giovedì 17 gennaio 2013

DAL K ALLA H

altezza mezza bellezza. dicono. sì, sì, ok. 
ma chi invece la preferisce intera, la bellezza?

sabato 12 gennaio 2013

STAY HUMAN


dopo i giorni e le notti del gelo e del calore e del calore e del gelo, i giorni e le notti chiuso nelle stanze e nell’aria chiusa del chiuso delle stanze a lasciar scorrere febbre a lasciar scorrere ore a occhi chiusi che non riuscivi a tenere aperti gli occhi, a lasciar scorrere sogni contorti e sonni ritorti, stamattina apri le finestre e lasci entrare l’aria fredda e grigia e d’inverno e pulita, togli le lenzuola dal letto, metti lenzuola pulite e colorate, tiri fuori vestiti puliti, appallottoli quelli che indossi e che sanno di acido e di letto e di corpo e di pelle e di te e di febbre e li getti nel cesto e ti infili in doccia e lavi via dalla pelle e dai capelli tutto, la febbre e il sudore, lasci scorrere l’acqua sulla pelle e nella bocca. torni umano.

dopo i giorni e le notti del gelo e del calore e del calore e del gelo, i giorni e le notti chiuso nelle stanze e nell’aria chiusa del chiuso delle stanze, stamattina esci dalle stanze esci dal palazzo esci e cammini e respiri le strade fredde e grigie e d’inverno, e cammini vie strette e cammini sopraelevate e  cammini vie strette e cammini vie curve e cammini tagli di prospettive tra grattacieli arborescenti e poi e poi le voci l’affollamento le merci le grida i flussi le bancarelle gli odori i colori la gente del mercato nelle vie che brulicano e si modellano e prendono forma e colore e rumori e voci e vivono. 
e torni umano.

CHE FELICITA' TI DA'


sapessi che felicità mi dà l'idea di non vederti più [...] l'idea di non sapere più quando cammini dove vai, quando dormi con chi lo fai, di tutte le lacrime che hai quante ne piangerai [...] quando fai la spesa cosa comperi, di che colore hai colorato i mobili... vorrei non sapere più nemmeno dove abiti...

e tu sei più fortunato, di dente. che tu davvero non lo sai, dove abita. 
e che felicità ti dà...



[© dente]

mercoledì 9 gennaio 2013

CHE NON ESISTONO PIU', LE STAGIONI. NON SOLO LE MEZZE, MA NEPPURE LE INTERE.

che dicono che è inverno, questo. ma a te non pare proprio inverno. che a te 39,2° ti pare più estate. e pure calda, l'estate.
va che roba...

martedì 8 gennaio 2013

R€QUI€M (che repetita iuvant)

e anche per quest'anno si conferma quanto già sapevi della vita e della morte.
e anche per quest'anno, che i saldi sono la prima causa di morte delle carte di credito.

lunedì 7 gennaio 2013

DELL'IMPORTANZA DELLA QUARTA

com'è come non è, alla fine ti accade che la prima cosa che guardi in una donna è la mano sinis... no, dai, questa è proprio una cazzata... la prima cosa che guardi, la mano! tu! seeee, figurarsi. che prima il viso, ovvio. poi, il rapporto spalle/fianchi. poi, le gambe. prima, seconda, e terza. ed eccoci alla quarta, ché arriva ora, la mano sinistra. e sì, ora sì, la mano, ché la quarta cosa che guardi in una donna è la mano. la sinistra. questo è chiaro. ed è ancora più chiaro che quello che guardi nella mano sinistra è un dito in particolare. l'anulare, ca va sans dire. 
fin qui, tutto chiaro. 
quello che invece al momento non ti è ancora noto è se tu, l'anulare sinistro di una donna, lo guardi perché lo preferisci libero. o anellato.

sabato 5 gennaio 2013

ri-CITANDO IL K

cosa vuoi dal 2013, k?

facile:
un bonifico sul conto del k di due milioni di euro;
valeria solarino nel letto del k;
l'ottava champions del milan;
un meteorite sullo stadio di torino durante juve-inter;
charlize theron che raggiunge il k e valeria solarino nel letto del k.

solo cinque? ma non facciamo una top ten?
perché essere pretenziosi? intanto iniziamo così. poi a giugno vediamo.


[ per l'ispirazione ]

venerdì 4 gennaio 2013

martedì 1 gennaio 2013

ABSOLUTE BEGINNERS (due zero uno tre)


e stavolta com’è, l’inizio di questo due zero uno tre? che c’è sempre un inizio, no?
l’inizio stavolta ti trova che non sei solo, no, che siete in sette, e in sette vi trovate sull’erba di una rotonda, a guardare tutti e sette il cielo e i tetti in lontananza, e sotto il cielo e sopra i tetti i blu e i gialli e i verdi i bianchi i rossi e gli ori delle esplosioni artificiali, e voi lì, sull’erba della rotonda, a guardare le esplosioni artificiali e la lenta deriva nel nerocielo delle luci “guarda, gli ufo” “ma và, le lanterne cinesi”, e le nuvolette che fanno nell’aria le vostre parole e le vostre risate (“vedi che non erano in due a fare cose nell’auto, lì, nel parcheggio? guarda, c’è solo il guidatore, vedi?” indicando l’auto che passa lì accanto. “dio, sei così innocente che stringi il cuore, tu”).
ma non è questo, l’inizio.

è subito dopo, l’inizio. dopo, non appena vi incamminate verso casa, e vi girate verso gli ultimi fuochi che pirotecnicano nella mezzanotte, e vedete che dal nero scende lieve il biancore di un fantasma di una nube di un’idea che ondeggia e rolla e beccheggia e scivola e plana e si appoggia esattamente sull’erba della rotonda proprio in mezzo a voi dove eravate attimi prima se foste rimasti lì dove eravate, è esattamente lì che atterra questo fantasma questa nuvola quest’idea. ed è la bambina a prenderla e a tenerla come piccolo trofeo, questa lanterna cinese ormai spenta esaurita atterrata in mezzo a voi sette.
ed è esattamente lì, che ti trova l’inizio. che c’è sempre un inizio, no? 

ed è come avere magia, e non saperla fare andare via.

[© la crus]

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