lunedì 5 dicembre 2016

mercoledì 2 novembre 2016

venerdì 28 ottobre 2016

THE DAY

e poi chiudi il laptop, e lo stacchi dalla docking station. sono gesti semplici, minimali. stacchi il cavo e il trasformatore. controlli con lo sguardo non ci sia altro in giro. prendi laptop, trasformatore e cavo, per portarli nell'ufficio di F.. e sarà questo l'ultimo gesto a chiudere questi quattordici anni. un gesto semplice, minimale.

poi, dopo, schiacci il pulsante "0", ed è esattamente nell'istante in cui vedi chiudersi le porte dell'ascensore che capisci che si chiude davvero tutto. così. in un gesto semplice, minimale.

domenica 16 ottobre 2016

OH SO QUIET

dei giorni che doveva essere pioggia e invece la vita vera non ascolta le previsioni, ed è sole, e la quiete di un rio minore, svoltando l'angolo di una qualsiasi calle.


venerdì 30 settembre 2016

DI SETTEMBRE E DEL MUTAMENTO. O, QUATTORDICI. PER DUE.

e sta finendo settembre. così, semplicemente, settembre sta finendo, da sé. sta finendo settembre anche se nemmeno sembra settembre, con questo azzurro con questo sole con questo caldo. 
sta finendo settembre in giorni quieti, giorni un po' vuoti. quei giorni di una attesa che ti lascia sentire solo il vuoto del tempo che c'è adesso, perché adesso il tempo è solo aspettare che il tempo scorra e passi, e inizi quel che deve iniziare. tra poco, ma non ora.

sta finendo settembre, e sta cambiando tutto, qui. che cambiare dopo quattordici anni è come cambiare vita, non è solo cambiare la direzione da prendere la mattina, o cambiare un lavoro. ma cambiare è il senso dell'andare avanti. progredire. evolvere. il cambiamento che non sai bene come sarà finché non ci sarai dentro, ma non vedi l'ora che avvenga, e scoprire com'è quello che hai scelto che sia.

è una vita, quattordici anni, è un enorme pezzo di vita. è un pezzo enorme della tua vita, questi quattordici anni. è accaduto così tanto. ti è accaduto così tanto, in questi quattordici anni che hanno cambiato tutto: la giovinezza che diventa piena maturità, il potenziale che diventa manager, le migliaia e migliaia e migliaia di chilometri. e un nonessere che diventa una splendida adolescenza di occhi grigi e luminosi, poi.
e poi e poi, poi tutto il resto che in questi quattordici anni ti è accaduto: fatti, persone, viaggi, opportunità, treni persi, strade prese, note parole disegni e immagini, possibilità non notate, distrazioni, situazioni, abitudini, errori, mosse fantasy, colpi di genio, cazzate, amori, quasiamori, solitudine e solitudini, sesso, trovare e perdere.

sta finendo settembre.
sta finendo settembre, già.

sta finendo settembre e sta cambiando tutto, dopo quattordici anni.
sta finendo settembre, ed è cambiato tutto, quattordici mesi fa. tutto. uno è diventato due, un due che non è che un uno superiore. e c'era un prima, e questo è il dopo, e nulla è come era prima che fosse amore. nulla è come era prima, ora che è amore. quattordici mesi fa.

che bel viaggio, fin qui.
che bel viaggio, che sta per iniziare.
" allacciati le cinture, alice. che di meraviglie da qui in poi ne vedrai un bel po' "


[the matrix]

mercoledì 24 agosto 2016

DETTO DA P.L.F.

