mercoledì 30 maggio 2012

DEI NASCONDIGLI

"una rondine non fa primavera" dice l'adagio. 
"ma tre ombelichi in sequenza, sì" ribatte lesto il kovalski.

"ehi, kovalski... ma hai visto che roba? quanta gnocca che c'è in giro..."
"e sì che la vedo... senti, ma com'è che tutto 'sto ben di dio ricompare solo a primavera? dove si nascondono d'inverno secondo te?"
"e che importa? l'importante è che siano qui ora!"
"importa, dilettante, importa... ché se scopro dove vanno a svernare, so dove passare il prossimo inverno, almeno!"

martedì 29 maggio 2012

KOVALSKI vs ZE' GEOLOGI

ora, è tutta la vita che ti senti rassicurare da qualsiasi geologo e istituto nazionale di geofisca che il piano padano non è zona a rischio sismico. che qui i terremoti, ma no, ma figurati, ma dai, ma che, scherzi? qui, terremoti, no.
ecco. ché se lo dicono loro, anche dopo dieci giorni di terremoti tra ferrara e modena, sei sereno, tu. ché sono esperti, loro. mica tu. già, loro. esperti. ossì.

LIBERA NOS A GIBBERO

antonio conte indagato per l'inchiesta sul calcioscommesse. sicuramente è innocente, e sarà prosciolto con formula piena. chi potrebbe dubitarne? non tu.
e tu di certo non credi ai maligni che sostengono che per ogni evenienza si sia portato avanti, chiedendo, se del caso, una cella tre stelle. ma figurati. e chi ci crede? s'è mai visto uno juventino chiedere tre stelle? eddai, siamo seri, su.

domenica 27 maggio 2012

YOUR OWN PERSONAL GUINNESS

che c'è chi passa quattro lunghi lunghissimi anni di allenamenti per le olimpiadi. i sacrifici. le rinunce. la fatica. la costanza. la determinazione. quattro anni. minchia-quattro-anni. allenamenti su allenamenti. fatica dopo fatica. per puntare a un record. mondiale, uno si dice. in mancanza, foss'anche europeo. e se proprio uno è sfigato, nazionale.

tu, no. ché a te sembra uno spreco, quattro anni di allenamento. tu, i record li inanelli in surplace, tu. tipo oggi. record personale di tutta la vita di ogni tempo: mai levato il piumone così tardi come al 27  maggio. e da oggi, è record. di tutta la vita di ogni tempo. albo d'oro. guinness del kovalski.
un grande record da una grande performance. che dici, sarà il caso di uscire a festeggiare?

giovedì 24 maggio 2012

LA LEGGE DEI LIMONI

che poi gli anni e le persone non passan mica per niente. ennò. che c'è quella roba lì che si chiama curva esperienziale. che è il modo colto per dire che a furia di sbatterci il muso, alla fine qualcosa nella testa ti entra pure. e dai che ci ridai, dopo un tot i fondamentali del gioco li hai anche capiti. o almeno, credi. 
tipo, che  i baci davvero ma davvero importanti son due. solo due, e sempre gli stessi due. l'ultimo primo bacio. e il prossimo primo bacio. 


tu: solo due? e il resto, kovalski?
k: il resto fa volume.

mercoledì 23 maggio 2012

KOVALSKI vs SUA ETERNITA'

ehi, tu lassù! ma insomma! ieri 10°, oggi 29°! ma vuoi smetterla di giocare con la manopola del regolaclima? metti su "primavera" e vai fuori a giocare, da bravo, dai.

venerdì 18 maggio 2012

18.5.(1980)



...and i remember, when we were young...


 video: devi scusarti per non saper dire il copyright. né per ricordare dove l'hai trovato]
[© testo: ian curtis, ovviamònt]

THE BUTTERFLY EFFECT

che poi c'è quella questione lì della farfalla cinese, kovalski. come “quale farfalla?”. maddai, su, la farfalla quella che sbattendo le ali in cina innesta una concatenazione di eventi che interrelati tra loro in sequenza causale inarrestabile e irresistibile attraversano lo spazio e il tempo percorrendo il globo terracqueo, e che poi va tutto a finire in un uragano che colpisce san francisco...
ecco, appunto, quella questione lì: farfalla in cina, battito d'ali, patapìm, patapàm, uragano su san francisco. ok. ci sei. il processo ti è abbastanza chiaro.
ora, vorresti capire: ma perché cazzo le farfalle cinesi ce l'hanno proprio con san francisco?
e soprattutto: le farfalle cinesi... ma quanto cazzo sono grandi, esattamente, 'ste farfalle cinesi?

mercoledì 16 maggio 2012

DEI GIORNI. E DELLE SERE.

nei giorni di vento. di vento e di sole. nei giorni d’azzurro e di piccole nubi che corron veloci, piccole nubi che corron veloci via da qui. nei giorni del vento che piega gli alberi e fruscia le foglie. nei giorni che primavera è vento teso a correr nel cielo di lombardia. nei giorni di questi giorni. 
e nelle sere che alle 9 è ancor chiaro. nelle sere così. 

uno splendore! che giù dalle alpi si riversava, scendeva, senza peso e impetuosa, la luce, a riprendersi milano.

e. tadini]

lunedì 14 maggio 2012

KOVALSKI GOES SOCIALE

e così anche tu potrai dire: la prima volta che ho ascoltato lo stato sociale, li ho ascoltati dal kovalski. 
che son cose, eh.



