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venerdì 30 settembre 2016

DI SETTEMBRE E DEL MUTAMENTO. O, QUATTORDICI. PER DUE.

e sta finendo settembre. così, semplicemente, settembre sta finendo, da sé. sta finendo settembre anche se nemmeno sembra settembre, con questo azzurro con questo sole con questo caldo. 
sta finendo settembre in giorni quieti, giorni un po' vuoti. quei giorni di una attesa che ti lascia sentire solo il vuoto del tempo che c'è adesso, perché adesso il tempo è solo aspettare che il tempo scorra e passi, e inizi quel che deve iniziare. tra poco, ma non ora.

sta finendo settembre, e sta cambiando tutto, qui. che cambiare dopo quattordici anni è come cambiare vita, non è solo cambiare la direzione da prendere la mattina, o cambiare un lavoro. ma cambiare è il senso dell'andare avanti. progredire. evolvere. il cambiamento che non sai bene come sarà finché non ci sarai dentro, ma non vedi l'ora che avvenga, e scoprire com'è quello che hai scelto che sia.

è una vita, quattordici anni, è un enorme pezzo di vita. è un pezzo enorme della tua vita, questi quattordici anni. è accaduto così tanto. ti è accaduto così tanto, in questi quattordici anni che hanno cambiato tutto: la giovinezza che diventa piena maturità, il potenziale che diventa manager, le migliaia e migliaia e migliaia di chilometri. e un nonessere che diventa una splendida adolescenza di occhi grigi e luminosi, poi.
e poi e poi, poi tutto il resto che in questi quattordici anni ti è accaduto: fatti, persone, viaggi, opportunità, treni persi, strade prese, note parole disegni e immagini, possibilità non notate, distrazioni, situazioni, abitudini, errori, mosse fantasy, colpi di genio, cazzate, amori, quasiamori, solitudine e solitudini, sesso, trovare e perdere.

sta finendo settembre.
sta finendo settembre, già.

sta finendo settembre e sta cambiando tutto, dopo quattordici anni.
sta finendo settembre, ed è cambiato tutto, quattordici mesi fa. tutto. uno è diventato due, un due che non è che un uno superiore. e c'era un prima, e questo è il dopo, e nulla è come era prima che fosse amore. nulla è come era prima, ora che è amore. quattordici mesi fa.

che bel viaggio, fin qui.
che bel viaggio, che sta per iniziare.
" allacciati le cinture, alice. che di meraviglie da qui in poi ne vedrai un bel po' "


[the matrix]

venerdì 19 febbraio 2016

lucKy

"questa sì che è fortuna" dice il poliziotto allontanandosi. e vi lascia lì davanti alla serratura scassinata. la serratura della porta. la porta di casa. la casa del K.
e dentro di te gli dai pure ragione, "questa sì che è fortuna". la porta di casa scassinata. il rientro a casa con il fiatone. chiamare il 113. aspettare fuori la polizia. salire con loro. le serrature saltate. la porta bloccata. aspettare il fabbro per rimuovere le serrature rotte così da poter aprire e vedere la situazione, cosa manca, cosa è stato devastato. guardare il fabbro lavorare. poi, aprire la porta. i poliziotti entrare per primi. "potete venire". entrare. guardarsi in giro. e trovare tutto perfetto.  tutto. perfetto. wow.


"questa sì che è fortuna" dice il poliziotto "non sono riusciti a entrare"
fortuna. fortuna, cazzo sì. di certo è stata una gran fortuna. enorme. e.nor.me.

e poi sembra rimpicciolirsi all'improvviso, la fortuna, non appena il fabbro dice la cifra per rimettere sulla porta delle serrature funzionanti...

lunedì 13 luglio 2015

OMNIA MUTANTUR

e non sono più tempi incerti, no, all’improvviso non lo sono più. lo erano, lo sono stati. sono stati giorni incerti di settimane incerte, giorni incerti e titubanti, ma ora non più, no, ora no,  ora che all’improvviso accade tutto e tutto accade velocissimo, e il tempo accelera a velocità di curvatura e tu vieni sparato in avanti e tutto intorno a te si allunga come scie luminose e attraversi tutto così veloce (così veloce!) che non capisci cosa e quando sia accaduto o stia accadendo, ché un paio di settimane son dense come mesi e una decina di giorni cambiano tutto ed ogni cosa. cambiano tutto. e cambia ogni cosa.
 
accade tutto, accade ogni cosa. accade l’accelerazione. accade la velocità di curvatura. accade che curvino i giorni e le notti. che curvi la tua vita. tutto accade, accade tutto.
accade il pomeriggio a camminare nel sogno, quando tutto diventa reale. 
accadono i giorni e accadono le notti. accadono i gesti, e le parole. accadono gli sguardi dentro gli sguardi. 
accade la notte di ciò che accade 30 volte.
accade la sera dei metal detector e dell'aereo. e accadono le due notti delle parole scritte o sussurrate da nazioni diverse.
accade aspettarsi, e accade trovarsi.
accadono i dialoghi bilingue.
accadono continui incastri. e guarda qui sono tutti i miei punti deboli, guardami mi lascio dietro degli spazi bianchi.
accadono i colori, e accade l’assoluto qui&ora.
accade programmare ottobre. e programmare dicembre. ed è solo naturale.
accade mettere tutto in discussione.
accade qualcuno a cui tornare.
accade i’m the luckiest. accade i’m the happiest.
accadono vite stravolte, braccia ancora aperte, cose da condividere, da vivere, da perdere, invisibili agli occhi inaccessibili al cuore.
accade questo volo., sapendo che seguirà un atterraggio. chissà dove. chissà quando. lo scopriremo, si scoprirà.

