martedì 17 luglio 2012

DANCE KOVALSKI TO THE END OF LOVE

prologo:
parlare d’amore è come ballare di architettura”, dice il vecchio frank. e allora, balliamo, chiosa il k.



la stagione dell’amore /  viene e va”, cantava quel tale. viene e va, già. più o meno, viene e va, in verità, che più che altro, va, dici tu da dietro la curva della vita, la tua.

hai amato due volte, tu. 
la prima volta eri troppo adolescente. ed è andato quando eri troppo ventenne, ormai. che da ventenne, poi, l’amore va.

(e gli anni venti quando li vivi sono anni veloci, velocissimi, così veloci che non riesci a fissarli nella retina… l’università che inizia, la vita che arriva, l’università che finisce, la laurea che chiude tutto e che apre tutt’altro, la vita che cambia, il lavoro che inizia, il lavoro che accelera, gli anni nomadi.
e in fondo al lungo tunnel in accelerazione dei tuoi anni venti, tu. tu che nel dubbio sei riuscito persino a passare un pezzo di vita con chi non hai amato mai. giusto per non farti mancare nulla, eh, che non si sa mai.)

hai amato due volte, tu.
la seconda volta è stata la volta che nemmeno credevi ci fosse, quella roba lì che sentivi nelle canzoni pop e che vedevi nei film, la roba quella roba lì chiamata amore. e invece c’è davvero, hai scoperto poi. ché la seconda volta è stata la volta dell’amore adulto. quello diverso dall’amore adolescente, che l’amore adulto la costruzione, la progettualità, la condivisione. diverso, ma anche uguale all’amore adolescente, già. che pure l’amore adulto il batticuore, l’emozione, l’ormone. uguale. e fino in fondo. ché come l’amore adolescente, anche l’amore adulto, poi, va. 

(e c’è stata quella volta. la volta che hai scartato il pacchetto, e dentro c’era l’i-pod. e l’hai guardato, e le hai sorriso, e l’hai rigirato per le mani, e c’era questa frase incisa dietro. per lei un augurio. o forse una sorta di richiesta, chissà. questo, lei. tu, dalla prima volta che l’hai letta, hai sempre pensato che suonava come una profezia, tipo. “dance me to the end of love”. to the end. già.)

ed è così che due anni fa l’amore adulto ha fatto quello che l’amore, il tuo almeno, fa: va.
e sì, è esattamente così che funziona: l’amore adulto va, danzando alla fine dell’amore.
già.


hai amato due volte, tu.
…ne abbiamo avute di occasioni, perdendole. / non rimpiangerle, non rimpiangerle mai.



epilogo:
e in fondo a tutto, ti chiedi se stare bene con te stesso, se vivere bene vivendo solo, sia una qualche soluzione. o se sia parte del problema.

f.zappa, f. battiato, l. cohen]

65 commenti:

  1. sappi che quella cosa lì del tunnel dei venti, che è velocissimo, mi ha mandata in paranoia.
    mi ha fatto persino passare la voglia di parlare d'amore.

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    1. e allora non ci resta che ballare di architettura, forse, io e te.

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    2. we could dance, diceva ian.

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    3. dance, dance, dance, to the radio
      già :-)

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    1. ma scrivi a geroglifici, tu?

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    2. Non è scrittura geroglifica, è winterese.

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    3. seeee, vabbè... scarichiamo sempre la colpa sulla wii, eh!

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    4. Ecco, cominciamo a scaricare qualcos'altro sulla wii.

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    5. wii, ma se ti stavo difendendo, io!

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    6. Appunto, K, appunto!
      Vogliamo concretizzare questo aiuto?
      Soldi, fiori, cosa, cooosa scarichiamo al posto della colpa?

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    7. mmmmmmmmmmmmmmmmmm...... capre?
      :-D

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  3. Sto vivendo nel pieno della tua parentesi, k.

