domenica 19 luglio 2026

SPEGNERSI.

racconti loro che cambi azienda e lavoro. tra quattro settimane tonde inizi. sera di inizio maggio subito dopo il tramonto nel vecchio salotto di quando eri bambino prima, adolescente poi, ragazzo infine. lui è seduto sul divano da tutto il giorno, ha l'aria affaticata anche se ha passato la giornata lì senza mai alzarsi, anche la cena tua madre gliela ha portata lì, non riusciva a farlo alzare. sei venuto apposta perché ti ha chiamato chiedendo se potevi aiutarla a portarlo a letto.
gli hai appena detto del nuovo lavoro, e lui ti guarda sorridente con una espressione quietamente felice, come fosse contento di aver capito cosa gli stavi dicendo, come fosse stupefatto di capire quando una persona gli parla. ricordi che questa cosa ti ha stupito, sul momento.
"dai è ora di alzarsi, ti aiuto io ad andare a letto per la notte" dici, e lo tiri con le due mani per le braccia tirandolo a te, per aiutarlo a mettersi in piedi. ci riesce, ci riuscite.
si mette in piedi ma è pesantissimo, i suoi quanti 85 90 chili di massa che non si regge da solo pesano tantissimo,  riesci a tenerlo su e a fargli fare uno e un secondo passo, e poi il peso, la massa, lui non tiene, non si regge, le sue gambe non lo reggono, scivola lento lentissimo mentre lo tieni e lo accompagni a sedersi per terra, lento lentissimo tra le tue braccia che lo reggi ma che non riesci a tenerlo, e seduto sul tappeto ti guarda come fosse lui il bambino e tu l'adulto,  "sono stanco dammi tempo, mi riprendo un attimo", e sei adulto sì, tu, ma con un genitore non si è mai l'adulto si è sempre il bambino, ora che invece si inverte la questione si entra nel campo del totale innaturale e non sai bene cosa fare. e allora gli lasci del tempo, e poi quando ti dice "proviamo ora" "ti aiuto a sedere sul divano" e riesci a fatica a metterlo mezzo steso sul divano le natiche sul bordo della seduta, semisdraiato con le gambe tese in avanti sul tappeto, la testa a metà schienale, e si ferma lì "dammi tempo faccio fatica" "tranquillo anzi stanotte dormi qua sul divano e domani facciamo il resto" perché lo sai che non riusciresti mai a portarlo a letto a peso così morto se le gambe non lo reggono. e ti guarda un po' con il viso stupito, ora come fosse stupito di non capirti bene, o stupito di non riuscire a camminare o di tutta questa fatica che fa, chissà cosa.  
ed è adesso, scivolato in avanti e non propriamente seduto sul divano, che cambia respiro e con questo sguardo vacuo che gli parli e non sembra capire e respira con un rantolo strano, lo sguardo vuoto e poi come gorgheggiare e la saliva che fa bolle dalla bocca, sguardo vacuo e pacifico, questo strano respirare, e mamma che gli tiene la mano e lo chiama per nome e gli chiede come va e le bolle di saliva, e poi si calma il respiro e il gorgheggiare e sembra come passato il momento e pacificato. gli tiene la mano e gli parla e gli chiede e lui non risponde e non capite bene, provi a sentire il respiro o il battito dal polso ma nei film è sempre tutto così facile, nella vita non capisci mica bene se respira se batto o se non più, ma è stato tutto così tranquillo che non ti pare possibile e cerchi conferme e certezza, e vedi l'ossimetro e provi, e di nuovo l'ambiguità del 0% ma poi il pulsare del battito, singolo, 0% e pulsare del battito, e penai per un attimo sia rotto e non legga la saturazione, che il battito è battito e il punto linea c'è, e poi tutto insieme colleghi l'immobilità, lo strano colore grigiastro della pelle, la saturazione a 0, e pensi al pacemaker e capisci.
lo dici alla moglie che gli tiene la mano e sembra scollegata da tutto. prendi il cellulare, richiami dalla memoria "fratello" premi invio e al suo "pronto" "credo sia andato, sai? tranquillo e veloce, ma credo sia andato."
da lì in poi, saranno incombenze, pratiche formali e folli burocratiche amenità. 

ed è così che impari il significato e la piena realtà di "spegnersi dolcemente", della pelle che diventa grigia, come se ci trasformasse in una foto di sessant'anni fa, e del freddo che inzia veloce quando il sangue non batte più sotto la pelle.

domenica 12 luglio 2026

RIFLESSI(oni) DI CONCERTI ESTIVI. e di un singolo disco.

i múm sono le nenie di una infanzia sfuocata e dei colori tenui e aquarello delle sere d'agosto che non tramontano mai.
i casino royale dei magnifici perdenti (conficcati come una lancia nella metà dei tuoi vent'anni, un millennio fa, e da allora ancora lì in ciò che ti rende te).
i subsonica ormai lo stesso copiaincolla da quasi vent'anni.
aldous harding è una joan as a policewoman che ce l'ha fatta (a essere speciale).


e i boards of canada quell'assenzapresenza delle febbri alte da bambino, il letto con le tapparelle abbassate, e i rumori del mondo che arrivano ovattati dal buio nella stanza, ai limiti della percezione e mischiandoso tra loro.