" solo occasionalmente ci si rende conto della cruciale importanza di un processo appena iniziato: che, cioè, quei particolari dipinti, poemi, generi musicali, libri o idee stanno per cambiare ogni cosa, o magari ci si sta per innamorare o si sta stringendo l'amicizia della vita; sono questi i molti, lunghi fili che, intrecciati insieme, compongono un'esistenza. ci si aspetterebbe di sentire lo sparo attutito di un segnale di partenza. "





domenica 21 agosto 2016

(21.8.16) EXIT: MUSIC

l'ultima tappa è nel silenzio. attonito. le decine di migliaia di nomi dei deportati. decine e decine di migliaia. le lapidi accatastate in secoli. appoggiate una all'altra.
noi europei abbiamo una storia vergognosa che attraversa le pieghe della nostra storia. da circa duemila anni. a volte dovremmo semplicemente ammetterlo.


sabato 20 agosto 2016

(20.8.16) MA BOHEME

sarebbe la città d'oro, sarebbe la quantità innumerevole di palazzi di ogni stile a soverchiare la vista, sarebbero le guglie nere, sarebbe il ponte sulla moldava, sarebbero le statue ovunque, sarebbe la città degli scrittori con la k, sarebbe il sentore di mitteleuropa, sarebbero i carri armati invasori del patto di varsavia, sarebbe jan palach, sarebbero le connessioni con la parigi bohemienne e a.r., sarebbe la storia studiata sui libri di quando eri liceale, sarebbe la rivoluzione di velluto vista in televisione. sarebbero mille evocazioni.
ma resta tutto sommerso sotto la fiumana di turisti che sommerge ogni visuale, ogni svolta e ogni strada, rendendo tutto e ogni cosa una specie di disneyland.

e scopri che più passa il tempo e più mondo viaggi, e meno tollerante sei per le folle turistiche. anche se in fondo qui sei né più né meno che uno di loro.



mercoledì 17 agosto 2016

(17/18.8.16) OLTRE/MARE, frammenti da 60° 10′15″N 24°56′15″E

lasciare i paesi baltici è terra che si allontana nel mare finché non svanisce dietro la linea dell'orizzonte, e poi solo acqua da solcare. il rollìo lieve di un mare poco mosso.

ed è dall'altro orizzonte che compare la nuova città di un nuovo paese. ma il cielo è sempre il medesimo cielo baltico che vi accompagna: azzurri e nubi che si danno il cambio costantemente, vento teso, mutamenti costanti.
helsinki è città composita, senza uno stile definito, o meglio città fatta dalla giustapposizione di qualsiasi stile. chiese imponenti, palazzi da capitale.

chiudere il giorno come era iniziato, attraversando mare. 
suomenlinna, roccaforte marina.

sole basso, onde lievi, vento teso, gabbiani. città.

lunedì 15 agosto 2016

(15/16.8.17) frammenti da 59° 26' 13 N 24° 45' 12 E 

la strada tra foreste e pianure, sotto cieli immensi e piogge battenti e azzurri scintillanti e nubi veloci, nella luce di taglio basso, la strada tra città paesini case sparse immense solitudini finisce qui, di nuovo nel baltico, in un nuovo baltico, al nord di queste terre, alla fine della strada. tallinn, medioevo di mura campanili e cupole, case multicolori tra gotico barocco neoclassico e art nouveau. una progressione in costante crescendo, da vilnius a qui, di certo la successione giusta.

e ora perdersi un po', qui...

domenica 14 agosto 2016

(14.8.16) DELL'ISOLA E DI VENTO

continua.
continuano i cieli in costante movimento, ed enormi.
continuano le strade attraverso terra piatta, e foreste.
continuano i castelli a difendersi da invasioni su invasioni su invasioni. continuano a susseguirsi le dominazioni.
continuano le tracce pagane, e le sovrapposizioni delle tre chiese cristiane.
continuano le casette di legno di ogni colore. continuano le tracce art nouveau.


saarema è verde. e vento. e cieli. e baltico.

sabato 13 agosto 2016

(13.8.16) DEI MARI DELLO STESSO MARE

mari baltici uguali in nazioni diverse, mari grigi come i cieli, venti tesi, piogge intermittenti, case di legno multicolori.
il giorno inizia lettone e finisce estone. da jurmala a parnu.

