all'inizio erano gli anni ottanta. erano gli anni adolescenti e studenti, gli anni dorati, erano gli anni amplificati. e lei era l'amore adolescente e dorato, l'amore inseguito, atteso, e poi ottenuto, l'amore amplificato, quello che per sempre noi e che non finiremo mai. e infatti poi finiscono gli anni ottanta e più o meno lì intorno finite anche voi. ed è così che gli anni ottanta hanno avuto il tuo primo innamorarsi.
dopo gli ottanta arrivano i novanta. decennio doppio e sdoppiato, i novanta; metà sui libri e metà finalmente nel mondo. "fuori, fuori dalle aule" ti dicevi, "via da qui, finalmente, via, nel mondo". e si lavora e si guadagna, finalmente. il decennio spezzato in due, universitario prima e nomade poi. e per un decennio doppio si sdoppia anche l'amore, e i novanta diventano il decennio dei due mezzi amori. e così anche nei novanta c'è stato un amore intero, in fondo, no?
gli anni zero sono gli anni difficili, quelli che allora e ancora oggi non sai bene come, ma ce la fai. sono l'amore quello adulto, gli anni zero, sono l'amore quello vero (minchia la rima, e minchia il poeta!). gli anni zero sono chilometri e viaggi e distanze. il tuo karma adulto. e nei chilometri e nei viaggi e nelle distanze gli anni zero sono l'amore trovato in un altro continente, vissuto dapprima tra nord e centro italia, e convissuto, poi. e come ogni decennio, anche gli anni zero finiscono. e come il decennio finisce anche l'amore adulto, l'amore vero. e come in ogni tuo decennio anche il decennio zero ha avuto il suo innamorarsi.
ed eccoti qui, kovalski. eccoti qui, e ora. eccoti negli anni dieci. che ora sono quasi a metà, 'sti cazzo di anni dieci, già già. e che dici, kovalski, non è che a 'sto punto, annetto più, annetto meno, c'è da aspettarti una qualche novità?



