giovedì 4 ottobre 2012

"...'COS I'VE RUN EVERY RED LIGHT ON MEMORY LANE..." (o, TEENAGE WILDLIFE)

and girl it looks so pretty to me like it always did, like the spanish cities to me when we were kids e non erano città spagnole, non per te, non per voi, per voi non erano spagnole, le vostre città, e non lo sono state mai.

eravate adolescenti in vie austriache, e che camminavano lenti attraverso un cimitero ricoperto d'erba. dalla vetrina si vedeva l'abside della cattedrale, la pioggia cadeva fine, e bevevate caffè bollente, stringendo le mani attorno alle tazze, per scaldarvele. nei piatti briciole scure di sachertorte, e gli aloni lasciati dai cucchiaini.

nelle strade di città tedesche era una domenica deserta, nessun in giro, saracinesche abbassate ovunque, una domenica deserta come se il mondo si fosse fermato e il genere umano fosse scomparso, silenziosamente, senza alcun clamore, svanito nel nulla tutto il genere umano, lasciandosi dietro solo le architetture dei palazzi e la meccanica delle automobili parcheggiate come unica traccia di sé.

c'era uno scompartimento buio, ed era solo per voi due, quello scompartimento nel treno che attraversava veloce la notte e i campi di francia, in starlight nights i saw you, so cruelly you kissed me, your lips a magic world, your sky all hung with jewels. the killing moon, will come too soon. Il buio dello scompartimento e un "vorrei poterti dire la stessa cosa" che è più assassino della luna. fuori il paesaggio oscuro che scorre veloce, dentro intrecciare corpi, sfiorando sensazioni.

erano i canali di amsterdam, e correre correre correre a perdifiato, correre per arrivare alla stanza, quella stanza in cima alle scale ripide e strette, così ripide che in cima ci arrivavate col fiatone, la stanza minuscola e con il soffitto altissimo, minuscola intorno a un enorme letto sfatto, bianca talmente bianca la stanza che il mattino dopo strizzerete gli occhi per poterla guardare attraverso l’esplosione del sole, e ora ridere, ridere nella notte cercando le cartine e sbriciolando tabacco, la fiammella dentro il palmo della mano. al risveglio, il mattino dopo, sorridere, con la luce attraverso la vetrata che disegnava i vostri corpi tra le lenzuola bianche. e strizzare gli occhi per riuscire a vedere, nel bianco di questa stanza sospesa sui tetti di amsterdam.

era pedalare cazzafrulli lungo i canali nella luce tersa dell'estate del nord,  uno scarto improvviso e un groviglio di ruote e bici, e ritrovarsi per terra a ridere della geometria di due biciclette perfettamente impilate.

era il fermo immagine di due adolescenti sotto cieli belgi, e quelle nuvole veloci che attraversano i cieli del belgio, talmente veloci che solo magritte riesce a fermarle.

eravate fermi sulla collina a guardare l’oceano, e quel tramonto stinto alle 10 di sera in terra di normandia. la stagione è indefinibile, com'è il momento in cui ti accorgi che stai guardando un'estate morire.

eravate treni, strade e stanze, e pullman e metrò presi al volo, adolescenti sotto cieli e stelle di mezza europa.

è la tua voce quella che dice “sai che così mi costringerai a ricordarmi di questo lampione per tutta la vita? questo lampione. proprio questo. ma ti sembra giusto essere costretto a ricordarmi per tutta la vita un lampione così?”, e lei che ridendo dice qualcosa tipo “ma va che te lo dimenticherai”, e invece eccoti qua a pensare a un lampione di parigi, a lei che ti dice qualcosa mentre ci passate accanto, e al tuo “anch’io” soprappensiero e poi subito dopo la consapevolezza improvvisa e allora è un gesto un attimo quando con la mano fai perno sul lampione e gli ruoti intorno e le arrivi davanti e le dici “scusa?! cos’hai detto?!”.

e poi, e poi, passare attraverso campi verdi infiniti attraversando la cecoslovacchia, quando esisteva ancora un cecoslovacchia da attraversare, e camminare gli infiniti grigi di varsavia, e poi eccovi lungo i canali e le vetrine di danzica sentendosi in un'olanda minore.

eravate i cieli blu dell’italia del sud e il bianco delle case di calce, e il sapore del sale sulla sua pelle nella stanza senza imposte e senza mobili senza nulla con solo un materasso per terra e her body tan and wet down at the reservoir, at night on them banks i’d lie awake, and pull her close just to feel each breath she’d take.