bandiera rossa sventolerà, ma solo sulla costa del mare in tempesta...
vasco brondi]

venerdì 12 agosto 2016

(12.8.16) DEI TRE CASTELLI

terra di boschi. e cieli. e nubi disegnate. livonia, per secoli. storie di medioevi e cavalieri, germani a colonizzare slavi. storie di ondate successive, germani svevi russi. terre martoriate. terre di chi se le prende. fortificare per difendersi, e per dominare. la pietra grigia di cesis. la pietra e il legno di sigulda. i mattoni di seraida. camminare camminamenti bui con solo una lanterna, ora come allora.(c'è storia ovunque in questo continente. c'è storia ovunque in questo angolo a nordest.)

la quiete del prato di statue. il vento tra le foglie degli alberi. l'amaranto e l'azzurro della chiesa di legno.

giovedì 11 agosto 2016

(11.8.16) IMPRESSIONI DI 56°56′56″N 24°06′23″E

cieli in rapido movimento... teutonici russi svedesi russi tedeschi ancora russi, mai dominanti sempre dominati... mattoni rossi di un medioevo tedesco e anseatico... tutti i colori del liberty... la quiete del parco lungo il canale... il bianco e il rosso delle chiese protestanti e cattoliche, i colori accesi e gli ori dei quelle ortodosse... attraversare il ponte nella luce dolce di un sole basso... guardarla fotografare...

martedì 9 agosto 2016

(9.8.16) DELLA STRISCIA DI TROPPI NOMI. E DELLA SABBIA.

percorrere la lunga striscia di terra della penisola curlandese, striscia d'alberi che tiene separata la laguna dal mar baltico. respirare resina dalla cima delle dune di sabbia. arrivare al confine tra europa e repubblica russa e fermarsi lì, un attimo solo, prima di tornare indietro.
e ora, solo ora, le onde del mare del nord, il vento teso, l'odore di sale, i cieli grigi che non stanno fermi un solo attimo.


(e ora, solo ora, la sabbia, e quel sorriso che brillano gli occhi, dopo anni di vele e di mari)

lunedì 8 agosto 2016

(8.8.16) ATTRAVERSANDO SOTTO CIELI IMMENSI

il rumore delle canne e delle foglie nel vento, le piccole onde, tra azzurro e verdi il rosso delle architetture gotiche in mattoni e i coni di trakai, il quieto genio di mettere una fortezza su un'isola nel lago, imprendibile...



la terra è piatta qui, pianura di case isolate e campagne coltivate e boschi, piatta di inverni che puoi immagine bui gelidi isolati stranianti.. la terra qui è piatta, così piatta su qualsiasi orizzonte che i cieli sono immensi, e l'immenso è solcato di nubi incessanti, bianchi nell'azzurro, o grigi su grigi.

kryziu kalnas è decine di migliaia di croci come una collina di legno, il pagano che sui mischia al cristianesimo, il bisogno di affermare la propria identità dopo secoli di invasioni e decenni di dominazione dei totalitarismi... kryziu kalnas è la tristezza che ti lascia dentro questo posto, comunque cerchi di guardarlo...
il giorno finisce nell'orizzonte infuocato sopra un mar baltico laggiù in fondo a tutta la strada che devi ancora fare, in fondo a tutto questo continente


