lunedì 19 agosto 2019

LUNEDÌ 19

arulmihu sri muthumariamman thevasthanam, tempio indù di colori urlanti saturo di statue e divinità.

nalanda gedige, l'arco di una porta di mille e duecento anni fa tra gli alberi, e un percorso di colonne di pietra spezzate, fino allo spiazzo, tempio di pietra, pagoda di mattoni, scarnificati dal tempo, il recinto dell'albero di bodhi, il silenzio del lago che circonda da tre lati e il fruscio delle foglie mosse dal vento. qui è tempo fuori dal tempo.




c'è quella stregoneria che è propria dei gradini delle lunghe salite: i gradini a salire sono sempre tra il triplo e il quadruplo dei gradini a scendere. e anche stavolta il maleficio si ripete. poi, dopo la fatica e le madonne che tiri come freccette, in cima alla salita, dambulla è monastero lungo come un corridoio di arcate bianche steso sotto lo sperone di roccia. sale scavate nelle grotte. buddah distesi. e buddah innumerevoli seduti nelle diverse posizioni. quassù il caldo è alleviato dal vento di termiche, e fa muovere le foglie a goccia dell'albero di bodhi.


domenica 18 agosto 2019

DOMENICA 18

kandy, e il  sri dalada maligawa, tempio della reliquia del dente sacro, folla in fila per la cerimonia, costruzione ufficiale per nulla interessante artisticamente, tamburi  e flauto, la bellezza è nei piccoli templi nell'enclave esterno di fronte al tempio principale, vuoti rispetto alla folla di prima, e una antica pianta di bodhi al centro del perimetro.

botanical gardens, restare senza parole di piante e alberi tropicali, alcuni giganteschi di dimensioni che non ti aspetti, altezze vertiginose o larghezze di tronchi o di fronde da documentario, e di certo non sapevi esistessero così tanti tipi di orchidee, e animali ovunque: uccelli innumerevoli e dei colori che noi europei solo nei disegni da bambini, scoiattoli, pipistrelli giganti appesi a testa in giù dagli alberi, scimmie che si rincorrono, mangiano, giocano, si spulciando, allattano, fanno vita di comunità.

ridi vihara, dei culti animisti protostorici sono rimaste le lastre rocciose come luoghi sacri e gli alberi di bodhi come alberi sacri, e sotto i massi e le lastre di pietra costruiscono nei millenni templi, e nelle caverne dentro le rocce i dipinti e le statue, e il buddha d'oro ricco e sfarzoso, e nella caverna di fianco quello ligneo semplice e non lavorato che non avevi finora mai visto. fuori, all'aperto, il recinto sacro per santificare l'albero di bodhi, e le fiammelle che ardono per la sua sacralità.


sabato 17 agosto 2019

SABATO 17

sotto la montagna a forma di testa di scimmia ashok vatika, tempio indù cremisi e oro nel verde della foresta, incensi e litanie in una lingua che non sai nemmeno collocare hanno un effetto ipnotico, e sotto tutto lo scrosciare del ruscello.

attraverso la piantagione di tè arrivare alla cascata di lover's leap, 30 metri di pietra nera solcata dal getto bianco dell'acqua, e come l'acqua taglia la roccia.
scoprire frutta nuova, che nemmeno sapevi esistesse. banane rosse. jackfruit. e le forme e i colori della frutta tropicale. wow.

lankatilaka vihara, tempio sull'enorme piattaforma di roccia, tempio bianco su grigio grafite, buddah e indù che convivono e si compenetrano. scoiattoli che saltano dall'albero al tempio.
gadaladeniya vihara, anch'essp su piattaforma rocciosa -la fascinazione dei singalesi originari per queste piattaforme è evidente- l'enorme vecchissimo albero di bodhi, buddisti in preghiera, abiti bianchi canti fiammelle, piccoli stagni scavati nella roccia, pietra grigio scuro e bianco di calce. la calma.


venerdì 16 agosto 2019

VENERDÌ 16

il treno ella-nanu oya è un trenino coloniale di vecchi vagoni e che viaggia a porte aperte  e prima e seconda e terza classe e biglietti in piedi per chi ha pochissimi soldi, fa fermate in mezzo ai campi se qualcuno fa segno che deve salire, è pieno di turisti per vedere le montagne e pieno di cingalesi che devono andare nella cittadina successiva e bambini in vacanza da scuola, attraversato da venditori di noccioline speziate e di cibo fritto e peperoncini, parte dalla foresta tropicale, attraversa piantagioni di tè, e saliscendi e declivi, e foresta e piantagioni di tè e orti dei contadini e foresta ancora, e poi viaggia attraverso le montagne dove si arenano le nuvole nella foresta pluviale. un continente botanico in due ore di treno.
nuwara eliya, 1.890 slm, inghilterra - o meglio scozia- in sri lanka: clima fresco, ogni tanto una pioggerellina fine, nubi basse che sembra nebbia, cottages, e grossi edifici coloniali inglesi... e la piantagione locale si chiama edinburgh. scozia tropicale. 


giovedì 15 agosto 2019

GIOVEDÌ 15

nine arches bridge, la ferrovia dell'era coloniale sospesa sulla giungla e non ancora elettrificata, schegge di memorie di film da ragazzino e libri d'avventura, ché ci sono viaggi che sono viaggi nella propria memoria e nell'immaginario del sé bambino, anche.
dambatenne tea factory. il verde delle piantagioni di tè su colline mosse e schiene piegate a raccogliere foglie.

tutta questa natura, tutto questo verde, è overwhelming. le geometrie delle file delle piante di tè, bassi arbusti compatti e squadrati di foglie verdi, lungo le curve dei fianchi delle colline, linee su linee a scalare in parallele i pendii, e ancora e ancora, fino a salire in cima, e lassù sedersi e vedere tutta la terra stendersi sotto. da dove lo guardava sir lipton. tè. lipton. esatto, proprio lui.




