venerdì 16 novembre 2012

SMELLS LIKE.... (TEEN SPIRIT)

c'è quel discorso lì del curioso destino di proust. ché proust è sempre citato, e mai letto. (inciso uno: in questo, proust è assolutamente postmoderno. inciso due: sulla bruttezza della parola postmoderno nemmeno ti ci soffermi, ché tanto è talmente brutta in sé da non richiedere di doverlo specificare).
proust, dicevi. sempre citato proust, dicevi. per esempio, le madeleine di proust. quel discorso lì dei sapori e degli odori che ti riproiettano indietro nel tempo. i ricordi. rivivere sensazioni e momenti. patapìm e patapàm. (altro inciso: che cazzo di sapore hanno poi, ‘ste madeleine? che peraltro sono anche loro molto postmoderne, la madeleine. sempre citate, mai assaggiate. altro inciso due: postmoderno continua a essere una parola orribile, anche quando sa di biscotto.) 

che qui c’è poi quell'altro discorso lì del potere evocativo degli odori. e questo prescinde dal marcello proust. è tipo una legge di natura, valida sempre e per chiunque. che il potere evocativo più forte in assoluto è quello degli odori. nulla a che vedere con l’udito. o la vista. chissà perché, poi. e questa è una curiosità che vorresti rimanesse tale: non soddisfatta. non vuoi sapere il perché funzioni così. non ti interessano lunghe spieghe sull’amigdala, o i lobi frontali o parietali, sulla memoria di breve termine e quella di lungo, su dove e come e quando e perché si innesti la percezione dell’apparato olfattivo. non vuoi la spiegazione scientifica. a te basta lo stupore di ogni volta che ti capita, e ti ritrovi proiettato all’improvviso indietro nel tempo con una vividezza traslucida e scintillante. ti basta quando arrostisci delle castagne. quando verso natale l’odore di abete in casa. quando d’estate la terra e l’erba bagnate dopo un temporale. o l'erba appena tagliata. quando camminando per strada l’odore di pane che esce da un qualche forno. quando il fohn scalda e rende trasparente il cielo d’inverno. quando il fumo di legna dei camini che senti nell’aria. quando l’odore d’acqua dolce del lago in fondo alla stradina che cammini.

le madeleine continui a non sapere che odore abbiano. tanto meno il sapore. con buona pace del postmoderno marcello. che poi magari sono anche buone. chissà.

51 commenti:

  1. no no...buone so buone...e che nella confezione dovrebbero dare in dotazione un taglierino. che so asciutte come i buondì motta dei miei tempi...te se trozzava in gola e ciao...e forse proust (io mai letto) sarà morto così...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. il buon Proust le immergeva nel té ... proprio per questo motivo mi sa ! ;)

      Elimina
    2. mgg, che lo vedi che allora non sbaglia, il k, a non averle mai mangiate, 'ste prosciugalingua :-D

      Elimina
    3. il k non sbaglia. mai. so gli altri che semmai devono cambià opinione.:DDD

      Elimina
    4. mi piace come ragioni! brava!
      :-D

      Elimina
  2. a me è capitata una volta una cosa.
    c'era questa ragazza, sui trentacinque, era nella mia classe in un corso. solo per quella lezione.
    aveva qualcosa, quella, qualcosa negli occhi che mi scioglieva.
    per un attimo ho sentito, anzi saputo con assoluta certezza, che se in quel momento, con lei sotto gli occhi, se in quel preciso istante dicevo, avessi sentito un certo profumo mi sarei perdutamente innamorato. non un profumo qualunque, però. un certo preciso profumo.
    la cosa strana è che la memoria fu chimica. richiamarlo in memoria fu come sentirlo veramente per un brevissimo istante.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. ora però devi dirci qual'era il profumo che avresti voluto sentire...

      Elimina
    2. come si può spiegare un profumo? come si può spiegare un colore?
      però lo si sa riconoscere.
      è il profumo che aveva lei, quando lei era una liceale dalle forme morbide e dagli occhi celesti e quando io ero un chiodino fragile ed innamorato.
      insomma, quel profumo li. il guaio è che non era il suo odore, ma proprio un profumo, di quelli che vendono, e lo vendono ancora.
      e così mi capita di ritrovarmi d'un tratto trafitto dal profumo di una ignara signora affatto avvenente. trappole chimiche. proprio come dici. ;)

      Elimina
    3. che poi è da pochi anni che me li guardo tutti i titoli di coda. quelli che in certi casi svelano il futuro dei protagonisti.
      certamente non li guardavo a quei tempi e non vidi ciò che scorreva sullo schermo al termine di quella storia di prima pelle e di neve gelata:

      "lei divenne anni dopo, una ignara signora affatto avvenente. non usò mai alcun profumo."