domenica 7 agosto 2016

(7.8.16) altri frammenti da · 54°41′N 25°17′E

... i cieli in costante movimento, il sole l'azzurro le nubi di grigi infiniti l'azzurro la pioggia fine altri grigi un nuovo azzurro la pioggia battente il sole i grigi e ancora e ancora... le statue sottili da farti amare la scultura... salire l'acciottolato fino alla torre di gediminas e capire perché il nucleo originario fosse su questa altura a dominare la piana il fiume gli affluenti, i tetti rossi della città vecchia con il lampo biancogrigio del palazzo ducale, dominare la città nuova e la sua skyline minore, e nell'azzurro scorrono nuvole bianche... alberi e verde e natura e quiete a far sembrare bello e naturale aver sepoltura qui, ad antakalnis, come tornate nel ciclo della vita, le tombe povere le tombe borghesi le tombe militari e il monumento ai morti per liberarsi dai sovietici, europa, 25 anni fa, e noi nemmeno lo ricordiamo... la scazzata idiozia della repubblica fittizia di uzupo, con la sua costituzione che dà il diritto di essere felice, ma anche di non esserlo, e sancisce il diritto del fiume di scorrere, e del gatto di farsi i fatti suoi... la tristezza grigia e attonita del palazzo che per decenni a visto alternarsi cecha, gestapo e kgb, i volti le foto le mappe i quaderni le memorie  le centinaia di migliaia di deportati, le decine di migliaia di morti, fosse comuni e sepolture individuali nella taiga, i piccoli oggetti personali, i lager gli stalag i gulag, tutta la merda mentale uguale e contraria che ha ammorbato il secolo breve, la banale normalità di chi l'orrore lo faceva come mestiere,  per una paga da impiegato che ti lamenti anche quando è lunedì mattina e devi andare al lavoro... e scendere nell'interrato nell'angoscia delle celle del grigio e dello squallore, delle celle di rigore e i crani spaccato nella stanza delle esecuzioni. ed era tutto normale, per uno stipendio, per la propria meschina bella figura sperando nello scatto di carriera. è successo, e rendersi conto di come sia facile che succeda. la banalità del male, diceva la arendt.
vuoi tornare in alto, guardare i tetti rossi e il lampo biancogrigio del palazzo ducale, respirare il vento teso, solo respirare, e guardare le nubi bianche correre veloci da est a ovest dentro l'azzurro e sopra tutto questo.

sabato 6 agosto 2016

(6.8.16) frammenti da 54°41′N 25°17′E

il barocco di decine e decine di chiese, gli ornati gli ori i rosa i verdi i gialli, gli stucchi, stucchevoli, ridondanti, le colonne pesanti e capitelli arzigogolati, l'intensità bianca abbacinante della cattedrale adagiata nel vuoto di un enorme piazzale... i canti delle cerimonie ortodosse, l'incenso dei cattolici, i colori sotto il grigio dei cieli... la storia che si fa pietra e resta fino ad ora, i secoli sotto la cattolica polonia i decenni di russia ortodossa... altrove, prima e dopo, i resti delle case sbrecciate ricordano i decenni di unione sovietica, come quando camminavi attraverso berlino est e vedevi solo il grigio della vita, mattoni non intonacati, case anonime tutte uguali... nella città vecchia invece i palazzi ricchi e ornati ma bassi, la piccola alterigia sei e settecentesca di una capitale tutta a due piani di un granducato minore, di un regno rurale. sotto gli stessi cieli grigi appoggiati sopra i tetti nobiliari è così facile vedere le tenute agricole di questa pianura di campagne, con i boschi a intervallarla. vilnius capitale minore.

giovedì 21 luglio 2016

HISTORY IN THE MAKING

ed è quella questione lì che ti stai sempre più convincendo che in fondo sia vero quel detto orientale per cui uno dei peggiori auguri che si possano fare è “possa tu vivere tempi interessanti”. e infatti eccoti qui, ad assistere dal vivo e in tempo reale a quello che finora avevi solo letto sui libri di storia: come da una democrazia si crea una dittatura.
e no, non è impossibile. accade davvero. e sì, è vero che la gente nemmeno se ne rende conto, ma applaude sfrenatamente.
tempi interessanti, senza dubbio. rassicuranti, manco un po’.

