Visualizzazione post con etichetta della città detta m. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta della città detta m. Mostra tutti i post

mercoledì 7 agosto 2019

SUMMER IN THE CITY

scollinato anche luglio19 eccoti qui nelle lunghe strade finalmente svuotate e vivibili di agosto19, e dopo i giorni di solecaldoestatecaldocaldocazzochecaldoebbastadaistocaldoperò eccoti appunto qui nella sera di temporale e che si respira e nel grigio del cielo ancora chiaro e nell'odore di cementoasfalto bagnato dell'aria di quando piove sull'asfaltocemento caldo di settimane di caldo e a te sembra settembre una sera così, quegli inizi di settembre che l'estate svaniva in due temporali negli inizi di settembre di quando eri ragazzino e i due temporali erano preannuncio della scuola che stava per arrivare dell'estate che ormai passava come le nuovlerapide nei cieli veloci di vento in quota, e invece la sensazione è la medesima ma oraadessoqui è inizio agosto l'autunno è in fondo in fondo al viale, laggiù, così in fondo che nemmeno si vede, il temporale ora non è un cambio di stagione ma solo un respiro che finalmente respiri il respiro del caldo che si scosta e lascia spazio ai ventigradi, e la città d'agosto che finalmente si svuota e tu che ancora qui perché ancora lavori anche se in verità tu ami la metropoli d'agosto e finalmente la sera vivibile di agosto19 e gli ultimi giorni e poi parti anche tu partirete anche voi ché c'è ancora un altro viaggio da fare un altro pezzo di mondo da scoprire e non sai bene come sarà ma lo scoprirai e non sapere prima di esserci è parte della bellezza del viaggiare, e lasci scorrere questi ultimi giorni nella metropoli vuota degli ultimi giorni di lavoro, della calma di lavorare quando sono tutti via quando le strade sono vuote come infinite prospettive e la sera sembra settembre di quando eri ragazzino ma sei un uomo ora ed è inizio agosto e da qui l'estate deve ancora arrivare, per te.


(e fuori intanto, sui tetti e i marciapiedi della città, un muro d'acqua che davvero senza il calendario non sembra molto estate questa sera d'estate, da qui)

sabato 16 settembre 2017

SEPTEMBER'S HERE AGAIN

ti guardano strano quando lo dici, quelli che ti ascoltano dirlo. e lo leggono alzando il sopracciglio con quel senso di infastidito disaccordo, quelli che lo leggono che lo scrivi. eppure è così: ogni anno tu non vedi l'ora sia settembre. non vedi l'ora dell'aria più dolce, non vedi l'ora di quest'odore di foglie&umido, non vedi l'ora di quei tagli di luce bassa e più dolce e dorata, che si portino via la luce netta e violenta dei cieli d'estate. ti piacciono i venti gradi, e ti piacciono anche quando diventano quindici, sì, ti piace l'azzurro dorato dei cieli di settembre, ti piace che quando cammini i marciapiedi dei viali alberati l'odore dell'aria ti riporti ai pomeriggi ai giardini dopo la scuola di quando la scuola ricominciava, e settembre era l'inizio di un anno nuovo.
e sì, lo sai benissimo che da qui in più si spegne tutto un po', giorno dopo giorno, lo sai benissimo che è l'inizio della lunga scivolata che poi porta al buio delle quattro del pomeriggio, al freddo che taglia la pelle, alle finestre chiuse perché fuori è troppo freddo e umido, alle notti che sembrano non finire, ai giorni pallidi. lo sai, lo sai benissimo che inizia tutto da qui, certo. ma a te non frega dove porti, settembre. a te importa che ora sia qui, che sia settembre, ti importa che sia adesso, ti importa viverlo, questo ennesimo, nuovo e sempre uguale settembre. un vecchio amico che ritorna. ancora una volta. e bella lì. 

domenica 2 aprile 2017

mercoledì 13 aprile 2016

giovedì 10 marzo 2016

MA ALLORA?!

ma allora! ma insomma! e che è! cos'è tutto 'sto bordello sotto casa del k?

domenica 10 maggio 2015

of SPRING and SNOW and SOUNDS and MR. FADED GLORY

sono i giorni che la primavera nevica i cieli, questi, i giorni che guardi dal balcone questi cieli azzurrissimi e la primavera che danza nell'aria la neve del polline soffiato da un vento lieve, e i cieli azzurri e la luce chiara fino alle nove, ed ora e adesso, in questa luce in questo chiarore in questa neve, ora adesso è primavera, sì, è la primavera dei grattacieli in fiore, e della darsena che sboccia d'azzurro e acqua, e questa città sembra viva come erano anni che non riusciva ad esserlo più.

e c'è che ti sei stufato. già, ti sei stufato. ti sei stufato di quelli sempre contro tanto per. di quelli che non va mai bene nulla. di quelli del più egoistico nimby, quelli che le cose fatele ma altrove. di quelli che è sempre sbagliato. di quelli del benaltrismo come la sola risposta che sanno dare, ché il problema sarebbe sempre ben altro, e mai la questione in sé. quelli che alla fine devi sempre lasciare tutto com'è, qualsiasi cosa, anche la più assurda, la più retrograda, la più insensata. basta non fare lo sforzo mentale di pensare qualcosa di diverso da ciò che c'è. beh, c'è che ti hanno rotto il cazzo, profondamente. basta. basta quelli che parlano, parlano, si lamentano, senza saper mai fare nulla.

e c'è che guardi i grattacieli sotto i cieli azzurri e nei lenti turbini della neve di polline. e va bene così. li guardi nei cieli ancora chiari fin quasi alle nove, e va bene così. guardi le rondini che fanno le loro traiettorie, e hanno già assorbito la presenza di queste nuove masse verticali, e continuano a volare e fare le loro traiettorie, che a loro va bene così.
e hanno ragione loro, le rondini, sì, che davvero va bene così.



