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domenica 10 dicembre 2017

9.12

ti regala le tue stesse parole, e immagini di voi. ti regala canzoni, e tutta la cura, il tempo e le attenzioni per rendere il tutto concreto e tangibile.
ti regala una domanda, e sai da sempre che la sola risposta possibile a questa domanda fatta da lei è "sì, assolutamente sì".
ti regala un futuro, dopo tutto il presente che ti sta dando.
sei davvero fortunato, kovalski. e sai di esserlo. cerca di meritartela, questa fortuna, va là.

sabato 7 gennaio 2017

JANUARY, I SUPPOSE

che poi lo sai, lo sai benissimo: il tempo non fluisce mai uniforme. ci sono le volte che accelera come una pallottola che senti solo il rumore e nemmeno lo vedi dove passi, il tempo, da dove arrivi e dove vada, e tu cerchi semplicemente di capire dove sia andato a finire, tutto 'sto tempo. e le volte che invece le giornate sono settimane, e i mesi sembrano durare stagioni, e il tempo rallenta al punto che nemmeno è più chiaro se scorra in slow motion o se non ti eri mai accorto in precedenza di quanto sia lento vivere.
ci sono le volte che il tempo è circolare, un'eterna ripetizione della medesima sequenza, giorno dopo giorno dopo giorno dopo giorno. e i periodi che invece il tempo è una retta, che viene da laggiù in fondo da dove vengono tutte le cose, e si proietta in avanti e in avanti e oltre e declina dietro la curvatura dell'orizzonte. 

il tempo non fluisce uniforme, lo sai benissimo. e lo scorso è stato l'anno del tempo accelerato, l'anno del tempo a velocità di curvatura, l'anno che hai vissuto i giorni che erano mesi che erano stagioni, e le stagioni che si mischiavano così veloci che la primavera è stato un respiro e a fine estate eri in inverno, l'anno che tutto è sembrato schizzare via come di rimbalzo. 
che lo scorso è stato l'anno in cui sono successe così tante cose che la tua vita non ha quasi più punti di contatto con quella che era prima dello scorso gennaio. il tempo ha accelerato, trascinandosi dietro in questa accelerazione la tua vita. e con essa, te.
ed eccoti qui. a.d. 2017. di già. 
e bella lì.

venerdì 30 settembre 2016

DI SETTEMBRE E DEL MUTAMENTO. O, QUATTORDICI. PER DUE.

e sta finendo settembre. così, semplicemente, settembre sta finendo, da sé. sta finendo settembre anche se nemmeno sembra settembre, con questo azzurro con questo sole con questo caldo. 
sta finendo settembre in giorni quieti, giorni un po' vuoti. quei giorni di una attesa che ti lascia sentire solo il vuoto del tempo che c'è adesso, perché adesso il tempo è solo aspettare che il tempo scorra e passi, e inizi quel che deve iniziare. tra poco, ma non ora.

sta finendo settembre, e sta cambiando tutto, qui. che cambiare dopo quattordici anni è come cambiare vita, non è solo cambiare la direzione da prendere la mattina, o cambiare un lavoro. ma cambiare è il senso dell'andare avanti. progredire. evolvere. il cambiamento che non sai bene come sarà finché non ci sarai dentro, ma non vedi l'ora che avvenga, e scoprire com'è quello che hai scelto che sia.

è una vita, quattordici anni, è un enorme pezzo di vita. è un pezzo enorme della tua vita, questi quattordici anni. è accaduto così tanto. ti è accaduto così tanto, in questi quattordici anni che hanno cambiato tutto: la giovinezza che diventa piena maturità, il potenziale che diventa manager, le migliaia e migliaia e migliaia di chilometri. e un nonessere che diventa una splendida adolescenza di occhi grigi e luminosi, poi.
e poi e poi, poi tutto il resto che in questi quattordici anni ti è accaduto: fatti, persone, viaggi, opportunità, treni persi, strade prese, note parole disegni e immagini, possibilità non notate, distrazioni, situazioni, abitudini, errori, mosse fantasy, colpi di genio, cazzate, amori, quasiamori, solitudine e solitudini, sesso, trovare e perdere.

sta finendo settembre.
sta finendo settembre, già.

sta finendo settembre e sta cambiando tutto, dopo quattordici anni.
sta finendo settembre, ed è cambiato tutto, quattordici mesi fa. tutto. uno è diventato due, un due che non è che un uno superiore. e c'era un prima, e questo è il dopo, e nulla è come era prima che fosse amore. nulla è come era prima, ora che è amore. quattordici mesi fa.

che bel viaggio, fin qui.
che bel viaggio, che sta per iniziare.
" allacciati le cinture, alice. che di meraviglie da qui in poi ne vedrai un bel po' "


[the matrix]

venerdì 15 gennaio 2016

QUITE THE CONTRARY, EVOL

è così strano questo tempo al contrario, sai? questo tempo al contrario dei giorni della metà di gennaio...
è così strano pensare la notte quando qui è giorno e luce e lavoro e rumori e voci e movimento; e poi, dopo, è così strano pensarti nel tuo giorno mentre qui è notte e nero e silenzio e piumone e abbracciare un cuscino e un letto enorme in cui scivolare in diagonale cercandoti.
è il tempo contrario del parlarci quando il risveglio di qui è la buonanotte di là, o darti il buongiorno quando qui intanto è buio e scorrono i titoli di coda di un qualche film.
è il tempo contrario di 16.219 chilometri a invertire ogni cosa, parlandoti di un inverno mentre tu racconti l’estate.
ma il tempo aiuta. il tempo ci aiuta, e scorre. il tempo scorre e i giorni passano, passano alla medesima velocità attraverso i giorni al contrario e le stagioni opposte. e anche i cieli cercano di annullare questa distanza, guardali, guardali come fanno finta i cieli, qui, che non sia inverno, di poter essere estate anche loro.