e c'erano i giorni spesi sui banchi nelle mattine infinite di ore che non passano mai, e c'erano gli autobus al ritorno e poi, e già, poi, sul portone non c’è più lei, forse ho sognato, forse tutto si è già fermato, e si è fermato quando c'erano i pomeriggi di libri da sottolineare con il sole che si abbassa dietro i vetri, e bigiare in giorni qualunque per scivolare in un letto ancora caldo del suo sonno e sulla sua pelle, e le sere d’inverno in vie di lampioni a parlare con la condensa avvolta come fumetti intorno alle parole o a coprire il mondo al di là dei finestrini, e c'erano le notti d’estate camminando strade vuote o in letti senza lenzuola, e aspettare partenze che stavano per arrivare, e i remember we were driving, driving in your car, the speed so fast i felt like i was drunk, city lights lay out before us, and your arm felt nice wrapped ‘round my shoulder, and i had a feeling that i belonged, and i had a feeling i could be someone, be someone, be someone e c'erano strade e c'erano stanze, e c'era una strada sterrata in mezzo ai campi del granturco ormai giallo d'un'estate che stava morendo, e la sua pelle sulla tua e respirare unisoni e you know i’d sooner forget, but i remember those nights when life was just a bet on the race between the lights. you had your head on my shoulder, you had your hand in my hair, now you act a little colder like you don’t seem to care, già, è esattamente così, è che sembra non importare davvero più, ormai, ché gli anni passano e gli anni trapassano, e gli incontri diventano sempre più casuali e sempre meno frequenti, poi, ed è meglio così, ti dici, sì, è molto meglio così, perché quando gli anni passano e gli anni trapassano gli adolescenti svaniscono, man mano svaniscono finché non li riconosci neanche più quando li incontri, quei due adolescenti che non ci sono più, nascosti sotto i vestiti e le facce degli adulti che sono diventati.
ed è proprio così, sembra davvero non importare più, ormai.
e sì, forse è davvero meglio così.

and girl it looks so pretty to me like it always did, like the spanish cities to me when we were kids anche se non erano città spagnole, non per voi, per voi le vostre città spagnole non lo sono state mai, e quei due adolescenti è già tanto che non ci sono più, è così tanto ormai. eppure girl it looks so pretty to me. like it always did.

… now all them things that seemed so important, well, mister, they vanished right into the air.

[© dire straits; echo & the bunnymen; bruce springsteen; roberto vecchioni; tracy chapman]

71 commenti:

  1. Kovalski (Tranello) Salinas.

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    1. fattivasorella... ti offendi tanto tanto se ti confesso di non aver capito il riferimento al pedro? :-/

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    2. Non c'è niente da capire Tranellino.
      Da sentire semmai.
      Comunque io e te bisogna che ci ripigliamo un pochetto, eh.

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    3. sarà che non lo conosco, il salinas, sarà quello? :-)
      ripigliamoci sì, fattivasorella...

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    4. Allora per favore leggi "La voce a te dovuta" (La voz a ti debida). Poi capirai. O sentirai. Insomma, capito, no.

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    5. oh.
      posso dire solo: .... oooh .

      capito. sentito. capito. :-*

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  2. Ebbbasta!E non si può!E smettila di scrivere post così, che io dovrei anche andare a studiare!...


    ...

    ps.Bellissimo.:)

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  3. mi ricorda un po' il film dieci inverni

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    1. manca solo venezia, manca...

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    2. [ma quanto è carino (riondino in quel) film!]

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    3. [chissà perché, ma preferisco la ragonese... curioso, nevvero?]

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    4. Peccato che quel film sia mediocre.

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    5. più che mediocre, carino. che di certo non è un gran complimemento...

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  4. Mi sembrava di star guardando dal buco della serratura...

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    1. Sì. Ma parlo per me, eh.

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    2. Shhh, parla a bassa voce sennò ci sentono.
      Poi ti racconto. Adesso fammi guardare.
      :o)

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    3. vabbè. però racconta, poi....

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  5. k. ispirato e ...ispirazione altrui!

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  6. ma quando l'adolescente emerge dall'adulto, in righe del genere, allora toglie il fiato.

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  7. Scrivi veramente bene, è quasi poesia!

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    1. Lo faccio per te...non vorrei che ti montassi la testa :P

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    2. spero che tu abbia un piano B
      :-)

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  8. Vorrei avere ricordi simili. Ma ho fatto di tutto per averne di più tiepidi. L'inquietudine (il libro de) era davvero quieta, ora che ci penso.

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    1. eri in quietudine, insomma.

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    2. Pensavo più al semino di una pianta MERAVIGLIOSA che aspetta i tempi giusti per germogliare in tutta la sua MAGNIFICENZA. Pensavo più questo, ecco.
      Mica lo stracchino...
      -_-

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    3. quella roba lì che poi si fuma, insomma.
      furbalawii

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  9. Lo sapevo che prima o poi non conoscere l'inglese mi avrebbe penalizzato! Andare sul traduttore di google ha spoetizzato il tuo post non poco. Perchè anch'io credo che ci sia poesia lì in mezzo.

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    1. non oso immaginare il traduttore di google cosa possa aver combinato. il fine umorista.

