitato il cantante che durante il break di batteria si mette a parlare della seconda legge della termodinamica. proprio no.

"and one day babe we'll be old, oh babe, we'll be old and think of all the stories that we could have told"

[© asaf avidan]

domenica 12 aprile 2015

UN TRANQUILLO SABATO DI SHOPPING

DI GENTE E CANALI E PRIMAVERE E CAPELLI E OCCHI

ed è il pomeriggio che è primavera lungo il canale, e l'aria è dolce e lieve com'è dolce e lieve l'aria del pomeriggio della primavera lungo il canale, e sei sull'alzaia dal lato in ombra del naviglio, seduto  a un tavolino del locale che affaccia sulla gente che scorre e sull'acqua che va, e guardi la primavera e guardi l'acqua e guardi la gente che va, e la vedi arrivare da lontano, lei e la sua massa di capelli ribelli come quando era ancora una bambina, questa testa enorme di capelli crespi e incasinati da nera ma la sua è una testa chiara, chiara di nocciola e biondo e castano, e dopo un po' che la vedi ti vede anche lei e le esplode il sorriso sul volto e sotto la massa enorme e ribelle dei capelli e tutto e questo sorriso enorme che le sorridi di rimando e c'è questa cosa che vi sorridete così tanto ogni volta che vi vedete che è come tirar giù tutto, i personaggi le barriere le difese, tirar giù tutto e restare sé. null'altro che sé. e il tavolino e i caffè e i sorrisi e le parole, le domande e le risposte, e le domande che trovar le risposte è sempre un casino, e "non ci credo. sei la seconda persona in tutta la mia vita che nota la macchia colorata nel mio occhio", e "l'adolescenza è la fatica e la magia dei figli" e non sai bene quanto tempo passate insieme lì seduti al tavolino lungo il canale nel pomeriggio che è primavera e le parole e l'acqua e la gente,  però sai che a un certo punto il sole è girato e siete in piena luce ora, ed è nella piena luce del sole che è girato che ora è l'ora di andare, ciascuno a far diventare sera il proprio sabato pomeriggio. vi alzate, prendete le vostre cose,  finite un qualche dialogo, vi salutate con i soliti tre baci, e come sempre non riuscite a non sfiorarvi le labbra come un gesto casuale, come un qualche non detto. ché lo sapete benissimo, lo sapete entrambi senza aver bisogno di dirvelo il motivo per cui non siete una coppia. un solo, concreto, preciso, determinato motivo. un motivo semplice e reale.
e ce l'ha addosso lei quel motivo. 
all'anulare sinistro.

lunedì 23 marzo 2015

LA DESCRIZIONE DI UN ATTIMO

ti ricordi quella volta che c'è mancato un pelo? sì, la volta che davvero ti è andata di lusso. già, quella volta lì che non hai capito bene come né perché, ma l'hai sfangata. chiamalo fato, bravura, o semplice botta di culo: la macchina ha frenato, e non è accaduto nulla, assolutamente nulla. poteva essere un casino, e invece nada de nada.
poi non ci hai più pensato, e la tua vita è andata avanti, da lì in poi, nella solita sequenza di normali quotidianità. e sono passati i giorni, e poi le settimane e i mesi. e dopo un po' di anni eccoti qua. e ne hai fatte e viste, di cose, in questi anni, e ne hai vissute. e il lavoro, e l'amore, e gli scazzi, gli amici, le amiche e le vacanze. la casa e la tua famiglia. la tua vita. quella che hai oggi. la tua vita.
allora, te la ricordi quella volta? la ricordi? quella volta lì che all'ultimo è andata bene... ecco.  sì. quella volta lì. ma non è andata proprio così.
continuo a cercare di dirtelo. te lo dico ogni volta che vengo. ogni singola volta. quella volta non t'è andata di culo all'ultimo istante. no. non ha frenato, l'auto. non abbastanza almeno. continuo a dirtelo. ogni volta che vengo a trovarti qui. dicono che se ti parlo tu mi senti. dicono che il tuo cervello riceve l'informazione, e che la elabori. io non lo so. non so se è come dicono loro. so che te lo dico ogni volta che vengo a trovarti qui. ma non vedo mai nessun cenno, o nessuna reazione da te. io davvero non lo so...
e no, non credo che tu mi senta. sei sempre uguale. sempre. checché ne dicano i medici, non ci credo che tu capisca che sei in coma qui. tu che credi di stare leggendo un post che parla di qualcun altro.

sabato 21 marzo 2015

200315

"... possibili percorsi, le mappe, le memorie..."



e trovarsi a pogare -a.d. 2015- sui cccp.


glf]



venerdì 20 marzo 2015

poetiKo

fatti non fummo per viver come bestie.
ma per sopravvivere. a tutto.
anche al sole che s'annera nel mezzo del mattin di nostra vita.

martedì 17 marzo 2015

(reload): TO WISH (IM)POSSIBLE THINGS

 a volte pensi che forse davvero si possa essere fortunati.
(ci pensi soprattutto la notte, ché nel buio della notte è tutto più morbido, e l'aria è più lieve nelle notti buie, e certi pensieri appartengono alle notti morbide e lievi)
e nelle notti morbide e lievi pensi che forse davvero si possa essere fortunato.