      "lui divenne, anni dopo, scopiazzatore di nuvole e pensieri in posti senza odori. il tutto senza capirci mai nulla."

      Elimina
    4. red, tu sei il re dei menatorrone, lo sai, vero? ché ci piace come elucubri, divergi, svarii, davvero! però, poi, dopo, alla fine: concretizza, a fijo, concretizza!
      ora, e per l'ultima volta: il cazzo di nome di 'sto profumo?

      :-)

      Elimina
    5. lo sapessi.
      ma è importante? ti dico il nome gli do io.
      kryptonite.

      Elimina
    6. ahahahah gran bel nome, red, gran bel nome.
      però un giorno dovresti farlo. entrare in una profumeria, e farti tutto il reparto profumi donna, respirando ogni singolo flacone. e scoprire che nome ha, la tua madeleine....
      foss'anceh solo per la faccia delle commesse.
      pe ril profumo, poi, dopo, c'è mastercard. :-)

      Elimina
  3. Mentre leggevo la prima parte del tuo post, pensavo che non c'è sapore che tenga, a confronto con un profumo o un odore particolare, in tema di forza evocativa dei ricordi. Poi, qualche riga dopo, ho scoperto che non sono l'unica a pensarla così.
    Che poi basta un odore, non per forza un profumo a incidere la traccia nella memoria

    Quello che non dimenticherò mai, l'odore delle mani del mio ragazzo quando ci conoscevamo da poco e non stavamo neanche insieme. Sapevano di fumo, di giubbotto di pelle e di Givenchy, l'unione creava una fragranza particolare, la sua, e forse particolare proprio per questo ...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. è che non c'è nulla da fare, nulla ci proietta altrove come gli odori, figurarsi i profumi.

      Elimina
  4. tre considerazioni (perché basta il nome "proust" per diventare prolissi):
    - ho letto tutto proust e mai citato, perché se lo leggi tutto fa quest'effetto: ti viene voglia di tenerle tra te e lui tutte quelle belle riflessioni, come se fossero confessioni di letto del tuo amante preferito :)
    - le madeleines sono stati i miei dolcetti preferiti, da bambina: no, non avevo ancora letto proust, ma quando mia madre le preparava...bé, vuol dire che stavamo partendo da qualche parte e quelle sarebbero state i miei passatempi golosi, in auto. e se non l'avesse già scritta lui, la recherche, bé forse mi cimenterei io.
    - ok, no amigdala, no memoria breve termine etc. ma non posso parlare neanche dell'organo vomeronasale? :P

    RispondiElimina
    Risposte
    1. no, neanche il naso, no! non.voglia.scienza.a.spogliarci.la.poeticità. chiaro? :-)

      Elimina
    2. la tua totale immodestia è da brividi. e comunque l'organo vomeronasale merita :P

      Elimina
    3. copriti, che sarà mica influenza, vero?

      Elimina
    4. ...e chi te l'ha detto che sono scoperta? :)

      Elimina
    5. tautologicamente, si vede. :-P

      Elimina
    6. quindi vuoi che mi copra?
      nell'altro post mi hai ammanettata. e ora faccio fatica a vestirmi.

      Elimina
    7. e gira che ti rigira, finite sempre a letto, tu e il k.... :-P

      Elimina
    8. chi ha parlato di letto? :D

      (sì, è vero, si degenera sempre)

      Elimina
    9. a parte te e il k, intendi? :-P

      Elimina
  5. Ciao K, mi manderesti il tuo indirizzo mail ad aliceinhell@virgilio.it? La vecchia Dis

    RispondiElimina
  6. chi legge proust ha tutta la mia solidarietà. dico ciò dall'alto della mia ignoranza, non avendo mai letto mezza riga (sua). sono molto superficiale.
    però per me madeleine è questo

    niente, i tuoi post (mi) èvocano musica

    RispondiElimina
    Risposte
    1. del resto io non so. ma di certo musicalmente sei tutto meno che superficiale, viste le tue scelte....

      Elimina
  7. Ah, la madeleine, soffice e profumata, artigianale o fatta in casa: un'esperienza sensoriale, a partire dalla forma., una sorta di ciuccio del biberon. La base si appoggia al labbro inferiore, la parte schiacciata strofina il labbro superiore e quella riigonfia viene spezzata a metà dai denti mentre il naso sente il profumo del pasticcino che si sprigiona nelle narici e la lingua ne sente il sapore. Quasi una libidine.