domenica 5 luglio 2026

IL VALZER DEGLI ADDII

inizi il valzer degli addii. inizia per te la consapevolezza quando fai le cose che sono le ultime volte che fai quelle cose. o che è una delle ultime volte che la fai, questa cosa.
la consapevolezza ora adesso che è una delle ultime volte che vedi il paesaggio e la visuale che conosci da quando sei bambino, e che fa talmente parte della tua esperienza di vita da dare per scontato sia tra le cose scontate nel loro essere immutabili e -ripetendosi da sempre- che si ripeteranno per sempre.
e ora invece senti la consapevolezza che questa è una delle ultime volte che da questo terrazzo vedrai questo cielo queste montagne questi boschi questa massa d'acqua.
e il senso della perdita ti colpisce netto e affilato, e con il retrogusto delle cose definitive.

martedì 23 giugno 2026

CONTROINTUITIVO

controintuitivo, eccome se lo è. 
ma è da un paio di giorni ormai che le giornate hanno iniziato ad accorciarsi.
giorno dopo giorno via via più brevi. di già.
controinuitivo anzichenò.

ho speso troppo tempo, e il tempo si è accorciato.

[®️ massimo volume]

lunedì 1 giugno 2026

1.6.97

30 anni senza franco. trenta. tre zero.
sticazzi quanto cazzo sei vecchio, ormai.

mercoledì 6 maggio 2026

5.5.26 THE BURIAL

( ei fu / siccome immobile / dato il mortal sospiro / stette la spoglia immemore / orba di tanto spiro / così percossa, attonita / la terra al nunzio sta )

giovedì 2 aprile 2026

CH CH CHANGES

e c'è la sera che c'è un cambio di vita da festeggiare.
e bella lì.

martedì 31 marzo 2026

LIFE IS LIFE

il meglio della vita è di una semplicità estrema: sole in faccia, e vento teso. splendore. 

lunedì 30 marzo 2026

AGAIN

e l'assoluta bellezza dei cieli chiari quasi alle otto di sera. e aver scollinato un altro inverno.

lunedì 23 febbraio 2026

DA SUD A NORD PER ANDARE A SUD

a quanto pare, pezzo a pezzo, passo dopo passo, stai costruendo un futuro. diverso. e altrove. pezzo a pezzo, passo a passo.
mentre ora i binari ti riportano a casa, scorrendo veloce sotto cieli azzurri e tungsteno e un sole basso che illumina le nuvole da sotto, e chitarre rifratte nelle orecchie.

domenica 22 febbraio 2026

CORRISPONDENZE (o, del leggere dante mentre fuori dai finestrini scorre la terra d'Italia nella seconda metà di febbraio)

in quella parte del giovanetto anno / che ’l sole i crin sotto l’aquario tempra / e già le notti al mezzo dì sen vanno,  /quando la brina in su la terra assempra / l’imagine di sua sorella bianca 

domenica 15 febbraio 2026

DEL COMPIERLI (che è comunque sempre meglio di quando poi non li compi più...)

quando scatta la lancetta e al posto del cinque come seconda cifra arriva il sei, sai che sei irrimediabilmente più vicino alla prossima decina che all'inizio della tua attuale. e già questa di decade ti sembrava troppa roba, al prossimo cambio di decina proprio non ci vuoi pensare.

e comunque giova continuare a ripetere -e a ripeterti- che tu non invecchi. tu barriqui.

venerdì 6 febbraio 2026

LA VASTITÀ

stasera puoi mostrare al mondo la vastità di ciò che te ne frega della cerimonia inaugurale delle olimpiadi, a te. dai 143 km che ci hai giustapposto. e via.


sabato 10 gennaio 2026

DIFFERENZE

lasciare i picchi di 42 gradi e gli incendi.
e all'atterraggio vedere il suolo bianco di brina ghiacciata.
trova le differenze.

IL SALTO NEL FUTURO

un doppio volo intercontinentale con collegamento wi-fi. potevano stupirti con effetti speciali, e invece eccoti qua che ti sta bastando una normalissima connessione. ma wow.

venerdì 9 gennaio 2026

SAD (ITALIAN) STORY (AND A WONDERFUL PERSIAN ONE)

in iran ci sono milioni di persone in piazza. una rivolta popolare contro gli ayatollah e il regime dei musulmani integralisti al potere. un evento epocale. una rivoluzione in corso.
l'italia è in un altro spaziotempo nel quale in iran non sta accadendo nulla, dall'ansa ai giornali ai tg non una parola, al massimo qualche trafiletto. e alla gente non interessa nulla, vuoi mettere con l'ennesima cagata del landini di turno in supporto di dittatori e terroristi vari? che paese imbarazzante nel quale vivere.

e comunque: fuck mullahs & fuck ayatollahs, ora e sempre.

mercoledì 7 gennaio 2026

domenica 4 gennaio 2026

ESCALATION

oggi 22°.
domani 29°.
mercoledì 41°.
non male come progressione 😅

sabato 3 gennaio 2026

DISTANZE

e quindi da ieri sei più vicino al 2050 che al 2000. esticazzi.