    Alcuni sono fatti per completarsi vicendevolmente, altri no.
    Non lo trovo un problema, nemmeno una soluzione.

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    1. non è un problema. non è una soluzione.
      è un aereo? è un uccello? è...superkovalski?

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    2. è solo un dato di fatto, solo quello.
      non tutto può essere razionalizzato e non per tutto serve una "definizione" k.

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    3. non è neanche una definizione, allora, quindi...
      :-)

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  4. io sono nel pieno del tunnel degli anni 20, forse troppo giovane o troppo di corsa per avere davvero una qualche cognizione in materia, ma credo che star bene con sè stessi non sia nè soluzione nè parte del problema, bensì condizione necessaria e sufficiente. necessaria per potere dare amore, sufficiente per poterne fare a meno.

    ps: il k semiserio mi inquieta...

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    1. Si si..Necessaria e sufficiente.

      Aidi è "in love" ma conserva ancora un barlume di razionalità eh.

      kov: daje giù.

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    2. Banale, la devi smettere...

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    3. @aidi: aidi, non esiste una cosa come il k-semiserio. al massimo, è solo diversamente-ironico, a volte. :-)

      @banà: più giù di così, si sbuca in nuova zelanda, poi :-D

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  5. il tunnel dei 20 mi ha salvata...
    pensavo che dopo di lui non avrei mai amato, poi è arrivata l'anima gemella... quella metà perfetta che nn si baratta con niente e nessuno...

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  6. http://www.youtube.com/watch?v=sAAqcKmWB0s

    :-)

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    1. ci sei andata vicina, ritenta, sarai più fortunata :-D

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    2. in realtà è una dedica. a leggere sono ancora capace ;-)

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    3. e hai delle gran buone letture, tu, aggiungerei.
      :-D

      ps; :-)

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  7. ok. ti dico solo che il post mi è piaciuto. assai.

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    1. ma vedi che ho ragione, allora? che lo dico sempre, io, che anche per le interiste c'è speranza. di avere buongusto. a volte. :-P

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    2. noi interiste abbiamo sempre buon gusto :D

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    3. vedo che stamattina non hai preso la pillolina, tu, eh....

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  8. Che strano, la stagione dell'amore la ascolto di frequente sull' i-pod nella versione Mango-Battiato. Io comunque che ci siano nuove possibilità ci credo, per quanto mi riguarda mi è capitato. Quanto allo stare bene con sé stessi penso sia il presupposto per poter stare insieme a un'altra persona, perché lo si sceglie, non perché se ne ha il bisogno.

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    1. è che il K legge nel tuo i-pod. non lo sapevi? :-)

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  9. io su questa non so che dire. sono dentro la "seconda volta" (che poi, forse è la prima, forse è la venticinquesima), pur avendo l'età da tunnel. allora forse è la "prima". boh.

    e sono abbastanza convinta di poterci restare dentro a lungo. (a lunghissimo?). ma forse ne riparliamo tra qualche anno anche con me.

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    1. no. tu no. tu sei la marghe. tu solo cose bellissime, tu. :-*

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  10. Uao.

    Vabbè, ma non è che va così per tutti, no?

    (Quando sono malinconica, prendo la chitarra e comincio a borbottare. Dance me to the end of love è sempre la prima con la quale inizio).

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    1. che canzone totalmente magnifica, vero?

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    2. Credo faccia parte di quel tipo di canzoni dette 'perfette'.

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    3. sì, credo anch'io.
      e credo anche che il tipo in questione ne abbia scritte almeno 4 o 5, di quelle robe lì chiamate canzoni perfette, a ben pensarci....

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  11. A me oggi l'amore fa girare le palle. Parecchio. Assai.
    E, francamente, anche a me la storia del tunnel dei venti mi ha mandata in paranoia.
    Però adesso mi faccio una canna.
    E non ci penso più. Via.