 
 
(il fixing al 21/7 della reazione del turco erdogan al verofinto tentativo di golpe è:
11.000 arrestati, tra cui 99 generali (su un totale di 260! non male per un tentato golpe di 300 persone…) e 113 giudici (tra cui 2 della corte costituzionale).
8.700 funzionari del ministero dell’interno sospesi, 6.500 quelli del ministero dell’educazione;  21.000 insegnanti e 15.200 docenti universitari a cui è stata tolta la licenza di insegnamento; 2.700 giudici e magistrati sospesi; 1.500 dipendenti pubblici licenziati; 500 imam rimossi; 6.538 i dipendenti del ministero dell’educazione sospesi; sospesi 262 giudici e procuratori militari.
revocate le licenze a 24 emittenti radio e televisive; 34 i giornalisti a cui sono stati ritirati i tesserini.
e gran finale, la sospensione della convenzione europea sui diritti dell’uomo (che tra le altre cose contempla la libertà di espressione e il diritto a un processo equo). e sticazzi. )

martedì 19 luglio 2016

180716

... before the hurricane...
 
 
 
 
(e devi riconoscere che il Giovane Nello rocca e rolla di brutto, a questa sua età. e si vede che si diverte, a roccare e rollare così di brutto, e che questa è la sua vita, ché altrimenti come si spiega che dopo tre ore è ancora lì che keep on rocking in the free world?)
 
(e poi la tenerezza. assoluta. di vedere questo willie nelson antico e incartapecorito lì che suona e canta, la tenerezza.)

lunedì 18 luglio 2016

martedì 28 giugno 2016

BRITISH SHITHEADS

che poi il politically correct è una gran cagata, si sa. e certe cose vanno dette per come sono. inutile edulcorare, o abbellire. 
e allora diciamola esattamente per come è: i britannici sono delle enormi teste di cazzo. E NOR MI, kovalski, E NOR MI.

e chi scuote la testa, è solo perché non ha fatto i conti. perché appena uno fa i conti scopre che la sciovinista coglionaggine di quei ritardati d'oltremanica è costata ad ogni singolo europeo qualche decina di migliaia di euro a testa. sì, anche a te che leggi. fatti due conti. e poi ne parliamo.

e quindi guardiamo tutti insieme la vastità del cazzo che ce ne frega che la gran bretagna oggi sia più povera. l'IMMENSA vastità del cazzo che te ne frega. ché ti dispiacerà quando quei ritardati d'oltremanica ti avranno restituito fino all'ultimo centesimo del paio di decine di migliaia di euro che ti hanno rubato. fino all'ultimo cent.

and god fuck the queen. and her kingdom too.


venerdì 3 giugno 2016

030616

il caldo che respiri a ogni respiro. la rocca che si staglia netta dal piatto nulla del deserto di roccia e sale. e il piano superiore,  leggermente inclinato, sul quale -di nuovo- ti ritrovi a tu per tu con la storia. le legioni di roma, la ribellione ebrea, l'assedio, il genio ingegneristico, la scelta di non farsi prendere vivi.

il fondo del mondo è a meno quattrocentoequalcosa metri. alla fine di un infinito deserto roccioso. il fondo del mondo è qualcosa su cui puoi galleggiare. basta imparare a lasciarsi andare.

tel aviv è la vita d'europa, trasportata in medio oriente.

giovedì 2 giugno 2016

020616

la luce del sole basso e terso del primo mattino. svegliarsi all'alba ne vale la pena per l'incanto della spianata delle moschee completamente deserta di persone.

la cupola d'oro che scintilla nel sole e contro l'azzurro teso del cielo. i mosaici blu e gialli e verdi sotto di essa. il grigio delle pietre della moschea al-aqsa.
ci siete solo voi. le moschee. il silenzio. i richiami delle cornacchie.
resti perso nell'attimo perfetto.

al-aqsa. spianata delle moschee.  pensi a quante volte hai sentito questi nomi.

all'ingresso del quartiere hazida un cartello invita a vestire sobriamente e a maniche lunghe per non imbarazzare i residenti. 