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  10. belle le parole che cantano mentre leggi a perdifiato. memoria condivisa, anche se non sono i miei anni e le mie canzoni.

    ma è anche la mia adolescenza, e cazzo se è tragicamente bello ricordare l'adolescenza. al punto che credo non avrei potuto fare altro nella vita se non tornare da lui che la personifica, e lo guardo e invece che un adulto vedo un sedicenne goffo e con la voce stridula, e se non mi guardo allo specchio sono sicura di essere una sedicenne anch'io.

    ma forse è fare un torto agli adulti che si è diventati, e tu invece non sei caduto nella trappola.

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    1. oppure è la vita che non mi ci ha fatto cadere, nella trappola.
      oppure, forse, seon trappole in cui è dolce scoprire d'esser caduti. ma questo io non lo so. ma tu, sì.

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  11. :******* (che ci sono cose troppo belle scritte qui e io non trovo le parole giuste per dire quello che mi hai suscitato e cazzo non è mica da tutti far rimanere senza parole mgg64)

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  12. k malinconico ultimamente.

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    1. sarà l'autunno di questi cieli, sarà....

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  13. non pensavo che avrei mai incontrato un K perso nei sui venti anni precedenti. La tua marmellata di ricordi personali a strofe di canzoni è davvero gustosa. Ho scaricato il video di Tunnel of Love e mi è venuta voglia di correre tra di canali di Amsterdam.
    Però non è vero che gli adolescenti non ci sono più. Kovalski chi è se non un adolescente ben conservato?
    Molto bello (il post) :)

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    1. malgrado la parentesi finale, ti adoro lo stesso. :-P

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  14. Leggerti mi ha fatto pensare subito a loro due: http://www.youtube.com/watch?v=Z7iSkWKeKms

    Ti piacerebbe :-)

    V

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    1. piacerebbe vederlo, più che altro. incuriosiva, l'amoredigioventù...

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  15. E che la vita non può essere compresa che tornando indietro, ma deve essere vissuta andando avanti.

    V

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  16. Questo scritto è il riassunto di tutti i viaggi che non ho mai fatto.
    E di ogni viaggio che ho nella testa.

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  17. ...sei meglio dell'alpitour... ahia hiaia iaiiii

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  18. Hai citato due canzoni, in particolare, che sintetizzano il sogno tradito dell'adolescenza che si frantuma contro le brutture della vita. Il fiume come metafora di un sogno di vita che non si realizza e la macchina veloce che si porta via la speranza di un amore felice. E poi nel post paesaggi, dialoghi, palpitazioni, istantanee mentre mi risuonavano in mente le strofe dolci-amare di Kodachrome: you give us those nice bright colors you give us the greens of summers makes you think all the world's a sunny day

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  19. già. makes you think. ...and then, happens life. :-)
    mi piace la tua lettura. mi ci ritrovo.
    datti un nome, va là. :-)

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  20. Eccofatto, prontamente - anche :-D

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    1. "su, forza, saluta, anonimo"
      "ciao anonimo"
      un genio. non c'è che dire. :-)

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  21. Ma forse era meglio valà... conciso e anche interpretabile, con quel tono che potrebbe essere anche imperativo mmmmm... ;-)

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    1. beh, qualsiasi cosa suona meglio di dattiunnome, ti pare? :-D

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  22. Non suona poi così male, chissà per quali strani meccanismi di (falsa) assonanza mi ricorda il battistiano fattiunpianto :-)

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    1. ennò! ma che è, sempre peggio?? meglio dattiunome che fattiunpianto eddai! :-)

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  23. Oh, vedi che alla fine il nick di cui puoi vantare (si fa per dire) la progenitura non è poi così male? ;-))

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    1. insomma, sono un po' tuo padre.
      mica bella, 'sta cosa, eh!

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    2. No, mica mio!! Del nick! E di solito, per tradizione, quando uno dà un nome a qualcosa è un tipo famoso, o in alternativa mafioso. E qui resta comunque... cosa nostra!!!

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    3. che fosse proprio dei mafiosi dare nome alle cose, questa non la sapevo... devo solo capire come collocarmi, che mafioso non son mafioso, e di certo non son famoso... non mi lasci molte chances eh? :-P

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  24. C'era anche l'opzione 'borioso', ma in tutta sincerità non mi sembra particolarmente vantaggiosa ;-)

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    1. ma tu hai fatto dei corsi apposta, per farti benvolere, o è tutta inclinazione naturale, la tua? :-)
      e comunque, c'era anche arioso. eroso. spiritoso.
      esoso? :-P

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  25. E meno male che i soldi spesi per il mio corso rigorosamente per corrispondenza sono valsi a qualcosa! Se proprio vogliamo mettere i puntini sulle e c'erano anche giocoso, stiloso, generoso, ma vista la connotazione positiva finirei per tradire lo scopo ultimo del mio faticosissimo e serissimo percorso di studi che, modestia a parte, mi ha portato ad essere quella che sono ;-)

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  26. fossi in te non mi preoccuperei proprio della modestia
    :-D

    stiloso non lo sentivo dire tipo dal 96. o era il 95 chissà.
    era un corso vintage il tuo, vero? :-)

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occhio. ché il K ti legge. e risponde, anche.