il sole che gioca con la moschea nasir-al-mulk, e la inonda di luce e colori, riempiendo lo spazio come un caleidoscopio fatto d'aria e luce. shiraz
gigantesca e monumentale, su scala maggiore di qualsiasi rovina greca o romana, davanti ai tuoi occhi è la storia, e qui lo senti, questa imponenza rende visibile e tangibile ancora dopo 2500 anni il potere del gran re e re dei re , il re di persia e re di anshan e re di media e re di babilonia e re dei sumeri e degli akkadi e re dei quattro angoli del mondo, il re di efeso e di sardi, di cappadocia e frigia, di cilicia, di siria e cipro, di egitto e di susa, di assiria e babilonia, di media, di caspio e albania, di battriana, di armenia, di carmania e sagartia, di saci amirgi e himalaya, di gandara, di sogdiana, di margiana, di gedrosia, di arbela e carduchi, re di india, e re dei re di arabia, di tracia, di geti, colchide, di iberi, di albani, di gerrei, di maci. qui, persepolis.
(poi, dopo: naqsh-e rostam, petra minore e antesignana, ahuramazda che incorona il primo re, le 4 tombe reali sulla parete verticale; pasarade e il tumulo rettangolare di ciro il grande nel vento teso in mezzo alla piana verde e gialla di erba e fiori che ondeggiano, la quiete e la pace; abarkuh, ghiaccio dal deserto, un albero di 4000 anni nel sole che tramonta)
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occhio. ché il K ti legge. e risponde, anche.