e pensi che se sarai fortunato a volte vi guarderete negli occhi, e guardarvi negli occhi a volte sarà come guardare il proprio specchio.
se sarai fortunato, la vedrai ridere. e la vedrai piangere, anche. la sentirai parlare. e la sentirai dietro muri di silenzio, anche. la vedrai guardare il mondo con occhi che brilleranno. e conoscerai il modo per farli brillare, i suoi occhi, se sarai fortunato.
se sarai fortunato, la vedrai dormire, e ti sembrerà tutto perfetto in quel singolo istante nel tempo. e non ci sarà null'altro che lei che dorme.
se sarai fortunato, ci saranno istanti e gesti, parole e sguardi, toni e momenti.
se sarai fortunato, vi capirete con uno sguardo. altre volte, non basteranno invece mille parole.
se sarai fortunato, saprai esserci per lei.
se sarai fortunato, lei ci sarà. e poi prenderà la sua strada verso chissà dove. e tu la guarderai camminare oltre.
se sarai fortunato, ti odierà di un odio feroce, in certi momenti. un odio che sarà l'altra faccia dell'amore, se sarai fortunato.
se sarai fortunato, vedrai il tempo scorrere nei suoi occhi, nelle sue parole, nei suoi gesti, nelle sue mani, sulla sua pelle.
se sarai fortunato, un giorno lei avrà capito. e saprà cosa è stato.
se sarai fortunato, saprai come fare, sempre. e se sarai fortunato riuscirai a farlo, anche. magari non sempre, ma quasi.
 
a volte ti domandi se davvero si possa essere fortunati.
e ti chiedi quanto si possa esserlo.

venerdì 13 marzo 2015

DI TRENI&TROLLEY

fi ri fì fì " i dementi degli studenti universitari che tornano dalla mamma il venerdì con il trolley di panni sporchi io li ammazzerei. sallo. stanno in mezzo alle palle. le future giovani menti. de stocazzo. la dottoressa odia il treno i venerdì e i lunedì mattina!"
 
"la dottoressa diventa vieppiù fighetta eh" invio >
 
fi ri fì fì  "la dottoressa ti chiede se quando tu andavi via due giorni avevi bisogno ti tirarti dietro un merdoso cane con le ruote!! ...e dalla dimensione inversamente proporzionale al quoziente intellettivo del possessore...."

giovedì 12 marzo 2015

K INSTINCT

mai fidarsi ciecamente dell'istinto quando ti dice che una persona è interessante.
mai diffidare dell'istinto quando ti dice che una persona non è interessante.


[parlando con  la musa]

domenica 8 marzo 2015

DETTO DA M.G. e T.S.

"si tratta di un fenomeno che potremmo definire ideofilia, o amore delle personificazioni. e che è più diffuso di quanto non si pensi. spesso le persone vengono attratte da elementi universali presenti in individui particolari. ci sono uomini che perdono la testa per le donne grasse. o donne che hanno un debole per uomini barbuti.
ora, immaginate che l'amata cicciona dimagrisca. o che l'adorato barbuto si rada. che cosa succede? l'attrazione diminuisce? che cosa amavano del loro partner? la ciccia? la barba?
possiamo dire che amare qualcuno significhi amare i suoi attributi? esiste un nocciolo individuale? si ama una particolare persona o alcuni elementi di cui è fatta?"



  Risultati immagini per il mondo così com'è copertina

070315

sabato 7 marzo 2015

ALL THINGS MUST PASS

tutte le cose finiscono. 
e oggi a casakovalski è ufficialmente finito l'inverno.


domenica 1 marzo 2015

WTF (will last)

cosa. cosa resterà di tutto questo. delle sere che viene sera sempre un poco dopo. delle sere a mangiare solo mentre leggi lo schermo del telefono, e sotto lo sguardo della gatta. del cd in repeat che è sempre un percorso di preparazione sonora arrivare a un concerto. 
cosa resterà delle luci fuori dai vetri, e dei piccoli fiori nei vasi. delle frasi che ti vengono in mente e non ti appunti, e come sono venute allora poi svaniscono. di cercare di capire se riesci a prenderti una decina di giorni in primavera, e partire. partire, sparire, camminare strade che non sai. chissà se riuscirai. 
cosa resterà dei libri che leggi. dei fumetti appoggiati lì. dei film che scegli di vedere. di uscire e conoscere persone che non sai se rivedrai. da uscire con chi ha quindici anni meno di te a trovarti fuori con chi ne ha qualcuno più di te. e renderti conto che non ti importa nulla di questo.
cosa resterà delle parole scritte da chi è a mezzo mondo da qui, e non capisci mai se mezzo mondo è mezzo mondo vicino o mezzo mondo lontano da qui. dei whatsapp che si intrecciano da qualche parte lungo le linee telefoniche. del rompere noci, dello stendere lavatrici. di biciclette sotto il sole, di hamburger e di kebap.
cosa resterà di situazioni lavorative che non si sbloccano. di pensare a come fare a uscire dalle tue comfort zone. di svegliarti in notti buie, e di mappamondi illuminati. di genitori che invecchiano e bambine che crescono. di amici che svaniscono, e di incontrarne per caso di perduti camminando le vie intorno a casa. delle fotografie che è quasi un anno che devi sistemare.
già, chissà, chissà cosa resterà, degli anni che passano degli inverni che finiscono delle primavere che poi arrivano. sempre. 



i know it hurts, you know i’d quench that thirst / (I can treat you better than her) / you say you're lonely, i say you'll think about it / 'cause you're the only one who resonates that chaste mouth open like "ah"

[© fka twigs]