martedì 20 agosto 2013

YOU ARE HERE

YOU ARE not HERE (del luogo che non c'è)

ora lo sai. non resta nulla.
sparta non esiste.

(resta solo il suono dei nomi che ti suonano dentro da quando eri ragazzino: peloponneso, dori, lacedemoni, sparta, taigeto, eurota, spartiati, iloti, licurgo. leonida.
ί τάν ί επί τάς.)

domenica 18 agosto 2013

YOU ARE HERE (dei due mari. e dei due nomi)

vista dalle mura che la chiudono da ogni lato, la cittadella è due mari;  il mare rosso di tegole che la sovrasta, e quello blu che la circonda.
vista dalle costruzioni di pietra grigia di cui è fatta, dubrovnik non è altro che il suo vero nome: ragusa. è un millennio di venezia, in ogni architetura, in ogni bifora, nei nomi dei palazzi e dello stradòn.
dubrovnik è ragusa. è la storia che fa la geografia.


170813 YOU WERE HERE

giovedì 15 agosto 2013

YOU ARE HERE (and they are not)

la fontana è al centro della parte bassa del paese, nella piazzetta da cui si diparte ogni stradina a raggiera. la fontana è circolare, in pietra chiara, con l'acqua che scende dalle 5 cannulle che fuoriescono dal pilone centrale.
la piazzetta con la fontana al centro e da cui si diparte ogni stradina a raggiera è deserta; sarà l'ora che è l'ora che il pomeriggio si fa sera, saranno le nuvole ampie e scure e di temporale che scorrono su in cielo, ma non c'è nessuno nella piazzetta o che cammina le stradine che qui portano e che da qui partono.
sei qui, e sei come in una cartolina in bianco e nero di inizio novecento, da qualche parte nella campagna francese. o bavarese. o italiana. che non c'è differenza, nelle cartoline di inizio novecento dei paesini di campagna o di montagna in giro per l'europa.
di fianco alla fontana c'è un piccolo monumento, un obelisco in minore alto al massimo un metro e ottanta. è anch'esso in pietra chiara, per i morti delle due guerre mondiali. il paese è piccolo, e i caduti sono pochi, saranno più di quindici ma non arrivano a venti. i cognomi e i nomi sono ancora meno, ricorrono sempre gli stessi pochi cognomi, e poche le combinazioni dei nomi. non doveva esserci molta fantasia nelle famiglie del piccolo paese di inizio novecento.

e poi ti accorgi dell'incredibile. v.a.. lui, è morto ben tre volte. e per due nella stessa guerra. per poi morire anche nella successiva. quando si dice la fedeltà ai propri ideali...


mercoledì 14 agosto 2013

DUTCH DREAMS (are made of this)

chissà come ti è venuta di ambientare tutti i tuoi sogni in olanda, ieri notte.

giovedì 1 agosto 2013

IL DIO DELLE PICCOLE COSE

e ci sono gesti e oggetti. e certi tagli di luce. e ci sono momenti e notti. e certe parole lì così. e c’è la velocità alla quale schizza via tutto, la velocità alla quale il paesaggio scivola dietro veloce, veloce sempre più veloce. oppure sei tu a schizzare via attraverso le cose, chissà. questione di velocità, è una questione di velocità. o una formalità, non ricordo più bene, una formalità. e le cose diventano scie. scie le cose, i gesti, gli oggetti, i momenti, le parole, le persone, le situazioni, i giorni, le notti, i giorni, le situazioni, le persone, le parole, le notti, i giorni, i momenti, gli oggetti, i gesti, le cose. scie. diventano scie. scie che ti scorrono affianco ti scorrono lungo i bordi che schizzano via che scivolano dietro. una questione di velocità. o una formalità. non ricordi più bene, no, non ricordi bene. già. e guardi le scie. (ma guardare non è vedere. e pensare non è ragionare. …e oggi non è domani, sì sì vabbé, e patapìm e patapàm) e poi pensi alle piccole cose. le cose quelle cose piccole, minuscole, banali, semplici. le cose quelle talmente piccole, quelle talmente banali, scontate e semplici che di solito non le vedi, che di solito nemmeno ci fai più caso. e pensi che è un bel po’ che non le vedi più, quelle piccole cose lì. pensi che prima ci sono sempre state, pensi che dovrebbero esserci, ma se poi ti dimentichi che devono esserci non te ne accorgi che è già un po’ che non le vedi più. già, è un po’ ormai. faraway, so close. è che saranno anche le cose quelle talmente piccole, quelle talmente banali, scontate e semplici che di solito non le vedi. saranno anche le cose quelle che di solito nemmeno ci fai più caso. saranno quelle, sì. però quando per un attimo le intravedi, allora lo sai che non le stai vedendo più, e scopri che ti mancano, le piccole cose. e forse se ci sono sempre state è perché devono esserci. e forse, se ci sono sempre state, è perché ci sono ancora. le piccole cose sono lì. ma sono così ferme da diventare velocissime. ed è una formalità, le piccole cose. o una questione di velocità. già.
 
lo so del mondo e anche del resto, lo so che tutto va in rovina. ma di mattina, quando la gente dorme con il suo normale malumore, può bastare un niente, forse un piccolo bagliore, un’aria già vissuta, un paesaggio, che ne so… e sto bene. sto bene come uno che si sogna.
 
 
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