martedì 12 febbraio 2013

(cartoline a kovalski) 'T WAS THE TIME OF MILK&LEMON

erano giorni così, quei giorni d'inizio millennio. non li ricordo nemmeno bene, quei giorni, sai, kovalski? non li ricordo bene, no, ché come fotografie lasciate alla luce per troppi anni il tempo ne ha smussato i bordi e scolorito i lineamenti. ma qualcosa resta, foss’anche solo una sensazione vaga e diffusa ancorché confusa, una sensazione più che un'esatta definizione. non li ricordo bene quei giorni d'inizio millennio, no. ascoltavo musiche casuali, questo lo ricordo, sì. ascoltavo musiche casuali e sceglievo quali portarmi dietro e quali lasciare lì. ricordo le strade infinite, e il nero dell'asfalto che si confondeva con il cielo della notte. i bordi sono confusi e i dettagli si mischiano, ma ricordo l'odore della terra respirando a pieni polmoni in fondo alle notti di primavera, bevendo caffè e cocacola e poi un altro caffè per restare sveglio per i chilometri e le notti da attraversare. ricordo le città nel cuore della notte quando arrivavo, e le vie deserte disegnate dai lampioni, ed essere il solo a camminarle a un'ora così, le vie deserte disegnate dai lampioni nel cuore della notte delle città che ero il solo a camminarle a un'ora così. erano notti così. ed erano giorni così, i giorni all'inizio del millennio, sai, kovalski? era prima di te, molto prima di te. era un nuovo millennio e anni nuovi, ed ero spiazzato e non sapevo bene come si faceva, però tentavo, però provavo, però alla fine in qualche modo riuscivo. erano giorni così, kovalski, ed erano notti così. ed è un altro decennio, ora, ed è tutto diverso. meglio così. meglio così.

e ci sono domande, kovalski. domande che è tanto tempo che voglio fare. ma è troppo tempo ormai, voglio farle e non so più a chi. a chi si fanno le domande, kovalski? tu lo sai? le domande a chi si fanno?  a chi? a me stesso? a te? ai giorni che scorrono via così? ci sono domande che è tanto tempo che voglio fare, e poi, sai cosa?, non so nemmeno se mi importano le risposte. non lo so. ché le domande sono sempre le stesse. sempre le stesse. impellenti, impellenti. e chissà. chissà da dove partono, i treni per tozeur. e chissà quando arrivano, poi, i treni a tozeur. e che tempo fa laggiù.

37 commenti:

  1. Non serve sapere a chi fare le domande.
    Solo le domande che si fanno te.
    Comunque.

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    1. c'è un doppio senso, vero?

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    2. per una volta tanto che sono seria, non mi prendi sul serio?
      e io che pensavo di aver scritto qualcosa di profondamente intelligente.... :P

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    3. sembrava così interessante, quando avevo letto "sono loro che si fanno te". e pure al plurale. :-D

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    4. Sogna, tu. Continua a sognare. Che magari nei tuoi sogni le domande si fanno davvero te, e sono più di una. :)

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    5. mai una buona notizia, tu, eh :-P

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    6. in realtà, la mia era una buona notizia. Capisci amme'! ;P

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  2. All'inizio del millennio ero piccola. Fiera di un'imposta solitudine e trovavo le mie risposte nei libri.
    Ora le domande le facce. Le risposte non le cerco. Tanto arrivano. Soprattutto quando non le voglio.

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  3. meno domande e più birra. oh ieah! tanto si muore uguale

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    1. La porto io ciku ... Ecco così faccio divano con te e il k mi cazzia :P

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    2. random, la birra
      ciku, qualcosa di buono e di salato
      il divano ce lo mette il K

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    3. Ok. Io e ciku ci stiamo già organizzando :)

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    4. entro la serata, eh! che domani assumerebbe tutto un altro aspetto, la cosa :-)

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    5. Immagino che tu sia già spanato sul divano :)

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    6. in divano veritas. sempre.

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  4. Le domande sono terribili.restano li e anche se credi di averle dimenticate loro aspettano la risposta anche dopo anni.e le risposte, loro sorelle,spesso arrivano improvvisamente.e tu rimani li,magari ad un semaforo con una fila di clacson dietro te che non capisce perché non ti muovi.ma tu hai ricevuto la risposta ad una tua domanda,magari di anni prima.non ti affannare kovalski.se non avrai la risposta forse non devi sapere.
    P.s.(come il solito hai scritto in una maniera tale he una povera donnina come me ha dovuto aspettare che tornasse il fiato per dare la buonanotte alla piccia.non si fa.io sono una donna seria kovalski.<3

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    1. le domande sono bastarde. ma le risposte son sempre peggio :-)
      (mi piace il tuo concetto di serietà, mgg :-* )

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  5. a chi si fanno le domande??
    a se stessi, agli amici con cui si discute di questioni esistenziali, agli sconosciuti...
    è poi importante la risposta?
    io credo che abbiamo già tutte le risposte del mondo, le chiavi giuste.
    saranno le domande ad essere sbagliate?

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    1. bella questione, questa, sì.
      che quando le risposte non van bene, la colpa è sempre della domanda che è sbagliata. ovvio, no?

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    2. (io in effetti la metterei tra le immortali questioni... tipo "dove finisce il buco quando mangi una ciambella")

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    3. (aspetta di essere nuovamente circondato, credo...)

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  6. Io avrei una domanda: com'è che questa mattina ti sei infilato nei miei pensieri tra la fetta biscottata e la marmellata, si proprio nell'istante prima di iniziare a spalmarla? :)

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    1. tzè tzè... chettelodicaffare? :-D

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    2. giusto! chemelodiciaffare! :D
      spero solo che la marmellata di fragole sia di tuo gradimento, perchè sei rimasto spalmato lì tutto il giorno

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    3. vediamo come me la togli di dosso, poi discutiamo di gradimento
      :-P

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    4. puoi fare di meglio, ele. di MOLTO meglio, tu. lo so. :-)

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  7. Sono quelle le domande, le domande senza risposta che ti fanno pensare chi eri e dove andavi con quell'aria fiera post-adolescenziale "ché il mondo è tutto mio stanotte" oppure "ché io si che ce la farò nonostante un pessimismo cosmico" oppure "ché il mondo è proprio bello quando sei sbronzo e la mezzaria doppia". Quelle domande che alla fine ti focalizzi su un ricordo e sulle direzioni che poi hai preso. E un po' di nostalgia che sale.

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    1. che son sempre le domande, molto più che le risposte. e i bastardi effetti che ci fanno. esse. bastarde.

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occhio. ché il K ti legge. e risponde, anche.