 

domenica 13 maggio 2012

DIRE CIAO

è tempo di dire ciao. ciao alessandro. ciao pippo. ciao rino. ciao clarence.

sabato 12 maggio 2012

DEL SABATO CHE L'E' BELA

e la vita, la vita e la vita l'è bela, l'è bela, e non serve neanche l'ombrela in un giorno d'estate così. e la vita l'è bela, si diceva, quando entri nella tua libreria preferita di ora e di sempre e di ogni vita e ci trovi file su file di adelphi al 50%, e mica "gli" adelphi, no no, proprio i biblioteca adelphi. e allora è quel discorso lì che la vita, la vita, e la vita l'è bela, sì. e pure un bel po'. anche se poi mica è gratis, una cosa così, eh. che sei compulsivo, tu. e te ne esci carico come un mulo. tipo. gioia e dannazione, insomma.


[ © jannacci, pozzetto ]

giovedì 10 maggio 2012

mercoledì 9 maggio 2012

DEL BIANCO. E DEL ROSSO. E DEL NERO.

del bianco. nel cielo. che sembra. ma sembra davvero eh. parrebbe. a guardar fuori. vedi? fuori. fuori dalle finestre. guarda. vedi? a guardare. a guardare su nella via. sembra. ma sembra davvero eh. sembra che nevichi. che nevichi a maggio. sembra neve. mica pioppi.

e della caducità. della bellezza che dura meno di quanto svanisca. del passare. del passare di ogni cosa. che passa mentre tu gli passi accanto. della bellezza. che lascia senza parole. e che passa veloce come mattine di inizio maggio. del rosso dei papaveri a bordo strada. che la prossima settimana non esisterà già più.

e nemmeno parli dell'odore di gelsomino che la notte entra dalle finestre che lasci aperte sul balcone, e che respiri nel nero delle stanze. nemmeno ne parli. lo respiri e basta.

domenica 6 maggio 2012

DELLA GEMELLADIVERSA DI K.

l: "pronto?"
tu: "l! ciao! come stai?"
l: "cazzo, kova, ma è una vita..! ma che bello! come stai?"
[... e su e giù, e questo e quello, e patapìm e patapàm...]
tu: "aggiornami, dai: che vita hai adesso l?"
l: "lo sai che io sono una certezza, kovalski caro: mi ritrovi sempre là dove mi hai lasciata l'ultima volta."

DETTO DA C.I.

" ah sì, l'amore... l'amore in quel momento era j. l'amore era j., da un mese a quella parte. 
[...]
dopo j., sarei passato a k., l., m., tutto l'alfabeto. non serve essere sentimentalmente cinici, o cinicamente sentimentali, su queste cose. perché j. non è realmente la persona che voglio. j. ha soltanto il valore di esistere ora. j. passerà, il bisogno resterà. il bisogno di ritornare nell'oscurità, nel letto, nell'amplesso caldo e nudo in cui j. è come k., l. o m. dove non c 'è che la vicinanza, la dolente malinconia di stringere il corpo nudo fra le braccia. il dolore degli appetiti, sordo, continuo sotto ogni cosa. e la fine di ogni voluttà, il sonno senza sogni dopo l'orgasmo, quel sonno tanto simile alla morte. "

More about Un uomo solo 


  [ © christopher isherwood]

DELLE VIE CURVE. E DELLE TORRI STORTE.

era all'incirca una vita fa che sei stato qui.  nel computo della tua, di vita, è all'incirca una vita fa, sì, ché quindici anni è una vita, o anche due, nella tua vita. ed è una vita anche nel mondo reale, quindici anni fa.
era all'incirca una vita fa che sei stato qui. di sfuggita. no, non di passaggio. non stavi passando. era proprio di sfuggita che sei stato qui. all'incirca una vita fa. non ricordi bene il motivo. ma ricordi una cittadina sbrecciata, come se si stesse dissolvendo lentamente, tralasciata, trasandata, una cittadina di questa strada curva di portici e della sua torre campanaria storta. che se gli edifici provassero sentimenti, pensavi, verrebbe da dire che è una sorta di invidia per pisa, una torre campanaria storta così. e ritrovi la torre campanaria sempre storta e la via  che non si è raddrizzata, no, è sempre curva e sempre di portici. ma nulla è sbrecciato, ora, qui, non c'è nulla di tralasciato. è tutto tirato a lucido, rimesso a nuovo, tra portici, torre campanaria, vie lastricate in pietra, case gotiche, canali, tanti canali. così tanti canali. (che poi ti vien da domandarti dove li abbian trovati, i soldi, per rimettere a nuovo tutto così. e che poi ti vien da risponderti che dovranno pur derivare da qualcosa i debiti degli enti locali in italia, no?). e la cittadina dei portici curvi e del campanile storto, delle vie lastricate in pietra , degli antichi edifici poveri, delle costruzioni gotiche, la cittadina dell'odore di acqua dolce dietro ogni curva e in fondo a ogni via ché ci sono canali dietro ogni curva e in fondo a ogni via, questa cittadina che si dice porto senza esserlo, un porto, e neppure averne uno, questa cittadina è bella, bella e malinconica nella sera tersa di primavera che alle nove non è ancora notte ma è ancora crepuscolo di cielo cobalto e teso, bella e malinconica e dolce che potresti viverci. nelle case di pietra antica. tra i canali. nell'odore di acqua dolce. nel ritmo lento che segue le stagioni e i giorni, potresti viverci, tu, qui.
due mesi, forse. prima di sentirti in gabbia nel piccolo mondo antico. 
forse. 
chissà.

martedì 1 maggio 2012

DEPRIMO MAGGIO

finisce aprile. e piove.
inizia maggio. e piove. 
no, non è la pioggia a dar fastidio a kovalski. più che altro, il muschio sui marroni. quello sì.