(non sai più quanti anni erano che non sentivi quella voce. tanti, tantissimi. quella voce tra le chitarre sferraglianti, o sopra un pianoforte rallentato. era primavera quando è morto, 25 anni fa. e chissà chi l'ha poi mai sentita, la storia di mr. gloria svanita... eggià... you ever heard the story / of mr. faded glory? )

venerdì 24 aprile 2015

ON THE ROAD

non sai se la scorsa fosse la notte dei morti viventi.
ma di certo questa è la mattina dei ritardati guidanti.

domenica 12 aprile 2015

DI GENTE E CANALI E PRIMAVERE E CAPELLI E OCCHI

ed è il pomeriggio che è primavera lungo il canale, e l'aria è dolce e lieve com'è dolce e lieve l'aria del pomeriggio della primavera lungo il canale, e sei sull'alzaia dal lato in ombra del naviglio, seduto  a un tavolino del locale che affaccia sulla gente che scorre e sull'acqua che va, e guardi la primavera e guardi l'acqua e guardi la gente che va, e la vedi arrivare da lontano, lei e la sua massa di capelli ribelli come quando era ancora una bambina, questa testa enorme di capelli crespi e incasinati da nera ma la sua è una testa chiara, chiara di nocciola e biondo e castano, e dopo un po' che la vedi ti vede anche lei e le esplode il sorriso sul volto e sotto la massa enorme e ribelle dei capelli e tutto e questo sorriso enorme che le sorridi di rimando e c'è questa cosa che vi sorridete così tanto ogni volta che vi vedete che è come tirar giù tutto, i personaggi le barriere le difese, tirar giù tutto e restare sé. null'altro che sé. e il tavolino e i caffè e i sorrisi e le parole, le domande e le risposte, e le domande che trovar le risposte è sempre un casino, e "non ci credo. sei la seconda persona in tutta la mia vita che nota la macchia colorata nel mio occhio", e "l'adolescenza è la fatica e la magia dei figli" e non sai bene quanto tempo passate insieme lì seduti al tavolino lungo il canale nel pomeriggio che è primavera e le parole e l'acqua e la gente,  però sai che a un certo punto il sole è girato e siete in piena luce ora, ed è nella piena luce del sole che è girato che ora è l'ora di andare, ciascuno a far diventare sera il proprio sabato pomeriggio. vi alzate, prendete le vostre cose,  finite un qualche dialogo, vi salutate con i soliti tre baci, e come sempre non riuscite a non sfiorarvi le labbra come un gesto casuale, come un qualche non detto. ché lo sapete benissimo, lo sapete entrambi senza aver bisogno di dirvelo il motivo per cui non siete una coppia. un solo, concreto, preciso, determinato motivo. un motivo semplice e reale.
e ce l'ha addosso lei quel motivo. 
all'anulare sinistro.

mercoledì 24 dicembre 2014

THIS FAINTING TOWN

erano anni che non si nascondeva così, questa città. talmente tanti che nemmeno ricordi quand'è stata l'ultima volta che il cielo se l'è inghiottita in questo modo.




è che abbiamo bisogno dell'ignoto di un posto familiare per svanirci dentro, ogni tanto...


e questa è la milano che m'ingoia, principessa della paranoia

[©  casino royale]

giovedì 5 giugno 2014

RUN BABY RUN BABY RUN

erano le sere di febbraio e le sere di marzo. il parco era buio mentre correvi sotto la luce dei lampioni, e incrociavi pochi altri disperati. nuvole di fumo ad ogni respiro. e ragazze boh, chissà, qualcuna lo sarà stata, dentro i giacchini e sotto i cappucci. statisticamente, ci sta.

le sere di aprile era un po' di luce, finalmente. e più gente a correre. un po' maschietti, un po' femminucce. segnali di vita dai sentieri e dalle volte di alberi.

ora è chiaro, così chiaro che sembran pomeriggi, le sere che corri al parco. e c'è una folla femminile che ce la mette tutta. ah, il potere della prova costume.

domenica 13 aprile 2014

(nigga don't like it) ROCK THE CASBAH

e a volte cambia il mondo, poi. e come spesso capita, accade negli aspetti più secondari e banali.
finora, quando uscivi con una donna, era facile prevedere che direzione avrebbero preso gli sguardi di chi incrociavate per strada: gli uomini guardavano lei, le donne (se mai capitavano sguardi femminili) te. questo fino al pomeriggio in cui siete in giro nella casbah del lazzaretto, e le donne che incrociate per strada guardano lei, e con uno strano sguardo di riprovazione, e gli uomini di colore invece guardano te, con uno sguardo duro come una specie di sfida. usciti da lì, il mondo torna a una mezza normalità; gli uomini riprendono a guardare lei, ma anche le donne, lei, e sempre con questo strano sguardo tra una qualche domanda, e la riprovazione. e non lo sapevi che ti avrebbe cambiato il mondo, iniziare a uscire con una ragazza di colore, proprio no.

domenica 6 aprile 2014

SOMETHING IN THE NIGHT

la poesia esiste. e quando meno te lo aspetti. svoltando un angolo buio e isolato sotto i grattacieli vuoti delle due di notte. il silenzio interrotto da una vecchia musica tradizionale. e coppie che ballano nell'angolo buio e isolato sotto i grattacieli vuoti. come fossero lì da sempre. come non ci siano mai state. come non ci fossero neppure ora.


lunedì 9 settembre 2013

K TOWN




e questa è la milano che mi ingoia (principessa della para*noo*ia)
 casino royale]