uomini barbe incolte treccine sui lato della testa cappello nero, camicia bianca e pantaloni e giacca neri, e cappotto nero sopra. donne in gonna lunga calze maglietta bianca a maniche lunghe e sopravveste a fiori sopra. nei 38°. ora, sarà un po' da ritardati o no attenersi a un codice nato nell'800 in polonia -col clima polacco- se ora sei nel 21° secolo e in medio oriente, o no?


yehuda mahane. il mercato perfetto. i colori i profumi gli odori del medio oriente. folla. di giorno il mercato mediorientale perfetto, la sera la vita pulsante di ristoranti e locali.

la città di davide. mura di tremila anni fa. prima di roma. al tempo di troia. qui è  storia tutto. dappertutto.

il lungo tunnel tra le pareti di roccia. il senso del tempo che chiude e schiaccia.


soldati ovunque. mitra ovunque. divise su ragazzini di vent'anni. divise su ragazzine di vent'anni.

mercoledì 1 giugno 2016

010616

è terra arsa. è terra riarsa. lo pensi sorvolando questa terra incognita. lo vedi nei marroni, nei marroncini, in come sovrastano i verdi, dall'alto.

è terra arsa. è terra riarsa. lo confermi guardando questa terra scorrerti di fianco lungo l' autostrada. è terra stanca, così antica da essere stata sfiancata. sfinita.  svuotata.
ogni respiro è aria calda dentro i polmoni. era tanto tempo ormai che  non tornavi a questo clima. lo respiri a fondo.

le mura sovrastano ogni cosa. e chiudono un mondo dentro, più di quanto chiudano il mondo fuori.
ci sono luoghi che non sono una geografia,  sono storia. e qui è LA storia.

qui tutto è storia. qui toccare qualsiasi cosa è toccare la storia, è come se ogni tempo aderisse a ogni cosa, e in ogni cosa vedessi il tempo trascorso, i tempi trascorsi, le ere, i popoli, gli imperi, i sovrani, le devastazioni, le ricostruzioni, tutta quella storia che hai sempre letto sui libri, i nomi gli anni gli eventi i regni le successioni le battaglie... eccolo tutto qui, ora, adesso,  in questo luogo in questo tempo. è tutto qui. è tutto ora. toccare qualsiasi cosa è toccare storia, qui. ed è una sensazione che sovrasta.


non credevi avresti mai appoggiato le tue mani al muro del pianto.

tutti quei foglietti infilati nelle fessure delle pietre. tutti i canti e le recitazioni sommesse intorno a te.
non credevi avresti mai appoggiato la tua mano sul golgota. a sentirne la pietra sotto le tue dita.

non credevi avresti mai visto il sepolcro. toccato la pietra. no, non lo avevi mai considerato...

pregano,  pregano tutti, qui, hanno gli occhi lucidi mentre allungano la mano, e la tengono lì, e senti il tono sommesso della litania della preghiera di ciascuno.
tu tocchi la pietra. hai gli occhi asciutti. "eli, eli, lama sabactani?". 
eli.
eli.
lama.
sabactani.
anche qui, non ti esce altro.



giovedì 19 maggio 2016

...

perchè ogni andata è poi un ritorno. ogni decollo un atterraggio. ogni partenza un arrivo. e ogni volta è un'altra volta, poi...


venerdì 6 maggio 2016

TO THE CENTRE OF THE CITY

dance dance dance dance to the radio.
ascoltare onde sonore. che è ascoltare cerchi che si chiudono. dopo 25 anni. credevi non sarebbe mai successo. credevi non ti sarebbe mai successo. eppure sei qui. ora. ad ascoltare.
grazie, peter. and finally you have buried i.c. now.


venerdì 22 aprile 2016

FLUISCO. ERGO SUM.