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    1. che dirti...: falla girà, ade! :-)

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    2. Troppo tardi. Finita.
      Faccio un'altra?

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    3. come il rock, ade, come il rock: roll! :-)

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    4. No, K. No. Per la miseria.
      Ma che battute sono, queste.
      Via.

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    5. uffa
      che c'hai ragione, c'hai
      e uffa

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  12. Quando Lui mi lasciò andare disse che per essere pronto ad amarmi doveva prima imparare ad amare se stesso.
    Io non so come funziona l'amore. Nella mia cosmogonia o si ama o non si ama. L'unica eccezione è solo che talvolta, l'amore può non bastare..

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    1. e allora, e anche qui, e per sempre e per quantunque: balliamo di architettura, suvvia!

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  13. Kova, mi piace.
    Amo la canzone.
    Amo quello che hai scritto, e che non mi sei sembrato Lucarelli.
    Amo l'epilogo, noi sappiamo perchè.

    Stampa questo commento e attaccalo sul frigo, perchè non ho trovato appigli per bisticciare da quanto ho apprezzato.

    Fine della sviolinata

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    1. frigo? ma quale frigo???
      un commento così dalla quin zit lo metto nel curriculum, io.

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  14. L'amore è un caso particolare.

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    1. come la vita, d'altronde, forse....

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  15. e alla fine arriva v....
    .
    .
    .
    no eh??

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    1. il finale è quello.
      tu arriva. che lo scriviamo.

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  16. Non la vedrei in termini di soluzione o problema.
    La vedrei nei termini del fatto che quel che siamo in parte è sempre lo stesso e in parte cambia. In momenti diversi della vita servono cose diverse. Stare soli, stare in compagnia, dipende.
    E'un problema se ci vedi dei fallimenti o delle delusioni, o se ti sembra che vorresti qualcosa di diverso.

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    1. in momenti diversi della vita servono cose diverse, vero.
      poi, questo a volte cozza con i tentativi che si fanno di costruire cose durature. c'è da dire. :-)

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    2. Ma sai. Dipende molto da come vedi i compromessi e da cosa ti serve di più nella vita. Puoi innamorarti di tutto ed essere periodicamente invaghito (che è bellissimo, eh?), venendo a patti con il fatto che però ti manca stabilità, oppure preferire la stabilità e venire a patti con il fatto che negli anni ti potrai annoiare, ti potrai invaghire e ti dovrai sforzare di non farci caso. Oppure ci sono quell* che non rinunciano a nessuna delle due: si sposano una persona e poi le sono infedeli, oppure fanno le coppie aperte. E ti garantisco che nel mio lavoro ho visto un sacco di persone che per salvare capra e cavoli fanno le cose più strane, di cui gli scambi di coppia sono le meno strane.
      Dipende, Kovalski. Ogni cosa ha un prezzo e generalmente le persone, muovendosi nel mondo, pagano quel che riescono.

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    3. bello. piace la tua sintesi. chiara concisa precisa. e nemmeno posso criticare quello che dici. ma uffa. -P

      che poi, appunto, dipende. dipende da ciò che si vuole per la propria vita. dipende anche dal fatto se quello si ritiene di volere per la propria vita è davvero ciò che riesce a renderci soddisfatti della vita che abbiamo. dipende dai casi della vita che accade. forse, dipende anche dalla capacità di sapere essere soddisfatti di ciò che si ha.

      e poi... con un lavoro come il tuo, credo dovresti scrivere racconti. o fare la sceneggiattrice per il cinema :-D

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    4. Quando scrivo mi piace distrarmi :-) e poi il segreto professionale è sacro.

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    5. facile: cambia i nomi. :-D

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    6. Quando scrivo mi piace distrarmi :-)

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    7. comprensibile.
      com'è comprensibile che io invidio molto il tuo avere del materiale così spettacolare come soggetto di scritture... :-)

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occhio. ché il K ti legge. e risponde, anche.