lo scopriremo, si scoprirà. e forse si tratta di fabbricare quello che verrà con materiali fragili e preziosi, senza sapere come si fa. che poi però qualche idea sul come si fa ce l'avete, in verità, voi, qualche idea forse ce l’avete sì, voi e le vostre idee dell’essere solo se stessi e sempre diretti, del mettere tutto in gioco, del non cercare scappatoie e dell’affrontare le cose una ad una, e in due. e ci provate così, e lasciate che sia come verrà.
 
rientrano in casa e appena dentro si sentono benissimo i rumori e le voci degli altri appartamenti, ma è tutto perfetto, è tutto perfetto.
e tutto è perfetto, sì.

"e il kovalski dov'è?”
“il kovalski si è perso.
in una persona.”

e che tu non sia più single è chiaro. così chiaro che non se ne può più dubitare. meno certezze ci sono sul fatto che tu viva ancora da solo.

(e c'erano le ultime farfalle bianche in formazioni compatte intorno a loro a volare)



 
[© le luci della centrale elettrica]
 

lunedì 11 maggio 2015

SAMSARA

ché anche i cliché a volte son veri. tipo, che nella vita non si finisce mai di imparare. ecco, è vero, non si finisce proprio. e tu, impari. e imparando, ora lo sai. che uno può anche decidere di suicidarsi. e che quando lo decide, può anche deciderlo all'improvviso. così, senza preavviso. senza possibili avvisaglie. un attimo prima, c'è. un attimo dopo, non più.
il vuoto. il nulla. il nero. 
all'improvviso. 
bastardo.

bastardo di uno smartphone di merda.



lunedì 27 aprile 2015

(sabato 26 aprile 2014, durbar square, bahktapur)

era la notte di bahktapur, eravate voi cinque ed era la vostra ultima notte ed era la piena consapevolezza di dirvi "è la nostra ultima notte qui in questa piazza di mille anni fa e sotto queste stelle" ed era il nero di black out e del cielo enorme ed erano le costellazioni ed erano i templi ed erano le torri e le pagode millenarie e le cicale ed era la vostra ultima notte a parlare sottovoce sui gradini di monumenti e templi di mille anni fa. 
era la notte di bahktapur. era un anno fa. 
ora qui e ora e per sempre.
era. e non sarà mai più.



era.
ora, solo le macerie. e i tuoi ricordi.


giovedì 23 aprile 2015

DELLE TROPPE PRIMAVERE

ed eccoti qui, kovalski, eccoti nella primavera duezerounocinque, ché anche quest'anno è primavera, fuori, nei cieli e nelle strade. ed ecco i cieli azzurri e le sera chiare, ecco l’aria mite che resti fuori a parlare, ecco la primavera che non è una sola primavera, quest’anno, ma la primavera delle diverse primavere che si intrecciano, si sovrappongono, si succedono, si accavallano...
eccoti qui, nella primavera che c’è chi arriva e poi riparte. e tra quando arriva e quando poi riparte è intrecciare corpi e ritrovare incastri.
ed eccoti nell’altra primavera, poi, la primavera quella che come una sorta di maledizione di questo anno dispari brillano anelli agli anulari di donne che vorresti non avessero agli anulari anelli a brillare, e in questa primavera delle donne con gli anelli che brillano in cui ti trovi ad affondare c’è chi i capelli arruffati ed è affondarsi negli occhi lungo un canale, e chi invece è un improvviso affondarsi nelle bocche dentro stanze buie e con il sapore e l’urgenza di lunghe attese da recuperare. ed eccoti qui che la primavera diventa la primavera degli amori che non puoi avere (e fai bene a ripetertelo, questo, kovalski, fai bene a ripetertelo).
ed eccoti nella primavera in bianco e nero, poi, la primavera quella della pelle scura sulla tua pelle chiara, e queste notti che guardarti è come vedere vecchi film, forse francesi.

eccoti qui, kovalski, ecco qui te, ed ecco qui le primavere con cui inizia questa tua primavera.

 
che poi, però, a dire la verità vorresti capire… così, tanto per sapere... ma quante cazzo di primavere ci stanno in un anno dispari, kovalski?!
 

domenica 16 novembre 2014

DI COME INIZIANO I FILM

[fì rì fìfì uozzap in arrivo] lei: "ascolto qualsiasi cosa mi piace... al momento einaudi, marta sui tubi, jazz turco..."

