giovedì 25 maggio 2017

LA CASETTA IN CANADA




la guardia di frontiera è un nero enorme, un enorme tipo nero obeso da film americano. ti sorride, e ti dice "vedo che viene da milano, mister". "già, milano, italia". "no, mister, milano non è italia", e fa una pausa, l'enorme tipo nero da film americano che fa la guardia di frontiera. e ti stai chiedendo se sia un trucco di qualche tipo per creare problemi ad entrare nel paese, questa storia che milano non sarebbe italia, e poi aggiunge "milano è padania, lo dice quello strano uomo di mr bossi", e poi scoppia a ridere, e ridi anche tu, "e cos'altro dice mr bossi, ultimamente?", ti chiede. " "non molto", gli rispondi "e quel poco non si capisce nemmeno bene... ché da quando ha avuto il colpo cerebrale non parla molto bene... ora c'è un altro strano uomo che dice cose strane, si chiama mr salvini:". "ah, mr salvini, ok, vedrò di ricordarmi il nome allora", ti dice, "e benvenuto in canada, mister del paese con gli uomini strani". "grazie, mr guardia di frontiera, <i>ciao</i>". passi oltre il gabbiotto. e fai il tuo primo passo nel paese.

giovedì 18 maggio 2017

DEI GIORNI. E DELLA NOTTE.

dei giorni che sei altrove.
dei giorni che quando sei altrove i giorni iniziano prestissimo. dei giorni che iniziano presto, prestissimo, e  sono giorni densi, densissimi, sono giorni di correre senza il tempo nemmeno per un caffè, senza nemmeno il tempo di respirare. giorni che conosci persone, e convinci persone, e anni di negoziazioni e complessità superiori rendono tutto più semplice, come inserire il pilota automatico, come sapere sempre cosa dire, sapere la frase prima cosa ti dirà dopo la frase dopo, e sapere dove premere e su cosa sfumare.
erano anni. erano anni che non tornavi qui. erano anni, e sembrano secoli. erano anni dalle sere qui. c'erano le volte della noia assoluta, le sere qui, e la sensazione del tempo buttato via in un non luogo qualunque. e poi c'era la notte, la singola strana notte a salire la montagna e poi tornare giù. lei che ti guardava dritto dentro gli occhi. la notte strana che è stata, e che poi non è stata più.
e ci sono i giorni che sei altrove. i giorni che quando sei altrove i giorni sono densi, densissimi. i giorni che conosci persone e convinci persone, giorni che è tutto facile, troppo facile, i giorni che è come inserire il pilota automatico e col pilota automatico convinci persone.
sono i giorni che finiscono, poi, ché ogni giorno finisce, sempre, e i giorni come questi finiscono davanti al mare, nel vento lieve, questi giorni finiscono in cieli che scintillano sul mare di vento lieve e camminare sulla sabbia, e nel sapore di una birra mentre il sole scende e il cielo trascolora sopra la città di mare. sempre.

giovedì 11 maggio 2017