giovedì 18 maggio 2017

DEI GIORNI. E DELLA NOTTE.

dei giorni che sei altrove.
dei giorni che quando sei altrove i giorni iniziano prestissimo. dei giorni che iniziano presto, prestissimo, e  sono giorni densi, densissimi, sono giorni di correre senza il tempo nemmeno per un caffè, senza nemmeno il tempo di respirare. giorni che conosci persone, e convinci persone, e anni di negoziazioni e complessità superiori rendono tutto più semplice, come inserire il pilota automatico, come sapere sempre cosa dire, sapere la frase prima cosa ti dirà dopo la frase dopo, e sapere dove premere e su cosa sfumare.
erano anni. erano anni che non tornavi qui. erano anni, e sembrano secoli. erano anni dalle sere qui. c'erano le volte della noia assoluta, le sere qui, e la sensazione del tempo buttato via in un non luogo qualunque. e poi c'era la notte, la singola strana notte a salire la montagna e poi tornare giù. lei che ti guardava dritto dentro gli occhi. la notte strana che è stata, e che poi non è stata più.
e ci sono i giorni che sei altrove. i giorni che quando sei altrove i giorni sono densi, densissimi. i giorni che conosci persone e convinci persone, giorni che è tutto facile, troppo facile, i giorni che è come inserire il pilota automatico e col pilota automatico convinci persone.
sono i giorni che finiscono, poi, ché ogni giorno finisce, sempre, e i giorni come questi finiscono davanti al mare, nel vento lieve, questi giorni finiscono in cieli che scintillano sul mare di vento lieve e camminare sulla sabbia, e nel sapore di una birra mentre il sole scende e il cielo trascolora sopra la città di mare. sempre.

2 commenti:

  1. Finire una giornata trafelata in un posto così è la cura di tutto!

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occhio. ché il K ti legge. e risponde, anche.