è il rumore sommesso dei canali, e l'odore d'acqua dolce.  è il chiaro del cielo, e schegge di ricordi. è il fluire, di tutto. delle acque, del tempo, di te, dei tuoi anni.

e del tuo presente,  che è la cosa più importante che hai. 
sorridi.


mercoledì 13 aprile 2016

lunedì 11 aprile 2016

ARMADIANDO

dopo una domenica passata a fare il cambio di stagione, finalmente il relax di un normale lunedì di lavoro.

giovedì 10 marzo 2016

martedì 8 marzo 2016

GUARDA TE

"ti guardano tutti, ma non te ne accorgi?" no, davvero non te ne accorgi proprio, tu. e provi a guardarle, ora, le persone che incroci, adesso ci fai caso, in quell'attimo fugace quando vi scorrete accanto, verso direzioni opposte, o secanti, e ti sembra di sì, adesso, effettivamente adesso ti sembra di cogliere sguardi nella tua direzione. ora sì. ma no, non te ne eri accorto, finora. e in realtà continui a non esserne sicuro, che siano sguardi e non solo suggestione indotta dal suo  "ti guardano tutti, ma non te ne accorgi?" . "sarà che non sono abituato ad essere guardato. o sarà che non guardo se guardano...".
ma tutti guardano il k quando è in giro. proprio così. lo guardano sì, il k, con la figherrima k-bici nuova. come solo la k-bici può essere. figherrima. nera. e arancione. e bella lì.

mercoledì 2 marzo 2016

2.3

arrivato a marzo, sai che il buio è dietro le spalle.
fino al prossimo giro.

venerdì 19 febbraio 2016

lucKy

"questa sì che è fortuna" dice il poliziotto allontanandosi. e vi lascia lì davanti alla serratura scassinata. la serratura della porta. la porta di casa. la casa del K.
e dentro di te gli dai pure ragione, "questa sì che è fortuna". la porta di casa scassinata. il rientro a casa con il fiatone. chiamare il 113. aspettare fuori la polizia. salire con loro. le serrature saltate. la porta bloccata. aspettare il fabbro per rimuovere le serrature rotte così da poter aprire e vedere la situazione, cosa manca, cosa è stato devastato. guardare il fabbro lavorare. poi, aprire la porta. i poliziotti entrare per primi. "potete venire". entrare. guardarsi in giro. e trovare tutto perfetto.  tutto. perfetto. wow.


"questa sì che è fortuna" dice il poliziotto "non sono riusciti a entrare"
fortuna. fortuna, cazzo sì. di certo è stata una gran fortuna. enorme. e.nor.me.

e poi sembra rimpicciolirsi all'improvviso, la fortuna, non appena il fabbro dice la cifra per rimettere sulla porta delle serrature funzionanti...

TALKING ABOUT K




allora, ricapitoliamo: si chiama k, vive nella grande città al tempo di internet, porta gli occhiali, grazie al web conosce un sacco di ragazze, tante uscite (ma tante), tanto sesso (ma tanto), poi la noia (pure troppa).
ok, esattamente a chi ci si deve rivolgere per avere la propria fetta di diritti d'autore?

lunedì 15 febbraio 2016

domenica 7 febbraio 2016

GLORIOUS 70s

giusto due parole, quentin. così, in amicizia, come sempre. come da quella prima volta nel 1993...
i titoli di testa: ecco, questo è quello che dovrebbe essere il cinema. punto.
il primo tempo (per chi ha la fortuna di vedere la versione 70mm), o le prime due ore, per tutti gli altri: minchia la lentezza.
il secondo tempo (bla bla bla) o la restante ora: velocissima, ok. ma gli spruzzi di sangue da 1,8 metri lasciamoli ai segaioli dello splatter, vuoi?
i dialoghi: paiura, as usual.
l'ambientazione: ora, quentin, eccoci al punto. ché insomma, parliamone... che se mi giri in 70mm (genio!), e sono stati girati solo 11 film nella storia del cinema in 70mm (ari-genio!), ed è un formato pazzesco e smisurato (ari-ari-genio!), e mi inizi il film con questi enormi scenari di vette innevate e cieli enormi e distese bianche (ari-ari-ari-oh! genio!)... ecco, allora, per dirla tutta: ma che cazzo mi giri i nove decimi del film in interni?
 
sintesi: non un brutto film. ché quentin è quentin.
ma che occasione sprecata.
 