 
 
 

e da qualsiasi lato io lo guardi, al dritto o al contrario, resta questo vuoto, che ha la forma di te.

giovedì 24 settembre 2015

PRIMA O POI ARRIVA

che sembra non arrivare mai. e che poi non si capisce mai. non si capisce se stia arrivando o no. se lo sia o non lo sia.
ma la realtà, come sempre è semplice. semplice e banale.
che accade che all'improvviso arriva. e lo capisci perché quando arriva davvero non puoi non capirlo. no che non puoi. lo capisci al volo. che è proprio da quello che lo riconosci.

sabato 15 agosto 2015

domenica 2 agosto 2015

COMING TOGETHER

e questo è quando i pezzi si rimettono assieme, e quando pian piano le tue vite si ricompongono in un'unica vita. anche la donna e la minidonna.

venerdì 24 luglio 2015

ALL OUT FOR THE ALL IN

e stavolta ce la metti tutta.  tu, ed entrambi. stavolta ce la mettete tutta, sì.
e a sbagliare lo sapete entrambi come si fa, e lo sapete pure bene, già. e siccome a fare sempre le medesime cose poi diventa poco sensato aspettarsi esiti differenti, stavolta allora provate a fare tutto diverso. stavolta è la volta del parlarsi subito e apertamente. del confronto e della trasparenza. è la volta del non tenersi nulla per sé, o dietro un qualche paravento. è la volta del pieno accesso a tutto. senza se, e senza ma.
e non è detto che funzioni, no. ché si può sempre sbagliare lo stesso, malgrado la determinazione. e malgrado il cambio di comportamenti. certo. ovvio. si chiama vita. sai com'è in questo momento, non sai mai cosa accade poi, è vero. e allora anche se al contrario o diversamente, potrete sbagliare ancora, certo.
 
ma se faremo errori, stavolta saranno errori nuovi.  non ripeteremo gli errori vecchi, o i vecchi schemi.
e già qui state vincendo.

mercoledì 15 luglio 2015

DI SUONI E D'ODIO

 
 
e c'è la notte chiara che non vuole annerire, ci sono musica e ritmo e i singoli suoni, ci sono le sue mani, le sue mani ovunque, e c'è contatto costante e ci sono bocche, e si mischiano musica e parole e dialoghi sincopati, e c'è quel corpo giapponese da guardare, e siete radiosi, radiosi e belli, belli da fare schifo, belli di quelli che tutti li guardano e tutti li odiano, ché siete lì dove loro non sanno essere, siete belli da fare schifo e non lo nascondete. ed è magnifico, lasciarsi odiare. 
 

lunedì 13 luglio 2015

OMNIA MUTANTUR

e non sono più tempi incerti, no, all’improvviso non lo sono più. lo erano, lo sono stati. sono stati giorni incerti di settimane incerte, giorni incerti e titubanti, ma ora non più, no, ora no,  ora che all’improvviso accade tutto e tutto accade velocissimo, e il tempo accelera a velocità di curvatura e tu vieni sparato in avanti e tutto intorno a te si allunga come scie luminose e attraversi tutto così veloce (così veloce!) che non capisci cosa e quando sia accaduto o stia accadendo, ché un paio di settimane son dense come mesi e una decina di giorni cambiano tutto ed ogni cosa. cambiano tutto. e cambia ogni cosa.
 
accade tutto, accade ogni cosa. accade l’accelerazione. accade la velocità di curvatura. accade che curvino i giorni e le notti. che curvi la tua vita. tutto accade, accade tutto.
accade il pomeriggio a camminare nel sogno, quando tutto diventa reale. 
accadono i giorni e accadono le notti. accadono i gesti, e le parole. accadono gli sguardi dentro gli sguardi. 
accade la notte di ciò che accade 30 volte.
accade la sera dei metal detector e dell'aereo. e accadono le due notti delle parole scritte o sussurrate da nazioni diverse.
accade aspettarsi, e accade trovarsi.
accadono i dialoghi bilingue.
accadono continui incastri. e guarda qui sono tutti i miei punti deboli, guardami mi lascio dietro degli spazi bianchi.
accadono i colori, e accade l’assoluto qui&ora.
accade programmare ottobre. e programmare dicembre. ed è solo naturale.
accade mettere tutto in discussione.
accade qualcuno a cui tornare.
accade i’m the luckiest. accade i’m the happiest.
accadono vite stravolte, braccia ancora aperte, cose da condividere, da vivere, da perdere, invisibili agli occhi inaccessibili al cuore.
accade questo volo., sapendo che seguirà un atterraggio. chissà dove. chissà quando. lo scopriremo, si scoprirà.

lo scopriremo, si scoprirà. e forse si tratta di fabbricare quello che verrà con materiali fragili e preziosi, senza sapere come si fa. che poi però qualche idea sul come si fa ce l'avete, in verità, voi, qualche idea forse ce l’avete sì, voi e le vostre idee dell’essere solo se stessi e sempre diretti, del mettere tutto in gioco, del non cercare scappatoie e dell’affrontare le cose una ad una, e in due. e ci provate così, e lasciate che sia come verrà.
 
rientrano in casa e appena dentro si sentono benissimo i rumori e le voci degli altri appartamenti, ma è tutto perfetto, è tutto perfetto.
e tutto è perfetto, sì.

"e il kovalski dov'è?”
“il kovalski si è perso.
in una persona.”

e che tu non sia più single è chiaro. così chiaro che non se ne può più dubitare. meno certezze ci sono sul fatto che tu viva ancora da solo.

(e c'erano le ultime farfalle bianche in formazioni compatte intorno a loro a volare)



 
[© le luci della centrale elettrica]