tu: "jazz turco?!... io non ascolto molto jazz... ma quand'ero stato in turchia avevo comprato un solo cd, ed era un disco di jazz turco..." [invio]
"...c'era questo negozio piccolo e curioso e strano, era a goreme, in cappadocia, e quando ci sono stato c'era questa musica bella e che risuonava dentro, e gli ho chiesto cosa fosse e beh insomma:" [invio uozzap]

tu: "e ho pure tenuto il biglietto del negozio... accumulatore inguaribile io :-D" [invio uozzap]




[fì rì fìfì uozzap in arrivo] lei: "...iniziamo il film dicendo che il cd è lo stesso, il negozio anche, il motivo dell'acquisto pure..."

tu: "stai scherzando vero?" [invio uozzap]

[fì rì fìfì uozzap in arrivo] 



tu: "ok. io chiamo un esorcista." [invio uozzap]

domenica 9 novembre 2014

BLACK MOUNTAINS HOP

di là dai vetri, nubi grigie che scorrono lente a velare la luminosità di luna piena che disegna il profilo di montagne nere, e il gelo e il buio e la notte, e i rintocchi delle campane a segnare le due, le tre, le quattro.
di qua dai vetri, riempire lo spazio e le lenzuola di gesti sfiorati e di piccole parole, respirando la pelle con lo sguardo perso attraverso i cieli neri e i rintocchi delle ore, sussurrando parole come un mantra personale, come un incanto privato. 

questa è la notte di montagne nere e piccole parole, e quello che ti fa.

mercoledì 30 luglio 2014

KEEP CALM & GROW A BEARD

a saperlo prima, kovalski, a saperlo prima...
a saperlo prima che bastava il capello un po' più lungo e farti crescere la barba, per raccogliere questi sguardi femminili e questi sorrisi accennati, per strada e nei negozi...
a saperlo prima, non avresti sprecato tutti questi anni dal barbiere.

domenica 22 giugno 2014

BECAUSE THE NIGHT

dicono che è di notte che accadono le cose davvero importanti. e a te il messaggio arriva nel cuore della notte. ed è così, che ti accade: una singola frase che arriva, totalmente inattesa, nel cuore della notte. e all'improvviso sta per cambiare tutto, ora.  
se accade, sta realmente per cambiare tutto. un'altra volta. la sola volta che conta davvero. speri.




lunedì 16 giugno 2014

BOOK OF ALTERNATE DAYS

sono come le estati, questi giorni. e l'azzurro e i cieli scintillanti si alternano ai giorni dei cieli neri e degli scrosci improvvisi.
e proprio come le estati, c'è il sole che splende, e sembrano non finire mai, i giorni luminosi. e poi arrivano altri giorni e giorni diversi, i giorni di nubi e di temporali.

e nulla è per sempre, mai, nemmeno i cieli azzurri.
e nemmeno i cieli neri.
mai.

domenica 15 giugno 2014

BOOK OF BRILLIANT DAYS

e poi ci sono i giorni dell'incanto. i piccoli giorni luminosi e scintillanti che scorrono naturali e senza sforzo, come scorrono i fiumi o le nubi nei cieli azzurri di vento, come le traiettorie delle stelle o della luna in cielo, con quella naturalezza delle cose che accadono così come accadono semplicemente perché non possono essere null'altro da ciò che sono.

ci sono i giorni dell'incanto, poi. i  piccoli giorni scintillanti che sembrano accadere così come accadono semplicemente perché non possono essere null'altro da ciò che sono.

domenica 8 giugno 2014

I WANNA BE SEDATED

c'è la volta che vuoi che il fine settimana passi via veloce. già,  sì, esatto,  proprio così: vuoi che questo fine settimana svanisca da sé. ché questa è la volta che vorresti un passaggio segreto che porti dal sabato pomeriggio direttamente al lunedì mattina. vorresti una nuova droga che annulli il tempo, e svegliarti all'improvviso al suono della sveglia per una nuova settimana in ufficio, e a posto così.
vorresti annullare il tempo e i pensieri e il tutto di questo fine settimana dell'assurdo. 

oppure, forse c'è una via più semplice... forse ti basterebbe un piccolo cecchinaggio, e annullare direttamente la persona assurda; un colpo solo, secco, preciso, dritto al cuore... fast and clean solution.

sia come sia, per oggi però sedate il k, ma sedatelo di brutto, va là.

venerdì 23 maggio 2014

ONCE IN A RAIN TIME

il cielo si è fatto nero all’improvviso. e piove secco e dritto, stasera. per fortuna hai preso l'ombrello, uscendo. e ora sei fermo al semaforo che aspetti il verde in precario riparo.
le due donne di fianco a te sono senza ombello, invece, e la pioggia bagna capelli e vestiti, e la borsa di carta che la più bassa tiene tra le braccia. sono straniere, mulatte… sud america, africa, non sai bene, non lo sai mai.
una delle due si gira, ti guarda, sorride. e viene sotto il tuo ombrello. così, con naturalezza. “i’m sorry… may I?”. e questo sorriso dolce. e le sorridi anche tu, “of course, stay here”.
verde.“, thank you! bye….”.  sorriso bellissimo. e scappa via di corsa per attraversare.
a volte basta poco per sorridere. anche sotto la pioggia.