rakkhiththakanda cave temple tempio buddista nella caverna, disegni indù alle pareti, case costruite sotto un enorme sperone di roccia, luogo fuori dal tempo. scoiattoli giganti sugli alberi. la natura e la scintilla di divino che c'è in ogni cosa vivente, sono così evidenti qui. te ne vai con un bracciale bianco annodato dal monaco buddista.




mercoledì 14 agosto 2019

MERCOLEDÌ 14

la sveglia di notte, e i suoni della foresta che riempiono il buio. l'alba sulla strada. udawalawe national park. l'inizio del giorno è gli animali in cerca di acqua e di cibo. elefanti. molti elefanti. piccoli, asiatici, senza zanne. uccelli, di tipi che non sai nominare. a parte i falchi, che quelli li sai dire. daini. bufali. elefanti. una mangusta. coccodrilli. elefanti. camaleonti. scimmie. ancora uccelli. ed elefanti, ca va sans dire.
le infinite tonalità di verde lungo i fianchi della strada che sale verso ella. e poi a piedi (e a fiatone) la salita a little adam's peak e da lì la vista su tutta questa terra che si srotola di colline, vallate, pianoro, colline, fino all'orizzonte e dietro di esso l'oceano che non si vede di foschia e distanza. poi scendi attraverso la piantagione di tè, piante di caffè, avocado, teak, e fiori e frutti che non sai nominare. 



MARTEDÌ 13

fort galle, mura e bastioni, e casa coloniali

il caldo umido, tropici, e immaginare olandesi e inglesi a morire di malaria e infezioni per secoli.
la pioggia alterna scrosci improvvisi e pioggia fine battente, e il vento a folate che fa piovere in diagonale. guardare la pioggia dal tempio buddista. 
poi dopo, diventerà pioggia continua, che batte sulle foglie delle palme, e su quelle dei frangipane.


in viaggio. water monitor, lucertole giganti. pavoni in cima agli alberi. cieli grigio chiari di nubi e pioggerellina lieve durante tutto il viaggi, fino al tramonto. dopo, gli stormi di giganteschi pipistrelli della frutta che attraversano il cielo.

martedì 13 agosto 2019

DOMENICA 11 LUNEDÌ 12

rischiate di non imbarcarvi sull'aereo perché vi trattengono più di due ore al check in. a quanto pare quei fenomeni della compagnia si sono persi le prenotazioni del secondo volo. col fiatone e con il timore di non imbarcarsi, ma alla fine ce la fate. 

sul primo aereo rompi gli occhiali. quelli da vista. e ovviamente non hai dietro un paio di scorta. ti arrangerai con questi rotti per tutto il viaggio. 
sul secondo volo perdi gli auricolari. b&o. non ti è chiaro come, ma sali che li hai e scendi che non ci sono più. mannaggiaallamadonnavolante. e ovviamente non hai dietro degli auricolari di scorta. ti arrangerai senza. 
per fortuna non c'è il terzo volo, va là. 


atterrati nel caldo tropicale. hai subito il senso di essere altrove. da lì in poi, il verde lussureggiante ovunque lungo la strada. le tartarughe al santuario, appena nate oppure quelle danneggiate. e la sensazione bellissima di tenerle in mano.


 il sole che affonda dentro il ruggito dell'oceano indiano. l'arrivo al buio. cenate nell'edificio coloniale, che è come cenare ai tropici tra '600 e '800. la città la vedrai domani...

sabato 10 agosto 2019

mercoledì 7 agosto 2019

SUMMER IN THE CITY

scollinato anche luglio19 eccoti qui nelle lunghe strade finalmente svuotate e vivibili di agosto19, e dopo i giorni di solecaldoestatecaldocaldocazzochecaldoebbastadaistocaldoperò eccoti appunto qui nella sera di temporale e che si respira e nel grigio del cielo ancora chiaro e nell'odore di cementoasfalto bagnato dell'aria di quando piove sull'asfaltocemento caldo di settimane di caldo e a te sembra settembre una sera così, quegli inizi di settembre che l'estate svaniva in due temporali negli inizi di settembre di quando eri ragazzino e i due temporali erano preannuncio della scuola che stava per arrivare dell'estate che ormai passava come le nuovlerapide nei cieli veloci di vento in quota, e invece la sensazione è la medesima ma oraadessoqui è inizio agosto l'autunno è in fondo in fondo al viale, laggiù, così in fondo che nemmeno si vede, il temporale ora non è un cambio di stagione ma solo un respiro che finalmente respiri il respiro del caldo che si scosta e lascia spazio ai ventigradi, e la città d'agosto che finalmente si svuota e tu che ancora qui perché ancora lavori anche se in verità tu ami la metropoli d'agosto e finalmente la sera vivibile di agosto19 e gli ultimi giorni e poi parti anche tu partirete anche voi ché c'è ancora un altro viaggio da fare un altro pezzo di mondo da scoprire e non sai bene come sarà ma lo scoprirai e non sapere prima di esserci è parte della bellezza del viaggiare, e lasci scorrere questi ultimi giorni nella metropoli vuota degli ultimi giorni di lavoro, della calma di lavorare quando sono tutti via quando le strade sono vuote come infinite prospettive e la sera sembra settembre di quando eri ragazzino ma sei un uomo ora ed è inizio agosto e da qui l'estate deve ancora arrivare, per te.


(e fuori intanto, sui tetti e i marciapiedi della città, un muro d'acqua che davvero senza il calendario non sembra molto estate questa sera d'estate, da qui)