domenica 12 maggio 2019

day 6 - 26.4 32°38′41″ N, 51°40′3″ E

esfahān nesf-e- jahān ast, la città che è metà del mondo, naqsh-e jahan la piazza immensa che toglie il fiato per lo spazio vuoto e per i portici e i palazzi lungo il perimetro di 560 per 160 metri, persia pura illuminata di notte o alla luce del giorno, il palazzo ali quappu e la gigantografia di moschea che è masjed-e shah, la moschea lotfollah, tutti gli ori, i blu, gli azzurri.



altrove, nella città, la chiesa armena e le schegge del genocidio, la moschea nezam-al-molk antica di mattoni, il ponte sul fiume zayandeh. esfahan.

day 4&5 - 24-25.4 31°53′50″N 54°22′4″E

le torri del silenzio. due. in cima ai due colli contrapposti. cerchio di pietre alto due metri a delimitare lo spazio del cielo. lasciare i morti affinché gli avvoltoi se ne cibino. da tempo immemore, dalle steppe siberiane fin quaggiù. il marrone della terra battuta, l'azzurro del cielo, il suono del vento. le torri del silenzio. zoroastro. yazd.



e poi gli altri colori sotto l'azzurro del cielo della città al centro del deserto, la città d'ocra di marroni, con i vicoli dei muri in terra battuta e paglia, l'azzurro della moschea jamé, le torri del vento ovunque, il caffè sul tetto. yazd.

(poi, dopo, lungo la strada: meybod, la piccionaia di terra e paglia, il castello ocra contro il cielo azzurro, dominare i tetti della città dalle sue mura, e fare gli scemi per foto epocali (!), il caravanserraglio con il suo piccolo mercato nelle botteghe lungo il perimetro; 
na'in e la mosche jamé, antica d'ocra in mattoni e terra)

day 3 - 23.4 29.9355° N, 52.8916° E

il sole che gioca con la moschea nasir-al-mulk, e la inonda di luce e colori, riempiendo lo spazio come un caleidoscopio fatto d'aria e luce. shiraz




gigantesca e monumentale, su scala maggiore di qualsiasi rovina greca o romana, davanti ai tuoi occhi è la storia, e qui lo senti, questa imponenza rende visibile e tangibile ancora dopo 2500 anni il potere del gran re e re dei re , il re di persia e re di anshan e re di media e re di babilonia e re dei sumeri e degli akkadi e re dei quattro angoli del mondo, il re di efeso e di sardi, di cappadocia e frigia, di cilicia, di siria e cipro, di egitto e di susa, di assiria e babilonia, di media, di caspio e albania, di battriana, di armenia, di carmania e sagartia, di saci amirgi e himalaya, di gandara, di sogdiana, di margiana, di gedrosia, di arbela e carduchi, re di india, e re dei re di arabia, di tracia, di geti, colchide, di iberi, di albani, di gerrei, di maci. qui, persepolis.




(poi, dopo: naqsh-e rostam, petra minore e antesignana, ahuramazda che incorona il primo re, le 4 tombe reali sulla parete verticale; pasarade e il tumulo rettangolare di ciro il grande nel vento teso in mezzo alla piana verde e gialla di erba e fiori che ondeggiano, la quiete e la pace; abarkuh, ghiaccio dal deserto, un albero di 4000 anni nel sole che tramonta)


day 2 - 22.4 29.5926° N, 52.5836° E

giardini di fiori d'arancio, il profumo di zagara permea ogni respiro. giardini di fiori e d'acqua, simulacro di ogni idea di paradiso terrestre da 5.000 anni in qua. il suq e al centro il caffé nel caravanserraglio. il castello e le moschee. la wall street farsi, all'angolo della strada, mercato nero ma ben visibile dove uomini in folla compatta contrattano ad alta voce il cambio valute. shiraz.



day 1 - 21.4 35.6892° N, 51.3890° E

tutto inizia dove non c'è nulla da vedere, un nulla che parla una lingua dolce ma sconosciuta all'orecchio, e circondato di vette innevate che sbucano alla fine di ogni prospettiva. il museo dei resti persiani, xerxes e ciro. il monumento bianco contro l'azzurro del cielo. tutto inizia a teheran. 

venerdì 3 maggio 2019

lunedì 15 aprile 2019

ed è cosi che finisce tutto, come per caso (forse per sbaglio, di certo inatteso) .

e ci sono cose alle quali non avresti mai pensato di assistere in vita tua, neanche nelle tue fantasie più distopiche o apocalittiche. perché anche le fantasie più apocalittiche o distopiche si attengono a un qualche senso di realtà, o supposto tale. per cui no, non hai mai pensato di vedere notre dame rasa al suolo. non finora, almeno...
15.4.19, the day notre dame died.


(poi la ricostruiranno, la cattedrale, tutte le parti distrutte verranno ricreate identiche alle originali, indistinguibili. e ce ne si dimenticherà tutti, tutti, nessuno ricorderà, così come nessuno ricorda il duomo di colonia ricostruito interamente tranne un muro angolare. tutti, tutti dimenticheremo. come sempre, dimentichiamo tutti.)

venerdì 22 marzo 2019

NIGHT TRAIN

sei rimasto quasi solo, sul treno. era pieno quando siete partiti, ma arrivati a verona si è svuotato. è rimasta la ragazza con i capelli blu (e il blu è un colore caldo) seduta nel posto accanto al tuo, addormentata. sono rimaste un altro paio di persone nei posti che riesci a vedere dal tuo sedile. sei rimasto tu, che guardi un film brasiliano mentre attraversi la notte.

scorrono luci e vite, fuori dai finestrini, intanto. oppure sei tu, che scorri attraverso le vite fuori dai finestrini.