    Olfatto ed udito sono sensi legati alla sopravvivenza. Sono quelli che ti salvano la pelle.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. a leggere te, anche al k gli vien voglia di assaggiare le madeleine. ma pensa te che effetti fai, ss.....

      Elimina
    2. Non quelle confezionate, nel caso. Avevano dato la ricetta tempo fa, a Geo & geo. Non sembravano difficili a farsi.

      Elimina
    3. a quanto pare ti vengono bene, visto l'effetto che ti fanno...

      Elimina
  8. mi hai lasciata senza parole, con un sacco di ricordi impigliati, però.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. e allora ne è valsa la pena, leggere il post, direi... :-)

      Elimina
  9. il K nostalgico e un pò romantico mi piace, ma non bisogna dirglielo. Anzi, secondo me se scopre di apparire romantico ricomincia a postare cose cerebrali come "open legs"

    RispondiElimina
    Risposte
    1. e dovresti vedere quando posto quelle erotiche.

      Elimina
    2. spiegami, posti roba anche più erotica di "open legs" ?
      ti ricordo che sono poco più di una bambina

      Elimina
    3. a bimba, passati i 20 la scusa dell'esser bambine suona come affettazione. sappilo. :-P

      Elimina
  10. E' come avere una piccola macchina del tempo nel naso che quando meno te lo aspetti ti catapulta altrove, in un altra epoca, in un altro te.
    E ti fa ricordare cose che pensavi sprofondate nell'angolo più remoto della tua mente. Reminiscenza e odori ... un viaggio nel tempo insomma.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. già, così, sì.

      (e speriamo che la macchiandeltempo nel naso richieda poca manutenzione, speriamo...)

      Elimina
  11. ok
    ora me la tirerò
    io proust l'ho letto e ancora lo leggo
    è una visione solo apparentemente poetica la sua, in realtà è un postmoderno di tutto rispetto (sebbene anche a me la definizione lasci l'amaro in bocca, altro che madeleine!) con una ragionevolezza disincantata che ben si addice alla promiscuità delle mie passioni letterarie...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. ma a noi piace uns acco quando te la tiri, pata! :-)

      e per non esserti da meno: anche il k ha letto proust. ma non lo trovo postmoderno, anzi, proprio per nulla, lo trova pre-moderno, a dirla tutta. come fosse stato l'ultimo dei dandy.

      Elimina
  12. Oh insomma, ma mica Proust poteva mangiare le girelle motta, no? Il rito del tè (al tiglio, se ben ricordo - ma io mi sono fermata al Du coté de chez Swann e non ho osato proseguire) era sacro, mica l'happy hour di adesso dove gli unici odori sono quelli della griglia e delle pizzette scongelate! Non c'è bisogno che me lo diciate, lo so, sono una signora retrò e quasi quasi me ne vanto anche. Ah, e se mi annusate, ovviamente so di Violetta di Parma.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. ma di questa tua perversione di volerti fare annusare, ne vogliamo parlare?

      Elimina
    2. Auff... non è che poi nella stessa frase possiamo usare con disinvoltura i due termini violetta e perversione. Diciamo che magari con addosso le Baiser du Dragon di Cartier la perversione viene più spontanea, ecco

      Elimina
    3. ma infatti! che è importante, la spontaneità, si sa!

      Elimina
  13. Ma che meraviglia ho trovato! :-)
    C'avessi mezza giornata di ferie magari mi ci fermerei...facciamo che torno con lo slittino e vado a zigzag per post (non moderni che è una roba brutta....chè poi anche roba è una pessima parola ma anche no, chè mi piace assaissimo come la usano in sicilia per esempio)...

    PS: le madeleine sanno di uova e burro e pure se non le ho quasi mai mangiate chissà perchè mi ricordano buoni momenti della mia infanzia, quelle evocazioni non troppo nitide che ti passano dentro accompagnate da certi odori ma che non sono mai sufficientemente nitide da avere dei contorni e svaniscono...fffff...in un soffio-di-vento.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Le madeleines difficilmente spariscono senza lasciare traccia. Di solito lasciano ricordi indelebili, preferibilmente sul sedere e sui fianchi

      Elimina
    2. @mrs quentin: ma certo! ma ci mancherebbe! faccia come fosse a casa del K, faccia! ;-)

      @dattiunnome: ahahahah

      Elimina

occhio. ché il K ti legge. e risponde, anche.