 

venerdì 15 gennaio 2016

QUITE THE CONTRARY, EVOL

è così strano questo tempo al contrario, sai? questo tempo al contrario dei giorni della metà di gennaio...
è così strano pensare la notte quando qui è giorno e luce e lavoro e rumori e voci e movimento; e poi, dopo, è così strano pensarti nel tuo giorno mentre qui è notte e nero e silenzio e piumone e abbracciare un cuscino e un letto enorme in cui scivolare in diagonale cercandoti.
è il tempo contrario del parlarci quando il risveglio di qui è la buonanotte di là, o darti il buongiorno quando qui intanto è buio e scorrono i titoli di coda di un qualche film.
è il tempo contrario di 16.219 chilometri a invertire ogni cosa, parlandoti di un inverno mentre tu racconti l’estate.
ma il tempo aiuta. il tempo ci aiuta, e scorre. il tempo scorre e i giorni passano, passano alla medesima velocità attraverso i giorni al contrario e le stagioni opposte. e anche i cieli cercano di annullare questa distanza, guardali, guardali come fanno finta i cieli, qui, che non sia inverno, di poter essere estate anche loro.

 
 
 

e da qualsiasi lato io lo guardi, al dritto o al contrario, resta questo vuoto, che ha la forma di te.

20K15

visto
l'albero della vita  -   l'altra heimat  -  american sniper  -  alaska  -  band of brothers  -   birdman  -  boyhood  -  il decalogo 1-10  -   dio esiste e vive a bruxelles  -   en la cama  -   forza maggiore  -  hungry hearts   -  io e annie  -  the lobster  -  medianeras  -  nightcrawler  -  orange is the new black, season 1  -   orange is the new black, season 2  -  quel che sapeva maisie  -  la scomparsa di eleanor rigby (lei) (lui) (loro)  -   timbuktu  -  youth, la giovinezza

sentito
l. einaudi: elements  -   fka twigs: LP1  -   godblesscomputers: plush and safe  -   ibey: s/t   -  p.kalkbrenner: 7  -  massimo volume: notturno americano  -   rza: the instrumental experience  -   the tallest man on earth: dark bird is home
asaf avidan, gold shadow live, alcatraz milano, 12.4.15  -  blonde redhead, barragàn live, carroponte 14.7.15  -   fka twigs live, fabrique milano, 7.3.15  -  giovanni lindo ferretti, a cuor contento live, live, trezzo, 20.03.15  -   le luci della centrale elettrica, firmamento tour, magnolia 26.3.15  -  the tallest man on earth, alcatraz, 15/10/15

letto
i.asano: what a wonderful world (vol I e II)  -  banksy: wall and piece  -  e.carrere: vite che non sono la mia  -  j. cheever: i racconti  -  i.coudrier: mille anni di giovinezza  -  n. gaiman: the sandman overture  -  j.lemire: trillium  -  s.mccloud: lo scultore  -  r.mcguire: qui  -  m.missiroli: atti osceni in luogo privato  -  p.roth: everyman  -  a.sanna: fiume lento  -  i.santacroce: supernova  -  j.schalansky: lo splendore casuale delle meduse

sabato 2 gennaio 2016

GIU' SOTTO

qui, seduti sul tetto, a guardare le luci dei grattacieli, le poche stelle visibili in cielo e le nuvole scorrere rapide sullo sfondo nero, qui nella brezza tesa, bevendo birra craf&draft, il sottofondo di musica elettronica e liquida, parlando, baciandovi, respirando quest'aria che sa di fiume, di vento, d'estate, d'oceano.